Nandina domestica

Piante da appartamento

Nandina domestica

Tutto quel che occorre sapere sulla Nandina domestica, elegante arbustivo dal folto e cangiante fogliame e dai rosseggianti frutti decorativi.

di Redazione

20 febbraio 2017

Cure e coltura della nandina domestica

Il sempreverde, chiamato comunemente bambù sacro, trae la sua origine dall'oriente del continente asiatico e trova classificazione nel raggruppamento familiare delle Berberidaceae. Questo grazioso arbustivo si fa apprezzare per il fitto e variopinto fogliame e per le bacche vermiglie, tanto da essere sovente impiegato per formare siepi o decorare gli angoli del giardino. La Nandina domestica andrà posizionata in un ambiente assolato o anche parzialmente ombroso, ma con esposizione agli irraggiamenti solari per qualche ora della giornata. L'insufficiente luminosità dell'habitat influirà direttamente sulle foglie, che tenderanno a non assumere la caratteristica tinta rossiccia autunnale. La pianta gradirà un terreno piuttosto umido e non coeso, pregno di sostanze organiche ed adeguatamente drenato.

Annaffiamento e fertilizzazione della nandina domestica

La Nandina domestica non esprime una rilevante necessità di essere bagnata nel corso dell'intero anno. Andrà, perciò, irrorata con costanza nella stagione estiva, con frequenza di norma settimanale, mentre nei restanti periodi dovrà essere annaffiata con moderazione e solamente quando la terra si presenti asciugata o addirittura disseccata. La fertilizzazione sarà massimizzata nella fase vegetativa, con cadenze più o meno bimestrali, ed interrotta durante la stagione autunnale ed invernale. Sarà consigliabile l'impiego di fertilizzante organico a natura solida, distinto dal rilascio graduale e progressivo, che contenga in prevalenza le componenti potassiche e fosfatiche a discapito della restante macrocomponente azotata, oltre gli opportuni microelementi, tra cui si evidenzia il ferro.

Principali patologie della pianta

Di notevole vigoria e resistenza, l'ornativo sempreverde non soffrirà condizioni climatiche torride e afose, ne i freddi rigori invernali. Ciò nonostante, l'esposizione continua a temperature sottozero potrà provocare sensibili danneggiamenti al variegato fogliame della pianta. La Nandina domestica, in conclusione, assai raramente sarà interessata da patologie crittogamiche, se non in presenza di eccesso negli annaffiamenti o di errori nella tecnica colturale, oppure da insetti e parassiti animali. Nondimeno, in circostanze particolari, potrà essere attaccata dai nocivi acari, minuscoli ragni che si nutrono usualmente della linfa presente nella pianta arbustiva, perforando e lesionando il suo fogliame. Il contrasto sarà da affidare a specifici accorgimenti naturali o anche a idonei acaricidi.

Domande frequenti

  • Quale è l'esposizione ideale per la Nandina domestica?
    La Nandina domestica predilige posizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate, garantendo comunque alcune ore di diretta insolazione quotidiana. È fondamentale evitare l'ombra fitta e prolungata: un'illuminazione insufficiente impedisce alle foglie di sviluppare la tipica colorazione rossastra in autunno, apparendo semplicemente verdi. Per ottenere la massima espressione cromatica del fogliame e una crescita vigorosa, posiziona la pianta in un punto della tua area verde o balcone dove possa beneficiare della luce solare diretta per diverse ore, proteggendola solo dalle intemperie più violente.
  • Come e quando irrigare correttamente la Nandina?
    Le annaffiature devono essere regolate in base alla stagione. In estate, periodo di maggiore attività vegetativa, somministra acqua con costanza, circa una volta a settimana, mantenendo il substrato umido ma mai zuppo. Durante la primavera, l'autunno e soprattutto l'inverno, riduci drasticamente le irrigazioni: bagna la pianta solo quando il terreno risulta completamente asciutto in superficie. Un errore comune è l'eccesso idrico; assicurati sempre che il vaso o il terreno siano ben drenati per prevenire marciumi radicali, poiché la Nandina teme i ristagni d'acqua.
  • Quali concimi utilizzare per la Nandina domestica?
    Concima la pianta prevalentemente durante la fase vegetativa primaverile ed estiva, intervallando gli interventi ogni due mesi circa. Interrompi assolutamente la concimazione in autunno e inverno. Scegli fertilizzanti organici a lento rilascio, preferibilmente formulati per piante acidofile o ornamentali, che abbiano un contenuto bilanciato ma leggermente superiore di potassio e fosforo rispetto all'azoto. È inoltre essenziale che il prodotto integri microelementi, in particolare il ferro, per mantenere il fogliame sano e vibrante. Evita concimi troppo ricchi di azoto che potrebbero favorire una crescita erbacea a scapito della resistenza.
  • La Nandina domestica resiste al freddo intenso?
    La Nandina domestica è generalmente resistente e vigorosa, tollerando bene sia il caldo afoso estivo sia i freddi invernali moderati. Tuttavia, non è indistruttibile: esposizioni prolungate a temperature costantemente inferiori allo zero possono causare danni significativi al fogliame, facendolo seccare o imbrunire. Se vivi in zone con inverni molto rigidi, proteggi la base della pianta con pacciamatura organica o, se coltivata in vaso, spostala in un luogo riparato o avvolgi il fusto con tessuto non tessuto. Le gelate tardive primaverili sono spesso più pericolose di quelle invernali stabili.
  • Come difendere la Nandina dagli attacchi di acari?
    Sebbene rara, la Nandina può essere attaccata dagli acari, piccoli ragni rossi che succhiano la linfa, causando ingiallimento e secchezza delle foglie. Per contrastarli efficacemente, interveni tempestivamente. Puoi optare per soluzioni naturali come il macerato di ortica o il sapone molle di potassio, spruzzando abbondantemente su tutta la pianta, specialmente sotto le foglie. In caso di infestazioni gravi, utilizza acaricidi specifici disponibili in commercio. Prevenire il problema mantenendo un giusto livello di umidità ambientale e evitando stress idrici alla pianta rende il fogliame meno attrattivo per questi parassiti.