Nandina domestica

Cure e coltura della nandina domestica

Il sempreverde, chiamato comunemente bambù sacro, trae la sua origine dall'oriente del continente asiatico e trova classificazione nel raggruppamento familiare delle Berberidaceae. Questo grazioso arbustivo si fa apprezzare per il fitto e variopinto fogliame e per le bacche vermiglie, tanto da essere sovente impiegato per formare siepi o decorare gli angoli del giardino. La Nandina domestica andrà posizionata in un ambiente assolato o anche parzialmente ombroso, ma con esposizione agli irraggiamenti solari per qualche ora della giornata. L'insufficiente luminosità dell'habitat influirà direttamente sulle foglie, che tenderanno a non assumere la caratteristica tinta rossiccia autunnale. La pianta gradirà un terreno piuttosto umido e non coeso, pregno di sostanze organiche ed adeguatamente drenato.
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Annaffiamento e fertilizzazione della nandina domestica

Frutti nandina domestica La Nandina domestica non esprime una rilevante necessità di essere bagnata nel corso dell'intero anno. Andrà, perciò, irrorata con costanza nella stagione estiva, con frequenza di norma settimanale, mentre nei restanti periodi dovrà essere annaffiata con moderazione e solamente quando la terra si presenti asciugata o addirittura disseccata. La fertilizzazione sarà massimizzata nella fase vegetativa, con cadenze più o meno bimestrali, ed interrotta durante la stagione autunnale ed invernale. Sarà consigliabile l'impiego di fertilizzante organico a natura solida, distinto dal rilascio graduale e progressivo, che contenga in prevalenza le componenti potassiche e fosfatiche a discapito della restante macrocomponente azotata, oltre gli opportuni microelementi, tra cui si evidenzia il ferro.

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Nandina domestica: Principali patologie della pianta

Bambù sacro Di notevole vigoria e resistenza, l'ornativo sempreverde non soffrirà condizioni climatiche torride e afose, ne i freddi rigori invernali. Ciò nonostante, l'esposizione continua a temperature sottozero potrà provocare sensibili danneggiamenti al variegato fogliame della pianta. La Nandina domestica, in conclusione, assai raramente sarà interessata da patologie crittogamiche, se non in presenza di eccesso negli annaffiamenti o di errori nella tecnica colturale, oppure da insetti e parassiti animali. Nondimeno, in circostanze particolari, potrà essere attaccata dai nocivi acari, minuscoli ragni che si nutrono usualmente della linfa presente nella pianta arbustiva, perforando e lesionando il suo fogliame. Il contrasto sarà da affidare a specifici accorgimenti naturali o anche a idonei acaricidi.


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