Sostituzione caldaia

La sostituzione della caldaia: perchè si deve farla

La sostituzione della caldaia si consiglia in genere quando l'impianto di riscaldamento inizia a consumare e a inquinare troppo, cioè intorno ai 10 anni di vita: di conseguenza, ha bisogno di una maggiore manutenzione. Per quest'operazione è fondamentale chiamare un idraulico o un tecnico specializzato in modo che il lavoro sia fatto a regola d'arte. In alternativa, la sostituzione della caldaia avviene quando il guasto dell'impianto è irreparabile oppure se la riparazione viene a costare più di un nuovo sistema di riscaldamento. In più, quasi sempre con la sostituzione della caldaia ci si dota di apparecchi più efficienti: quindi non solo l'intervento rientra tra quelli per migliorare l'efficienza energetica dell'abitazione (che prevedono anche incentivi fiscali statali), ma permette di risparmiare energia. Di conseguenza, in pochi anni si ammortizza la spesa fatta.
La sostituzione della caldaia

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La verifica del condotto per espellere i fumi

Sostituire la caldaia Quando si effettua la sostituzione della caldaia si devono considerare gli eventuali lavori per adeguare l'impianto alle strutture della casa. Inoltre si deve verificare sempre che il condotto per espellere i fumi sia a norma. Infatti l’elemento più importante dell'impianto è il bruciatore, dove il combustibile (carbonio) si miscela con l’ossigeno dell’aria. I fumi prodotti percorrono un canale esclusivo che arriva fino al tetto oppure la canna fumaria ramificata e collettiva del condominio per essere scaricati al di fuori dell'abitazione. Al di sopra del bruciatore si trova una serpentina metallica in cui passa l’acqua da riscaldare grazie ai fumi di combustione da inviare ai radiatori attraverso i tubi del sistema di riscaldamento. Quando si effettua la sostituzione della caldaia può accadere che il nuovo modello abbia rispetto a quello vecchio gli attacchi dell’acqua fredda e calda invertiti. In questo caso, non sono necessarie opere murarie, ma si devono solo incrociare i flessibili.

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Il calcolo del rendimento energetico annuale

Come sostituire la caldaia L'intervento del progettista abilitato serve anche per valutare il rendimento medio stagionale dell'impianto, tenendo conto dell'energia primaria (quella che non necessita di ulteriori trasformazioni prima dell'utilizzo) che serve annualmente all'edificio. Tuttavia questo calcolo termico può essere evitato se la sostituzione della caldaia preveda l'installazione di un modello con rendimento utile di almeno a 90 + 2 logPn2 quando l'impianto sia al 100% della potenza. In più devono essere installati dispositivi modulanti per regolare automaticamente la temperatura in ogni locale dell'immobile del tipo a variazione continua: il calcolo termico non deve tralasciare gli apporti di calore gratuiti dovuti allo stesso orientamento geografico dell'edificio. Infine, nel caso di un condominio o di un immobile plurifamiliare bisogna installare in ogni unità abitativa anche una centralina di termoregolazione.


Sostituzione caldaia: La sostituzione della caldaia in base alla potenza

Sistema di riscaldamento Prima di effettuare la sostituzione della caldaia si deve considerare la potenza dell'impianto. Quelle di 35 kW o di potenza minore appartengono al tipo C e si caratterizzano per una camera di combustione stagna e a tiraggio forzato dei fumi di combustione. Sono più sicure rispetto a quelle di tipo B, a tiraggio naturale e a camera aperta, che non possono più essere installate al giorno d'oggi. Di conseguenza, se si effettua la sostituzione di una caldaia di tipo B, bisogna anche provvedere a mettere a punto dei sistemi di scarico per i fumi sul tetto. Le uniche eccezioni sono i condomini con canne fumarie collettive ramificate e gli immobili dei centri storici oggetto di interventi di tipo conservativo. In questi casi si può sostituire una caldaia di tipo B con un modello analogo se quest'ultimo ha un rendimento di almeno il 85 + 3logPn al 30% della potenza.



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