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Bulloneria

Aggiornato il 01 giugno 20176 capitoli5 domande frequenti
Bulloneria mista

Che cosa è la bulloneria

Per bulloneria si intende in generale un insieme di viti particolari , destinate ad essere bloccate con un dado. A differenza delle viti ordinarie per esempio per il legno o per il metallo, i bulloni sono già filettati e di forma sommariamente cilindrica, molto spesso con una testa esagonale o comunque poligonale necessaria per poterle avvitare utilizzando una chiave apposita. Esistono anche bulloni a testa cava che si avvitano con le brugole, e bulloni a testa piatta con un bloccaggio quadrato sotto la cappella che si bloccano soltanto con il dado. A fianco a questi, naturalmente esistono bulloni di forme particolari per funzioni speciali, compresi alcuni esempi autofilettanti ma la funzione resta sempre quella di giuntare in maniera salda fra loro altri elementi come travi, tavole o simili.

Usare la bullloneria

Nel reparto bulloneria troviamo elementi di molte dimensioni, variabili sia per lunghezza che per diametro, oltre che per passo. Per ognuno di questi elementi esiste un dado o una serie di dadi apposita, oltre ad un accessorio indispensabile che si chiama rondella, anche sedi queste ne esistono molti tipi, ognuno dei quali ha un nome apposito. La combinazione di bullone, dado e rondella, se stretti correttamente, ovverosia senza eccedere nello sforzo e quindi senza danneggiarne la forma, garantiscono una tenuta eccezionale anche su tempi molto lunghi e in presenza di vibrazioni, si impiegano ad esempio nelle automobili che sicuramente sono sottoposte a grossi sforzi. Per ogni esigenza esiste una forma di bullone differente, e soprattutto per scelte di tipo estetico, se ne trovano con teste non appariscenti, ma adatte comunque allo scopo. In ogni caso è buona norma lavorare con i bulloni impiegando attrezzi di buona qualità per non danneggiarli mentre li stringiamo.

Impieghi dei diversi tipi di bulloneria

A seconda del tipo di montaggio che decidiamo di affrontare, dobbiamo scegliere un formato di bulloneria adatta allo scopo. Per prima cosa distinguiamo montaggi con una valenza estetica da quelli puramente pratici. In un montaggio che resti a vista, probabilmente dovremmo impiegare bulloni con una testa bassa o ad incasso, magari da stringersi anche a brugola, in modo tale che risultino esteticamente gradevoli e non sporgano più del necessario. Ne esistono stondati, a raso, e ad incasso per ogni esigenza. Se il montaggio è invece soltanto pratico useremo bulloni a testa esagonale, molto comodi perché si possono stringere usando chiavi inglesi. Se il montaggio deve essere provvisorio o regolabile, esistono anche i cosiddetti dadi a farfalla, che si possono stringere facilmente con le dita.

Accorgimenti

Quando si decide di impiegare della bulloneria, ci sono alcuni accorgimenti necessari o se non altro utili. Per prima cosa dobbiamo considerare il materiale da aggiuntare, se si tratta di metallo non ci sono quasi mai grossi problemi, ma se le giunzioni sono fra legno e metallo o fra parti in legno, ci sono precauzioni da prendere. Per prima cosa si devono utilizzare rondelle di vario tipo che garantiscono una presa meccanicamente stabile ed una tenuta considerevole. Il secondo elemento è che il bullone tende a crepare il legno o a mangiarlo, quindi è sempre bene mettere sotto il dado e sotto la testa del bullone una rondella piuttosto ampia che funga da cuscinetto e consenta una distribuzione delle forze. Ricordiamo comunque sempre che le dimensioni della bulloneria ne determinano la resistenza, e che per carichi di peso considerevole è bene prendere bulloni di grandi dimensioni, che soprattutto se impiegati per attaccare legname, aiutano parecchio nell'evitarne la rottura. In caso è utile anche documentarsi sulle varie forme di rondella, ognuna delle quali è pensata per una applicazione specifica.

Bulloneria e legno

Spesso, soprattutto nel bricolage, la bulloneria viene impiegata sul legname. Quando si va ad utilizzare un bullone di qualche tipo su travi e tavole in legno, dobbiamo sempre prepararci ad una serie di piccole operazioni preparatorie, necessarie per poter impiegare un oggetto pensato per il metallo su un materiale differente. Il primo passo da effettuare è la preparazione dei fori passanti che dovranno essere più grandi del bullone, sebbene di poco per garantire un passaggio comodo. Per questa preparazione sarà necessaria una punta a legno da trapano di dimensioni sufficienti. Si deve poi stabilire se è necessario o meno l'uso di rinforzi in metallo, o se sono sufficienti grosse rondelle. Infine e questo è l'elemento più importante dobbiamo pensare che il materiale legno non è fatto per resistere alla pressione imposta dal bullone, e che quindi possono servire anche controdadi per garantire una presa stabile, ovverosia sul dado di chiusura ne viene aggiunto un secondo virgola separato con una rondella se possibile di tipo Grover.

