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Riscaldamento autonomo

Aggiornato il 02 settembre 20164 capitoli5 domande frequenti
impianto autonomo

Riscaldamento autonomo: com'è fatto

La questione del riscaldamento pone spesso di fronte alla difficile scelta tra autonomo e centralizzato: quale scegliere e quali parametri usare per compiere tale scelta? Vediamo brevemente le caratteristiche principali delle due soluzioni. Un impianto autonomo presenta in linea di massima un generatore di calore (generalmente di potenza inferiore ai 35 kW) che consiste nella comune caldaia, una rete di distribuzione del calore (tramite acqua o aria e regolata se necessario da pompe per la corretta circolazione di queste), dei terminali di erogazione che corrispondono ai comuni radiatori posti nei vari ambienti della casa e dei sistemi di controllo e gestione della temperatura come termostati e temporizzatori. Rispetto ad un sistema centralizzato, un impianto autonomo richiede delle minori capacità del sistema per la distribuzione del calore, minori attrezzature ausiliarie e meno spazio. Un sistema centralizzato richiede infatti la collocazione della caldaia in un locale specifico dell'edificio (locale caldaia) con eventuale serbatoio annesso, un sistema di pompe per una circolazione forzata più imponente e un sistema di supporto aggiuntivo per la regolazione locale del calore.

Come scegliere il proprio impianto autonomo

Le possibilità di scelta non sono però finite qui. Esistono infatti diverse tipologie di riscaldamenti autonomi e ogni casa ha le sue esigenze. Il sistema descritto nel precedente paragrafo corrispondeva ad un comune impianto con rete di distribuzione; esistono però anche impianti autonomi privi di rete di distribuzione impiegati sia per il riscaldamento dell'intera casa che per un solo ambiente. Entro questa categoria vi sono caminetti a legna, stufe elettriche, a gas, a legna o carbone. La scelta di tali impianti può far pensare a scarsi risultati a livello energetico, ma esistono varianti di vecchi caminetti e stufe capaci di garantire un alto valore prestazionale. Parliamo di termocaminetti e termostufe (a pellet o legna), ottimali sia dal punto di vista energetico che ambientale. Queste soluzioni possono comunque fungere da generatori di calore, cioè essere inseriti in una rete di distribuzione classica che riscalda l'intera abitazione, fornendo un rendimento maggiore rispetto alla vecchie stufe.

I vantaggi di un impianto di riscaldamento autonomo

A giocare un ruolo importante nella scelta vi sono sicuramente i maggiori vantaggi che un impianto autonomo può apportare. Innanzitutto lo spazio. Un sistema centralizzato richiede infatti l'installazione delle caldaie in un locale con specifiche caratteristiche che garantiscano aerazione e strutture elettriche a norma di legge. Senza dimenticare che se il sistema è più vecchio e utilizza gasolio dovrà essere presente un serbatoio e ciò significa maggiori spese per rifornimento e manutenzione ordinaria e straordinaria. In secondo luogo lo spreco di energia. Un sistema autonomo permette una efficace e continua gestione dei carichi di riscaldamento attraverso un sistema di apparecchiature elettroniche sotto diretto controllo dell'utente. Il termostato e gli apparecchi di programmazione del tempo di attività della caldaia permettono una revisione più precisa rispetto agli strumenti tipici dei sistemi centralizzati. Infine le spese. Parallelamente ad una migliore gestione degli spazi, a minori e più rapidi interventi di manutenzione dell'impianto e maggior controllo del lavoro delle componenti dell'impianto vi è un notevole risparmio in termini economici.

Normativa e sicurezza

Diamo ora un'occhiata alle regole da seguire per la corretta installazione di un impianto di riscaldamento autonomo. Innanzitutto è importante sottolineare che se state pensando di staccarvi da un impianto centralizzato potete farlo solo in piccole unità abitative (condomini con non oltre 4 utenti) e previa certificazione di non pericolosità rispetto all'impianto generale (legge 220/2012). Gli impianti autonomi devono chiaramente essere installati da tecnici abilitati e devono essere provvisti di un libretto che raccoglie dati tecnici, interventi di manutenzione periodica obbligatori ed eventuali modifiche. Per quanto riguarda invece lo scarico dei prodotti della combustione è obbligatorio, per legge, lo sbocco sul tetto solo per impianti con rete di distribuzione (ne sono quindi esenti stufe o caminetti a legna senza collegamento a radiatori). In ultimo, un suggerimento sempre valido: le prestazioni del proprio impianto dipendono anche ad un buon sistema di coibentazione termica dell'appartamento, dai doppi vetri alle finestre all'utilizzo di specifici materiali nella costruzione di pareti e soffitto.

