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Eolico domestico

Aggiornato il 27 giugno 20174 capitoli5 domande frequenti
Impianto eolico domestico

Cosa si intende per eolico domestico

Sin dall'antichità l'uomo ha sfruttato l'energia del vento, basti pensare ai mulini. I generatori eolici domestici vengono commercializzati nel Regno Unito da circa una ventina di anni, ma dagli anni 90 c'è stato un vero e proprio boom nelle vendite. Il sistema prevede la presenza di alcune pale che, azionate dal vento, iniziano a girare, producendo energia meccanica. Questa energia cinetica viene incanalata nelle turbine, le quali la trasformano in energia elettrica. Per eolico domestico o minieolico si intende un sistema realizzato con lo sfruttamento di aerogeneratori con altezza non superiore ai 30 metri. Queste dimensioni inferiori hanno il vantaggio di permettere il funzionamento del sistema anche in presenza di venti meno forti rispetto a quelli necessari per la rotazione di quelle industriali, permettendo, così, di raggiungere più facilmente un livello di produzione energetico in grado di far rientrare nei costi che si sono sostenuti per l'installazione. Queste caratteristiche rendendo conveniente il montaggio anche in spazi non necessariamente aperti ed esposti a forti venti, come possono essere le città.

Installazione dell'impianto eolico domestico

Prima di procedere con l'istallazione vera e propria dell'impianto eolico domestico, è necessaria un'operazione preliminare di studio sulla ventosità del luogo prescelto. Una scarsissima esposizione ai venti potrebbe far diventare l'investimento economicamente disastroso. Il secondo controllo da effettuare, una volta accertata la presenza del vento, è sull'accessibilità del sito prescelto e sulla facilità di collegamento dell'impianto alla rete elettrica. Una volta compiute queste due operazioni, bisogna decidere quale dovrebbe essere la potenza in watt dell'impianto eolico domestico, soprattutto se si vuole successivamente rivendere l'energia. A seconda che si opti per un impianto con più o meno di 60 kW, è previsto un diverso regime di autorizzazioni: • Sino a 60 kW: è necessaria la Procedura Abilitativa Semplificata "PAS", che prevede la presentazione di un progetto architettonico ed elettrico presso il Comune; • Oltre i 60kW: è necessario presentare la domanda di Autorizzazione Unica ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs 387/2003 presso la Regione competente. Prima di iniziare sarà necessaria anche l'autorizzazione sismica rilasciata, dopo una serie di accertamenti, dal Genio Civile.

Auto-produzione o generazione distribuita

Un sistema eolico domestico potrebbe produrre una quantità di elettricità superiore al fabbisogno del proprietario dell’impianto, per questo la parte eccedente potrebbe essere venduta. Per poterlo fare, però, è necessario che l'impianto sia collegato alla rete elettrica. È quest'ultimo l'elemento che crea la distinzione tra utenza isolata e generazione distribuita. Nel caso di utenza isolata il sistema è autosufficiente, l'energia prodotta resta tutta a disposizione del proprietario dell'impianto, le eccedenze non potranno essere commercializzate. Si tratta di solito di piccoli impianti installati in zone remote e isolate. Nel caso di generazione distribuita, si ha una produzione decentralizzata ad opera di tanti piccoli operatori, al contrario dell'industria elettrica tradizionale, che si basa, invece, su poche grandi centrali. I piccoli produttori di energia, che sono generalmente collegati a una rete di distribuzione a bassa tensione, potranno vendere l'energia eccedente il proprio fabbisogno al Gestore dei Servizi Energetici, che agisce in regime di monopolio e stabilisce i prezzi in conformità a una determinata normativa e non in base all'andamento del mercato.

