Energia pulita
La salute della Terra è seriamente minacciata dall’’inquinamento ambientale determinato dallo sfruttamento di risorse energetiche fossili non sostenibili e non rinnovabili come il petrolio. Per produrre l’energia elettrica vitale per il nostro moderno stile di vita, tutelando nel frattempo l’ambiente, si possono adottare fonti d’energia pulita. Questa locuzione identifica le sorgenti di energia elettrica esenti sia da emissioni nocive sia da produzione di scarti inquinanti da smaltire. L’energia solare è la migliore fonte di energia pulita, è sicura, abbondante, rinnovabile e gratuita. Può essere trasformata in corrente elettrica in modo naturale grazie all’effetto fotovoltaico che si origina, senza alcun intervento artificiale, in materiali semi-conduttori come il silicio, opportunamente manipolato nei pannelli solari.
Costo pannelli solari fotovoltaici
La cella solare, l’unità base di un pannello fotovoltaico, è un insieme di sottilissime lastre in cristallo di silicio sovrapposte e alternate con vari materiali. I pannelli solari sono l’unione di svariate celle solari, riunite assieme al vetro e l’alluminio. Hanno un’area compresa fra mezzo e due metri quadri. Non è consigliabile superare queste dimensioni giacché le prestazioni energetiche dei pannelli solari sono negativamente influenzabili dal malfunzionamento di una singola cella solare. I prezzi dei pannelli, che rappresentano quasi la metà della spesa necessaria all’installazione di un impianto fotovoltaico, variano per effetto di vari fattori: la tecnologia produttiva, la qualità, la superficie e la loro potenza (capacità di produzione elettrica). I migliori per resa produttiva sono quelli a silicio monocristallino, con alti costi di produzione e impianto, adatti ai climi freddi con luce diretta. Il loro prezzo finale varia da 3,5 e 5,0 euro per Wp. I pannelli a silicio policristallino, che sono resistenti alle alte temperature con un’efficienza leggermente inferiore, hanno minori costi di produzione e impianto. Costano circa 1,5 e 2,0 euro per Wp.
Contributi a favore impianto fotovoltaico
In questo periodo non sono in vigore contributi specifici, Conto Energia, per impiantare il fotovoltaico a causa esaurimento fondi disponibili nel 2013. Per i privati, che installano un impianto fotovoltaico destinato a soddisfare le necessità elettriche domestiche, è prevista una detrazione fiscale pari al 50% dell’investimento monetario sostenuto, equiparate alle spese per ristrutturazione edilizia, da distribuire in dieci anni, con un massimale di spesa pari a 96.000 euro. Qualora l’impianto preveda anche la pompa di calore, sfruttabile sia per riscaldare sia per condizionare l’abitazione dell’utente privato, la detrazione fiscale sale al 65%, sempre in dieci anni, come intervento di riqualificazione energetica. La detrazione fiscale riguarda le sole spese sostenute per l’impianto al netto di tariffe incentivanti e contributi erogati per l’impianto fotovoltaico.
Vendita energia fotovoltaica
Conviene vendere l’energia fotovoltaica? L’autoconsumo è la soluzione più conveniente per un privato. Consumare l’energia elettrica prodotta gratuitamente riduce proporzionalmente quella consumata a pagamento, con un risparmio immediato. L’autoconsumo implica il consumo istantaneo della corrente prodotta, che è in relazione diretta con l‘irraggiamento solare, o in alternativa si può ricorrere a impianti con accumulo che badano a immagazzinare l’energia prodotta rilasciandola quando è necessario. Il sistema d’accumulo può essere connesso alla rete, per cedere a questa l’eventuale eccedenza, o a circuito chiuso senza collegamento e trasferimento esterno. Il valore unitario di rimborso della corrente elettrica ceduta alla rete è stabilito in un ammontare inferiore al costo dell’energia acquistata. L’ente responsabile, diverso dal gestore, rimborsa l’utente in due rate d’acconto durante l’anno e una di conguaglio entro giugno dell’anno successivo. Il rimborso non riduce la bolletta elettrica ma restituisce all’utente parte del costo sostenuto. La connessione alla rete, inoltre, implica dei costi, come ad esempio l’installazione di un contatore e l’allacciamento.
Domande frequenti
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Quanto costano effettivamente i pannelli fotovoltaici oggi?Il costo dei pannelli rappresenta circa la metà della spesa totale per l'installazione e varia in base alla tecnologia. I moduli in silicio monocristallino, più efficienti e adatti a climi freddi, costano tra 3,5 e 5,0 euro per Watt di picco (Wp). Quelli in policristallino, leggermente meno efficienti ma più resistenti al caldo, hanno un prezzo inferiore, oscillante tra 1,5 e 2,0 euro per Wp. È importante considerare che dimensionare correttamente i pannelli è cruciale: aree troppo grandi potrebbero subire cali di prestazione se una singola cella dovesse guastarsi.
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Esistono ancora incentivi statali diretti per installare il fotovoltaico?Attualmente non sono attivi i vecchi 'Conti Energia' poiché i relativi fondi sono stati esauriti nel 2013. Tuttavia, i privati possono usufruire di importanti agevolazioni fiscali. Installando un impianto per uso domestico si ha diritto a una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute, da recuperare in 10 rate annuali con un massimale di 96.000 euro. Se l'impianto include anche una pompa di calore per riscaldamento e condizionamento, la detrazione aumenta al 65%, classificandosi come intervento di riqualificazione energetica.
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È più conveniente autoconsumare l'energia o venderla alla rete?Per un utente privato, l'autoconsumo è nettamente la soluzione più economica ed efficiente. Consumare direttamente l'energia prodotta dai pannelli elimina la necessità di acquistarla dalla rete, generando un risparmio immediato sulla bolletta. Vendere l'energia residua alla rete prevede un rimborso unitario inferiore al costo dell'energia acquistata; quindi, il guadagno è solo parziale. Inoltre, la vendita richiede costi aggiuntivi per la connessione e il contatore, rendendo l'autoconsumo, eventualmente integrato da batterie di accumulo, la strategia finanziariamente superiore.
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Come funziona il meccanismo di rimborso per l'energia ceduta alla rete?Se si sceglie di connettere l'impianto alla rete per cedere l'energia in eccesso, il rimborso avviene tramite tre rate: due acconti durante l'anno e una conguaglio entro giugno dell'anno successivo. Questo importo non abbassa la bolletta elettrica mensile, ma restituisce parte del costo sostenuto per l'acquisto di energia. È fondamentale ricordare che la connessione alla rete comporta oneri accessori, come l'installazione del contatore dedicato e le spese di allaccio, che incidono sul bilancio complessivo dell'investimento.