Dadi e rondelle

Nel reparto bulloneria troviamo molti tipi di dadi e di rondelle per stringere i nostri pezzi. Per quanto riguarda i dadi se ne trovano semplici a testa esagonale, chiusi sempre a testa esagonale ma con una cupola in plastica o in metallo e che vanno impiegati utilizzando bulloni di lunghezza ben precisa. A fianco dei dadi semplici si trovano i cosiddetti dadi autobloccanti che sono quelli che hanno un piccolo anello di plastica in cima, e che di fatto serve per frenare l'avvitatura, garantendo una maggiore stabilità al bloccaggio. Si trovano anche dadi con la rondella già inclusa sia liscia che sfrangiata. Questi dadi sono comodi perché si bloccano in maniera molto salda. Esistono infine i dadi a farfalla che si possono stringere con le dita. Menzione a parte meritano le borchie, che sono sostanzialmente dadi decorativi e che si impiegano laddove il bloccaggio ha anche una valenza estetica virgola e se ne trovano sia in acciaio brunito, color bronzo, sia in ottone e in varie forme.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra una vite ordinaria e un bullone?
    La differenza fondamentale risiede nel metodo di fissaggio e nella forma. Le viti ordinarie, comuni per legno o metallo, si inseriscono direttamente creando una filettatura nel materiale o in un inserto e non richiedono un dado complementare. I bulloni, invece, sono elementi filettati di forma cilindrica (spesso con testa esagonale) progettati specificamente per essere bloccati mediante un dado applicato dall'altra parte del pezzo da unire. Questa configurazione permette di creare giunzioni più robuste e reversibili, ideali per strutture portanti come travi o componenti meccanici soggetti a vibrazioni.
  • Come si fissa correttamente un bullone su un pezzo di legno per evitare danni?
    Fissare bulloni sul legno richiede precauzioni specifiche poiché il materiale è fragile rispetto alla pressione esercitata. È essenziale preparare fori passanti leggermente più ampi del gambo del bullone per facilitare l'inserimento. Fondamentale è l'uso di rondelle ampie, sia sotto la testa del bullone che sotto il dado, per distribuire uniformemente la forza e impedire che il metallo 'mordi' o spacchi il legno. Inoltre, per garantire una tenuta stabile nel tempo, specialmente con carichi pesanti, si consiglia l'impiego di controdadi separati da rondelle elastiche (tipo Grover), che prevengono il allentamento dovuto alle vibrazioni o ai movimenti naturali del legno.
  • Quale tipo di bullone scegliere se voglio un risultato estetico pulito e invisibile?
    Per montaggi a vista dove l'estetica è prioritaria, devi optare per bulloni con teste basse, a raso o ad incasso. Queste varianti minimizzano la sporgenza dalla superficie. In particolare, i bulloni a testa cava, che si avvitano tramite brugole (chiavi esagonali interne), sono eccellenti per nascondere la testa del fissaggio, lasciando una superficie piana e ordinata. Al contrario, evita i bulloni a testa esagonale standard, che sono funzionali ma visivamente invasivi, a meno che non siano intenzionalmente lasciati a vista come elemento di design industriale.
  • Cosa sono i dadi autobloccanti e quando conviene usarli?
    I dadi autobloccanti sono dotati di un piccolo anello in nylon o plastica integrato nella parte superiore interna. Questo anello crea attrito contro la filettatura del bullone quando viene serrato, impedendo al dado di allentarsi spontaneamente per vibrazioni o movimenti. Sono ideali per applicazioni dove la sicurezza è critica e la manutenzione periodica è difficile, come in ambito automobilistico o strutturale. Tuttavia, non sono adatti per smontaggi frequenti, poiché l'anello plastico si degrada dopo diverse rimozioni, perdendo efficacia.
  • A cosa servono le rondelle e quali tipi esistono?
    Le rondelle sono accessori metallici posizionati tra il dado/la testa del bullone e il materiale da fissare. La loro funzione primaria è distribuire il carico per evitare danni alla superficie e aumentare l'attrito per prevenire il allentamento. Esistono diversi tipi: quelle lisce per distribuzione del carico; quelle sfrangiate o dentate per aggrapparsi al materiale e impedire rotazioni; quelle elastiche (Grover) per assorbire vibrazioni; e quelle incorporate nei dadi stessi per comodità operativa. La scelta dipende dal materiale (legno, metallo) e dalle sollecitazioni previste.

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