Aspetti economici di un impianto eolico domestico

Dal punto di vista economico un impianto domestico eolico può essere un ottimo affare. L'auto-produzione di energia può comportare ingenti risparmi sulla bolletta e potrebbe, nel caso di allacciamento alla rete elettrica generale, anche rivelarsi un'occasione di guadagno, anche se ai prezzi imposti dal Gestore dei Servizi Energetici. Le strade sono due, il "fai da te" oppure l'acquisto chiavi in mano da una ditta specializzata. In questo caso lo specialista non si occuperà solamente dei lavori edili e del montaggio dell'impianto, ma svolgerà anche le operazioni preliminari di valutazione del sito e sbrigherà tutto l'iter burocratico. I prezzi di una turbina per generatore eolico domestico non rigenerata variano dai 200 ai 3.500 euro, a questi costi poi dovranno essere aggiunti quelli necessari per i lavori edili per l'adeguamento dell'abitazione e il montaggio. In media, in Italia, si rientra nell'investimento in circa 4 o 5 anni. Gli incentivi per gli impianti che non superino 1 MW hanno diritto alla tariffa onnicomprensiva di 0,291 €/kWh per gli impianti collegati alla rete elettrica di potenza compresa tra 1 e 20 kW e di 0,268 €/kWh per quelli tra 20 e 200 kW.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra eolico domestico e industriale riguardo alle dimensioni e all'efficienza?
    L'eolico domestico, o minieolico, utilizza aerogeneratori con un'altezza massima di 30 metri. Questa caratteristica strutturale permette ai sistemi domestici di funzionare efficacemente anche con venti meno intensi rispetto agli impianti industriali. Di conseguenza, è possibile installare tali dispositivi in spazi non necessariamente ampi o esposti a correnti d'aria fortissime, come aree urbane o residenziali, garantendo comunque una produzione energetica capace di ammortizzare i costi di installazione grazie alla minore dipendenza da condizioni meteorologiche estreme.
  • Che iter burocratico devo seguire per installare un impianto eolico domestico?
    La procedura dipende dalla potenza installata. Per impianti fino a 60 kW è sufficiente la Procedura Abilitativa Semplificata (PAS), presentando un progetto architettonico ed elettrico al Comune. Se la potenza supera i 60 kW, occorre richiedere l'Autorizzazione Unica alla Regione competente, ai sensi del D.Lgs 387/2003. Inoltre, indipendentemente dalla potenza, è fondamentale ottenere l'autorizzazione sismica rilasciata dal Genio Civile dopo aver verificato la stabilità del sito e della struttura di supporto.
  • Posso vendere l'energia che produco in eccesso con un impianto eolico domestico?
    Sì, ma solo se l'impianto è collegato alla rete elettrica nazionale, configurandosi come 'generazione distribuita'. In questa modalità, l'energia eccedente il tuo fabbisogno può essere ceduta al Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che agisce in regime di monopolio regolamentato. Se invece scegli un sistema ad 'utenza isolata', non collegato alla rete, tutta l'energia prodotta rimane a tua esclusiva disposizione e non puoi venderla né scambiare le eccedenze con altri soggetti esterni.
  • Quanto costa installare un impianto eolico domestico e quando si recupera l'investimento?
    Il costo della turbina varia tra i 200 e i 3.500 euro, ma bisogna aggiungere le spese per i lavori edili e il montaggio. In media, in Italia, il tempo di ritorno dell'investimento è di circa 4-5 anni. Esistono inoltre incentivi specifici: per impianti collegati alla rete tra 1 e 20 kW la tariffa incentivante è di 0,291 €/kWh, mentre per quelli tra 20 e 200 kW sale a 0,268 €/kWh. Questi fattori contribuiscono significativamente a rendere l'investimento vantaggioso nel medio termine.
  • È fondamentale valutare la ventosità del luogo prima dell'installazione?
    Assolutamente sì. La prima operazione preliminare obbligatoria è lo studio della ventosità del sito prescelto. Un'esposizione ai venti scarsa o insufficiente renderebbe l'impianto inefficiente, trasformando l'investimento iniziale in una perdita economica. Oltre alla presenza del vento, bisogna verificare l'accessibilità del sito per le operazioni di montaggio e la facilità di connessione alla rete elettrica. Solo dopo aver confermato questi aspetti tecnici ed energetici si procede alla scelta della potenza e all'avvio delle pratiche burocratiche.

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