Domande frequenti

  • È possibile passare dal riscaldamento centralizzato a uno autonomo nel mio condominio?
    Il passaggio dal riscaldamento centralizzato a quello autonomo è consentito dalla Legge 220/2012, ma solo per condomini composti da quattro o meno unità immobiliari. Prima di procedere, è fondamentale ottenere la certificazione di non pericolosità per l’impianto generale, dimostrando che la disconnessione non comprometterà il funzionamento o la sicurezza degli altri condòmini. Per edifici più grandi, la decisione spetta all’assemblea condominiale e richiede il rispetto di norme tecniche più stringenti. Si consiglia sempre di consultare un tecnico abilitato per valutare la fattibilità tecnica e legale specifica del caso.
  • Quali sono i costi e i benefici economici di un impianto autonomo rispetto a uno centralizzato?
    Un impianto autonomo offre un netto vantaggio economico grazie alla possibilità di gestire i consumi in modo mirato: accendi il calore solo quando e dove ti serve, evitando di pagare per gli spazi comuni o per i vicini. Inoltre, riduci le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria poiché non devi contribuire ai costi di gestione della centrale termica condominiale. Sebbene l’investimento iniziale per l’acquisto e l’installazione della caldaia possa essere significativo, il ritorno sull’investimento si ottiene rapidamente grazie al risparmio mensile sulle bollette e alla minore incidenza delle quote condominiali per il riscaldamento.
  • Posso installare una stufa a pellet o un camino come unico sistema di riscaldamento?
    Sì, è possibile utilizzare caminetti a legna, stufe elettriche, a gas o a pellet come generatori di calore unici, specialmente per piccoli appartamenti o come integrazione stagionale. Le moderne termocaminate e termostufe a pellet offrono elevate prestazioni energetiche e ambientali. Tuttavia, tieni presente che questi dispositivi riscaldano principalmente l’ambiente in cui sono collocati, a meno che non siano collegati a una rete idraulica con radiatori. Inoltre, la normativa impone che lo scarico dei fumi avvenga obbligatoriamente sul tetto solo se c’è una rete di distribuzione; le stufe indipendenti hanno regole diverse ma richiedono comunque una corretta ventilazione dell’ambiente.
  • Quali documenti sono obbligatori per la regolarità di un impianto di riscaldamento autonomo?
    Per law di legge, ogni impianto di riscaldamento autonomo deve essere dotato del Libretto d’Impianto. Questo documento, compilato dal tecnico installatore, contiene i dati tecnici dell’apparato, le schede dei componenti e registra tutti gli interventi di manutenzione periodica obbligatoria e le eventuali modifiche effettuate nel tempo. È essenziale tenere il libretto aggiornato: la mancata presentazione durante controlli o vendite può comportare sanzioni. Inoltre, assicurati che l’installazione sia firmata da un professionista abilitato e che l’impianto rispetti le normative vigenti sulla sicurezza e sullo smaltimento dei fumi.
  • Come posso migliorare l’efficienza del mio riscaldamento autonomo oltre alla caldaia?
    L’efficienza del tuo impianto dipende fortemente dall’involucro dell’abitazione. Investire in un buon isolamento termico è cruciale: sostituisce le finestre vecchie con doppi o tripli vetri e coibenta pareti e soffitti per ridurre le dispersioni. All’interno, utilizza termostati intelligenti e valvole termostatiche sui radiatori per programmare le temperature stanza per stanza. Una corretta manutenzione annuale della caldaia e lo spurgo dei radiatori garantiscono inoltre che il sistema lavori sempre al massimo delle sue prestazioni, consumando meno energia per raggiungere la stessa temperatura desiderata.

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