Vite a brugola corta

Chiodi e Viti

Viti a brugola

Le viti a brugola sono delle viti che presentano sulla loro testa una cava ad esagono incassato. Esse sono molto diffuse per la loro facilità d'uso.

di Redazione

11 ottobre 2016

Un po' di storia

Le viti con esagono incassato, chiamate comunemente con il nome di viti a brugola, o più semplicemente brugole, furono inventate e brevettate dall'americano William G. Allan, proprietario della Allen Manufacturing Company di Hartford in Connecticut, nel 1910 ed iniziarono ad essere commercializzate nel 1911. Una sua versione fu brevettata in Germania nel 1936 dalla tedesca Bauer und Schaurte con il nome Inbus (acronimo di Innensechskantschraube Bauer und Schaurte) ed è ancora oggi conosciuta con questo nome, nei paesi di lingua tedesca. In Italia arrivarono grazie ad Egidio Brugola, fondatore delle Officine Egidio Brugola di Lissone, che le iniziò a produrre e commercializzare nel 1926. Egli ne brevettò anche una versione nel 1945 all'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, che differiva da quella di Allen per il gambo "a torciglione".

Caratteristiche delle viti a brugola

Le viti a brugola sono molto diffuse per la loro facilità d'utilizzo e la loro conformazione, che ne permette un semplice serraggio mediante apposite chiavi dette anch'esse a brugola. Queste viti possono avere una testa cilindrica o svasata, sia piatta che bombata. Il materiale con cui vengono generalmente costruite è l'acciaio, e la loro resistenza è espressa in classi. La classe di resistenza viene indicata con due numeri separati da un punto, e varia da 4.6 per quella meno resistente, fino a 12.9 per quella più resistente. Le filettature più usate per queste viti sono le metriche ISO che vengono espresse da una M seguita da un numero corrispondente al diametro esterno nominale della filettatura del gambo, espresso in mm. Ad esempio una vite a brugola M3 ha un diametro della filettatura nominale del gambo di 3 mm. Tutte le altre dimensioni della vite sono dettate anch'esse dalla norma di riferimento, come ad esempio le dimensioni dell'esagono incassato, la lunghezza della filettatura, ecc. e di solito vengono riportate in tabelle di facile reperibilità.

Le chiavi a brugola

Le chiavi con cui si serrano le viti a brugola, vengono chiamate con lo stesso nome delle viti, cioè chiavi a brugola. Esse hanno il grande vantaggio di essere molto semplici, poco ingombranti, abbastanza economiche ed in grado di fornire un'elevata coppia di serraggio, grazie alla loro conformazione, dotata di una leva abbastanza lunga. In commercio si trovano in vendita singolarmente ed anche in set tascabili di chiavi di dimensioni diverse, che si aprono come un coltellino svizzero, e sono molto pratiche, comode e compatte. Esse consentono un agevole serraggio con coppie elevate anche in zone poco accessibili, e ciò rende le viti a brugola molto usate in svariati campi, dall'arredamento al "fai da te" fino a complicati assiemi meccanici come i motori per le automobili e per le motociclette.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra una vite a brugola e una vite Inbus?
    In realtà non esiste alcuna differenza tecnica sostanziale tra le due definizioni: si tratta dello stesso tipo di vite con esagono incassato. 'Brugola' è il termine commerciale diventato generico in Italia, derivante dal nome del produttore storico Egidio Brugola che le importò e produsse nel nostro paese. 'Inbus', invece, è l'acronimo tedesco 'Innensechskantschraube Bauer und Schaurte', utilizzato principalmente nei paesi di lingua tedesca. Entrambi i termini indicano viti con una cava esagonale sulla testa, progettate per essere azionate con chiavi specifiche (alette a T o a L) che garantiscono un ottimo grip e riducono il rischio di slittamento rispetto alle viti a croce.
  • Come si leggono le classi di resistenza indicate sulle viti a brugola?
    La resistenza meccanica delle viti a brugole è codificata da due numeri separati da un punto (es. 8.8 o 12.9). Il primo numero indica la resistenza alla trazione massima in centinaia di megapascal (MPa); ad esempio, '8' significa 800 MPa. Il secondo numero rappresenta il rapporto tra il carico di snervamento e il carico di rottura, moltiplicato per 10; quindi '.8' indica un rapporto di 0.8. Più alti sono questi valori, maggiore sarà la capacità della vite di sopportare carichi elevati senza deformarsi o rompersi. Le classi comuni variano da 4.6 (resistenza base) fino a 12.9 (alta resistenza), fondamentali per scegliere la vite giusta in base allo sforzo richiesto dall'applicazione.
  • Quale chiave usare per le viti a brugola e come riconoscerne la misura?
    Per le viti a brugola servono esclusivamente chiavi a brugola, disponibili in forma di aletta singola (L-shaped) o set portachiavi compatti. È fondamentale abbinare la dimensione della chiave alla cava della vite: se la chiave è troppo piccola, rovinerà gli spigoli interni creando uno smusso che impedirà un corretto serraggio; se è troppo grande, non entrerà. Le misure standard seguono norme internazionali (ISO/ASME) e sono solitamente indicate in millimetri (es. 2mm, 2.5mm, 3mm). Per evitare errori, si consiglia di verificare sempre la compatibilità prima di applicare forza, preferendo chiavi di buona qualità realizzate in acciaio temprato per resistere alle alte coppie di serraggio richieste.
  • Cosa significa la sigla 'M3' su una vite a brugola?
    La sigla 'M3' identifica la vite secondo la norma metrica ISO. La lettera 'M' sta per 'Metrica', mentre il numero '3' indica il diametro esterno nominale della filettatura, ovvero 3 millimetri. Questa è la misura principale per identificare la vite, ma non basta da sola per sceglierla: bisogna considerare anche la lunghezza totale del gambo e la lunghezza della filettatura. Altre dimensioni, come la profondità della cava esagonale o il passo della filettatura, sono determinate automaticamente dalla norma in base al diametro nominale. Consultare tabelle dimensionali standard è utile per trovare la vite completa adatta al proprio progetto di montaggio o riparazione.