Casapratica.net · guide e consigli pratici
La Casa · Riscaldamento casa

Sostituzione caldaia

Aggiornato il 11 gennaio 20164 capitoli5 domande frequenti
La sostituzione della caldaia

La sostituzione della caldaia: perchè si deve farla

La sostituzione della caldaia si consiglia in genere quando l'impianto di riscaldamento inizia a consumare e a inquinare troppo, cioè intorno ai 10 anni di vita: di conseguenza, ha bisogno di una maggiore manutenzione. Per quest'operazione è fondamentale chiamare un idraulico o un tecnico specializzato in modo che il lavoro sia fatto a regola d'arte. In alternativa, la sostituzione della caldaia avviene quando il guasto dell'impianto è irreparabile oppure se la riparazione viene a costare più di un nuovo sistema di riscaldamento. In più, quasi sempre con la sostituzione della caldaia ci si dota di apparecchi più efficienti: quindi non solo l'intervento rientra tra quelli per migliorare l'efficienza energetica dell'abitazione (che prevedono anche incentivi fiscali statali), ma permette di risparmiare energia. Di conseguenza, in pochi anni si ammortizza la spesa fatta.

La verifica del condotto per espellere i fumi

Quando si effettua la sostituzione della caldaia si devono considerare gli eventuali lavori per adeguare l'impianto alle strutture della casa. Inoltre si deve verificare sempre che il condotto per espellere i fumi sia a norma. Infatti l’elemento più importante dell'impianto è il bruciatore, dove il combustibile (carbonio) si miscela con l’ossigeno dell’aria. I fumi prodotti percorrono un canale esclusivo che arriva fino al tetto oppure la canna fumaria ramificata e collettiva del condominio per essere scaricati al di fuori dell'abitazione. Al di sopra del bruciatore si trova una serpentina metallica in cui passa l’acqua da riscaldare grazie ai fumi di combustione da inviare ai radiatori attraverso i tubi del sistema di riscaldamento. Quando si effettua la sostituzione della caldaia può accadere che il nuovo modello abbia rispetto a quello vecchio gli attacchi dell’acqua fredda e calda invertiti. In questo caso, non sono necessarie opere murarie, ma si devono solo incrociare i flessibili.

Il calcolo del rendimento energetico annuale

L'intervento del progettista abilitato serve anche per valutare il rendimento medio stagionale dell'impianto, tenendo conto dell'energia primaria (quella che non necessita di ulteriori trasformazioni prima dell'utilizzo) che serve annualmente all'edificio. Tuttavia questo calcolo termico può essere evitato se la sostituzione della caldaia preveda l'installazione di un modello con rendimento utile di almeno a 90 + 2 logPn2 quando l'impianto sia al 100% della potenza. In più devono essere installati dispositivi modulanti per regolare automaticamente la temperatura in ogni locale dell'immobile del tipo a variazione continua: il calcolo termico non deve tralasciare gli apporti di calore gratuiti dovuti allo stesso orientamento geografico dell'edificio. Infine, nel caso di un condominio o di un immobile plurifamiliare bisogna installare in ogni unità abitativa anche una centralina di termoregolazione.

La sostituzione della caldaia in base alla potenza

Prima di effettuare la sostituzione della caldaia si deve considerare la potenza dell'impianto. Quelle di 35 kW o di potenza minore appartengono al tipo C e si caratterizzano per una camera di combustione stagna e a tiraggio forzato dei fumi di combustione. Sono più sicure rispetto a quelle di tipo B, a tiraggio naturale e a camera aperta, che non possono più essere installate al giorno d'oggi. Di conseguenza, se si effettua la sostituzione di una caldaia di tipo B, bisogna anche provvedere a mettere a punto dei sistemi di scarico per i fumi sul tetto. Le uniche eccezioni sono i condomini con canne fumarie collettive ramificate e gli immobili dei centri storici oggetto di interventi di tipo conservativo. In questi casi si può sostituire una caldaia di tipo B con un modello analogo se quest'ultimo ha un rendimento di almeno il 85 + 3logPn al 30% della potenza.

Domande frequenti

  • Quando è consigliabile sostituire la caldaia invece di ripararla?
    La sostituzione diventa necessaria quando l'apparecchio supera i 10 anni di vita, poiché tende a consumare più energia ed emettere maggiori emissioni inquinanti. Si procede con la nuova installazione anche in due casi specifici: quando il guasto è definito irreparabile dal tecnico, oppure quando il costo della riparazione supera il valore economico di un nuovo sistema efficiente. Investire in una caldaia moderna permette di recuperare la spesa in pochi anni grazie al risparmio energetico ottenuto e all'aumento dell'efficienza complessiva dell'abitazione.
  • È obbligatorio cambiare la canna fumaria durante la sostituzione?
    Non sempre, ma è fondamentale verificare che il condotto per lo scarico dei fumi sia a norma. Se si passa da una vecchia caldaia a una moderna a camera stagna, spesso gli attacchi dell'acqua fredda e calda risultano invertiti; in tal caso basta incrociare i flessibili senza opere murarie. Tuttavia, se si sostituisce una vecchia caldaia di Tipo B (a tiraggio naturale) con una di Tipo C (a tiraggio forzato), potrebbe essere necessario installare nuovi condotti di scarico sul tetto, salvo eccezioni come le canne fumarie condominiali ramificate o i vincoli dei centri storici.
  • Quali sono le differenze tra caldaie di Tipo B e Tipo C?
    Le caldaie di Tipo C hanno una camera di combustione stagna e un tiraggio forzato, rendendole molto più sicure e moderne. Al contrario, le caldaie di Tipo B funzionano a tiraggio naturale con camera aperta e, per motivi di sicurezza, non possono più essere installate ex novo. Durante una sostituzione, se si passa dal Tipo B al Tipo C, si migliora significativamente la sicurezza e l'efficienza. L'unica eccezione all'obbligo di cambio tipo riguarda i condomini con canne fumarie collettive o gli edifici nei centri storici soggetti a vincoli conservativi.
  • Serve un progetto termico per la sostituzione della caldaia?
    In genere sì, per valutare il rendimento medio stagionale e l'energia primaria necessaria, considerando anche gli apporti di calore gratuiti dovuti all'orientamento dell'edificio. Tuttavia, il calcolo termico completo può essere evitato se si installa un modello ad alta efficienza, con un rendimento utile specifico elevato (ad esempio 90 + 2 logPn2 al 100% della potenza). In questo caso, è comunque obbligatorio installare dispositivi modulanti per la regolazione automatica della temperatura in ogni stanza, garantendo così il massimo comfort e risparmio.
  • Cosa cambia per gli appartamenti in condominio o case plurifamiliari?
    Negli immobili condominiali o plurifamiliari, la normativa impone l'installazione obbligatoria di una centralina di termoregolazione in ciascuna unità abitativa. Questo dispositivo permette di gestire autonomamente la temperatura in ogni appartamento, migliorando il comfort degli abitanti e ottimizzando i consumi energetici individuali. L'intervento deve essere eseguito da tecnici specializzati che verificano anche l'idoneità delle canne fumarie collettive esistenti, assicurandosi che siano conformi agli standard attuali per lo smaltimento sicuro dei fumi.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche