Casapratica.net · guide e consigli pratici
Impianti casa · Illuminazione casa

Illuminazione di emergenza

Aggiornato il 06 settembre 20164 capitoli5 domande frequenti
Illuminazione di emergenza in ufficio

Illuminazione di emergenza

L'illuminazione di emergenza entra in azione nel momento in cui viene a mancare l'illuminazione ordinaria. Si tratta di impianti che sono disciplinati da una vera e propria norma attenta e dettagliata, la UNI EN 1838 che fornisce dei chiarimenti e delle direttive su come deve essere costruito un impianto di emergenza soprattutto nei luoghi pubblici come scuole, ospedali e attività commerciali. L'illuminazione di emergenza può essere composta da due tipologie di apparecchi: quello di emergenza autonomo la cui batteria si trova all'interno o nelle vicinanze della lampadina e quello ad alimentazione centralizzata. In questo caso la fonte di alimentazione risiede direttamente in una sorgente indipendente dall'impianto tradizionale, come ad esempio un gruppo elettrogeno a cui vengono collegate tutte le illuminazioni di emergenza di una determinata superficie.

Tipologie illuminazione di emergenza

Le tipologie di illuminazione di emergenza sono principalmente due e sono quella di sicurezza e quella di riserva. Per quanto riguarda il primo caso ha la funzione di consentire la mobilità di persone nel momento in cui ci si trova in una situazione di pericolo e viene utilizzata per illuminare le indicazioni di uscita. Secondo le norme in vigore le lampadine devono essere posizionate presso ogni uscita, presso le scale, sotto ogni gradino, nei corridoi o nei punti di cambio di direzione. L'illuminazione di riserva serve invece per permettere di svolgere le proprie attività senza interruzione nel momento in cui smette di funzionare l'illuminazione ordinaria. In questo caso l'impianto dovrà essere fornito di lampadine più potenti e di un alimentatore in grado di produrre una certa quantità di energia.

Apparecchi per l'illuminazione di emergenza

Gli apparecchi per l'illuminazione di emergenza, sia nel caso si tratti di quelli autonomi che di quelli centralizzati, possono avere caratteristiche differenti in base alle varie tipologie. Vi sono quelli ad illuminazione permanente, vale a dire che i led posti in punti strategici sono sempre accesi anche quando l'illuminazione ordinaria è perfettamente funzionante. In questo caso il grado di luminosità è ridotto e diventa più forte quando deve svolgere la sua funzione di illuminare in via esclusiva. Quelli ad illuminazione non permanente sono più utilizzati e si attivano solo quando la rete tradizionale ha subito un blocco. Gli apparecchi possono essere anche ad illuminazione combinata, cioè contengono al loro interno più lampade, alcune delle quali fungono da luce tradizionale per l'impianto ordinario e altre si attivano in caso di emergenza.

Modelli di illuminazione di emergenza

I modelli di illuminazione di emergenza sono vari poiché devono rispondere a tutte le esigenze. BTicino ha ideato delle lampade di emergenza che contengono al loro interno una torcia estraibile per illuminare le zone lontane dal punto in cui si trova la parte sotto la luce. Una speciale protezione è in grado di riparare il sistema da eventuali urti o danneggiamenti. Queste lampade hanno una speciale autonomia che va da una alle tre ore. Beghelli ha prodotto invece la lampada di emergenza 11W LED 8H INC IP40 SE BEG 1499 che può essere installata a parete o a incasso e ha un'autonomia di ben 8 ore. Viene utilizzata soprattutto per gli ambienti domestici. Il modello Lungalargaluce LED Incasso è molto discreto e viene posizionato sul soffitto. La luce può essere regolata in base alle esigenze aumentando l'area di copertura dell'illuminazione.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra illuminazione di emergenza di sicurezza e di riserva?
    L'illuminazione di emergenza si divide principalmente in due categorie con funzioni distinte. La prima è quella di sicurezza, progettata per garantire la mobilità delle persone durante situazioni di pericolo; il suo scopo è illuminare le vie di fuga, le uscite di emergenza, le scale e i cambi di direzione nei corridoi. La seconda è l'illuminazione di riserva, utile per permettere la prosecuzione delle attività lavorative o domestiche senza interruzioni quando cade l'alimentazione principale. A differenza della sola sicurezza, questa tipologia richiede lampade più potenti e alimentatori capaci di sostenere carichi energetici maggiori per mantenere le operazioni in corso.
  • Come funziona l'alimentazione degli apparecchi di emergenza? Esistono diverse soluzioni?
    Esistono due modalità principali di alimentazione per gli impianti di emergenza. La prima prevede apparecchi autonomi, dotati di batterie integrate o posizionate nelle immediate vicinanze della lampadina, che entrano in funzione automaticamente alla mancanza di corrente. La seconda opzione è l'alimentazione centralizzata, dove la fonte energetica è indipendente dall'impianto tradizionale e condivisa da tutta la superficie interessata, spesso realizzata tramite gruppi elettrogeni o batterie centralizzate. Questa seconda soluzione è tipicamente adottata in grandi strutture come ospedali, scuole o centri commerciali per garantire una gestione unitaria e robusta dell'energia di backup.
  • Cosa significa che un'apparecchio ha un'illuminazione permanente o non permanente?
    La distinzione riguarda lo stato di accensione delle luci rispetto all'impianto normale. Negli apparecchi a illuminazione permanente, i LED sono sempre accesi, anche quando c'è corrente elettrica, ma a intensità ridotta; aumentano di potenza solo in caso di blackout. Al contrario, gli apparecchi a illuminazione non permanente rimangono spenti durante il funzionamento regolare della rete e si attivano esclusivamente quando rilevano l'interruzione dell'alimentazione ordinaria. Esiste poi la variante a illuminazione combinata, che integra sia le luci tradizionali per l'uso quotidiano sia quelle dedicate all'emergenza nello stesso corpo illuminante.
  • Quanto dura l'autonomia di una lampada di emergenza domestica?
    L'autonomia varia significativamente in base al modello e alla tecnologia utilizzata. Per gli ambienti domestici, è comune trovare dispositivi con un'autonomia compresa tra una e tre ore, sufficiente per gestire la maggior parte delle emergenze domestiche. Alcuni modelli specifici, come certe lampade LED ad alta efficienza, possono garantire fino a otto ore di illuminazione continua. È fondamentale verificare le specifiche tecniche del prodotto acquistato, poiché l'effettiva durata dipende dalla capacità della batteria interna e dal consumo energetico dei LED installati nell'apparecchio.
  • Dove devono essere posizionate le luci di emergenza secondo le normative?
    Secondo la normativa UNI EN 1838, l'illuminazione di sicurezza deve essere installata in punti strategici per garantire una via di fuga sicura. Le lampade devono essere posizionate presso ogni uscita di emergenza, lungo le scale (spesso sotto ogni gradino), nei corridoi e in corrispondenza di ogni cambiamento di direzione. Questo posizionamento garantisce che le persone possano orientarsi chiaramente anche in condizioni di scarsa visibilità o panico. Nei contesti privati, sebbene non sempre obbligatorio per legge come negli edifici pubblici, un'installazione simile migliora notevolmente la sicurezza abitativa.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche