Adulto di Dorifora

Malattie delle piante

Dorifora

La Dorifora è un insetto che ama far visita agli orti per cibarsi di patate, melanzane e pomodori; è originario dell'America del Nord e si è diffusa in Italia dalla seconda guerra mondiale.

di Redazione

26 settembre 2016

La dorifora

Le origini della dorifora, un insetto che colpisce in particolar modo le patate, i pomodori e le Solanacee, non sono certe, ma sembra che questo coleottero sia originario della regione geografica ricompresa fra il Colorado ed il Messico. Per quanto riguarda l'Italia è invece certo che la sua diffusione avvenne nel 1944. Anzi, la propaganda del periodo bellico attribuì a fantomatici lanci dagli aerei americani la diffusione dell'insetto in tutta l'Europa che avvenne proprio negli anni del secondo conflitto mondiale. Anche se la sua presenza era stata segnalata già nell'ultimo ventennio del secolo precedente. La dorifora si sviluppa esclusivamente sulle solanacee, soprattutto (ed in questo ordine di importanza) sulla patata, sulla melanzana, sul peperone e sul pomodoro. Il danno che questo insetto produce alle piante, sia nella sua forma larvale che in quella adulta è, essenzialmente, la defoliazione. Ne consegue una minore attività fotosintetica che causerà la morte della pianta. Se la pianta sopravvive è molto probabile che i ricacci laterali assorbano tutte le energie della pianta, a scapito della produzione di tuberi o frutti. Sempre che non vengano attaccati anche i nuovi germogli.

Il ciclo biologico della dorifora

Ma come si sviluppa un'infestazione da dorifora? Innanzitutto, va detto che l'adulto della dorifora è in grado di sopportare i rigori dell'inverno interrato ad una profondità di 20-30 cm nel terreno. Uscirà solo in primavera, quando la temperatura esterna avrà raggiunto i 14°C. A questo punto avverrà l'accoppiamento e la successiva deposizione delle uova sulle piante ospiti, generalmente nella pagina inferiore delle foglie. Con questo sistema in un lasso di tempo variabile fra i 4 e i 15 giorni ( a seconda dell'andamento climatico) l'embrione completerà il suo sviluppo. Trascorreranno circa due settimane e tre mute: le larve avranno raggiunto la maturità. A questo punto penetreranno per una profondità di 5-15 cm nel terreno e si impuperanno. Trascorsi dai 7 ai 14 giorni la pupa diventerà un adulto e sarà nata la prima generazione. Il ciclo si ripeterà, con accoppiamento, ovodeposizione, stadio larvale, poi pupale e successiva nascita della seconda generazione. Nelle zone fredde questa è la generazione che avrà il compito di svernare e prepararsi per l'attacco che avverrà nella successiva primavera. Nelle regioni più calde, invece, si avrà una terza generazione.

La lotta alla Dorifora

La lotta a questo insetto si attua con sostanze chimiche, con la lotta biologica e con pratiche agronomiche adatte. Per quanto riguarda la lotta chimica si utilizzano insetticidi fosforganici, carbammati e piretroidi. I trattamenti dovrebbero essere effettuati in pre o post fioritura, per limitare i danni agli insetti utili. Il piretro, data la sua bassa tossicità (non nulla, bassa) e il suo breve periodo di carenza è il più adatto a chi propende per coltivazioni biologiche (per le sue caratteristiche è uno dei pochissimi prodotti chimici autorizzati nei disciplinari delle coltivazioni biologiche). I Chitinoinibitori si utilizzano per devitalizzare uova e larve di 1^ generazione, mentre i Neonicotinoidi si utilizzano per la concia dei tuberi e dei semi e per le irrorazioni fogliari. Nella lotta biologica si adottano il Bacillus thuringiensis, un batterio sporigeno che si usa contro le larve; l'Edovum puttleri un imenottero le cui femmine depositano le proprie uova all'interno delle uova di Dorifora e lo Zicrona coerulea una cimice che invece di cibarsi di verdure come le sue cugine, si ciba di larve ed adulti di coleotteri.

Domande frequenti

  • Quali piante vengono colpite dalla dorifora e quali sono i sintomi principali del danno?
    La dorifora attacca esclusivamente le piante della famiglia delle Solanacee, con una preferenza marcata per la patata, seguita da melanzana, peperone e pomodoro. Il danno principale consiste nella defogliazione operata sia dalle larve che dagli adulti, che mangiano le foglie. Questa perdita di tessuto fogliare riduce drasticamente la capacità fotosintetica della pianta, portando spesso alla sua morte. Se la pianta sopravvive, i nuovi germogli laterali assorbono tutte le energie vitali a discapito della produzione di tuberi o frutti, compromettendo gravemente il raccolto.
  • Come riconoscere le uova e le larve di dorifora sulle foglie?
    Per identificare l'infestazione bisogna osservare attentamente la pagina inferiore delle foglie delle piante ospiti. Le femmine depongono le uova qui, formando gruppi ordinati di color giallo-arancio brillante. Dopo 4-15 giorni, a seconda della temperatura, nascono le larve che hanno un aspetto distintivo: corpo allungato, segmentato e di colore arancione-rossastro, coperto da piccole spine nere. È fondamentale intervenire tempestivamente in questa fase, poiché le larve sono le responsabili della maggior parte della defogliazione rapida.
  • È possibile combattere la dorifora con metodi biologici senza usare pesticidi chimici?
    Sì, esistono efficaci soluzioni biologiche. Si può utilizzare il Bacillus thuringiensis, un batterio specifico che agisce sulle larve rendendole letargiche e portandole alla morte. Un altro metodo è la lotta biologica tramite insetti utili: l’imenottero Edovum puttleri depone le sue uova dentro quelle della dorifora, impedendone la schiusa, mentre la cimice Zicrona coerulea predatore si nutre direttamente di larve e adulti. Inoltre, il piretro naturale, pur essendo un prodotto fitosanitario, è autorizzato in agricoltura biologica grazie alla sua bassa tossicità residua.
  • Quando è il momento migliore per effettuare i trattamenti antidorifora?
    I trattamenti chimici o biologici devono essere calibrati con precisione temporale. Generalmente si interviene in pre-fioritura o post-fioritura. Questo periodo è cruciale perché protegge gli insetti impollinatori e utili, evitando di danneggiarli durante la fase di fioritura attiva. L'obiettivo è colpire le larve neonate o quelle di prima generazione prima che raggiungano la maturità e penetrino nel suolo per impuparsi. Monitorare costantemente le piante dall'emergenza primaverile (quando la temperatura supera i 14°C) è essenziale per intercettare l'infestazione nelle fasi iniziali.
  • Dove sverna la dorifora e come si diffonde nel terreno?
    L'insetto passa l'inverno allo stato di adulto, rifugiandosi nel terreno. Scava tane profonde tra i 20 e i 30 centimetri sotto la superficie terrestre, dove rimane in uno stato di quiescenza protetto dal freddo. Quando la temperatura esterna raggiunge i 14°C in primavera, gli adulti emergono dal suolo per accoppiarsi e iniziare la deposizione delle uova sulle piante. Anche le larve mature penetrano nel terreno (tra 5-15 cm di profondità) per impuparsi, completando il ciclo vitale che può generare fino a tre generazioni annue nelle zone più calde.