Cavolfiore pianta

Orto

Coltivazione cavolfiore

La coltivazione cavolfiore inizia a primavera, ma si prolunga anche nei mesi invernali, merito dell'adattamento di questa pianta a qualsiasi clima.

di Redazione

28 febbraio 2017

Coltivazione cavolfiore e semina

Il cavolfiore è un ortaggio appartenente alla famiglia dei cavoli (nome scientifico Brassica oleacera), viene anche chiamato cavolo bianco grazie al suo frutto che consiste in una corposa infiorescenza a forma di palla color bianco latte. Per la coltivazione cavolfiore occorre un terreno a medio impasto capace di mantenere l'umidità (il cavolfiore soffre la siccità), ma ben drenato per evitare che le radici marciscano, il terreno deve essere ricco di elementi nutritivi e sostanza organica, quindi è consigliabile al momento della preparazione usare del concime stallatico di facile reperimento in tutti i vivai di piante. Si può effettuare la semina in vaso al coperto per far crescere le piantine per poi trapiantarle nel campo adibito alla coltivazione cavolfiore, ma per ottenere una resa migliore è consigliabile acquistare le suddette piantine in un vivaio di piante oppure in un centro commerciale già cresciute e pronte ad essere interrate. Il trapianto deve avvenire in buche distanti circa 60 cm. fra di loro e 80 cm. tra le file. A fine trapianto innaffiare le piantine senza creare ristagni, procedere all'innaffiamento nei giorni a seguire, possibilmente di sera per evitare che il sole asciughi l'acqua.

Accorgimenti sulla coltivazione del cavolfiore

Per ottenere una ottima riuscita nella coltivazione cavolfiore, all'inizio di crescita delle piantine dopo l'avvenuta messa a dimora è necessario fertilizzare il terreno con concime contenente azoto oppure potassio per integrarne la crescita. Il metodo migliore di somministrazione del concime è quello di scavare un solco non molto profondo parallelamente alle file a circa 20 cm. di distanza dalle piante, versare il fertilizzante nei solchi e ricoprirli di terreno. L'umidità presente nel terreno provvede a sciogliere il fertilizzante dando la giusta dose ad ogni pianta, se al contrario è troppo asciutto è necessario procedere ad una innaffiatura. Durante la coltivazione cavolfiore e la rispettiva crescita è necessario liberare il campo da erbacce infestanti con frequenti sarchiature e pacciamature in modo di mantenere il terreno morbido e umido. La raccolta viene effettuata quando il corimbo del cavolfiore è completamente sviluppato e prima che i fiori inizino a separarsi.

Malattie più diffuse

Ad inizio coltivazione cavolfiore le piantine sono piuttosto fragili quindi vulnerabili ad attacchi di una certa varietà di parassiti da giardino tra cui le coccinelle, la mosca del cavolo, la cavolaia, gli afidi e altre specie che tendono a nutrirsi con le foglie e le radici del cavolfiore. La mosca del cavolo depone le uova nei pressi del cavolfiore: al momento della schiusa le larve divorano radici e foglie provocando la morte della pianta, mentre gli afidi provocano l'arricciamento delle foglie. Per combattere ed evitare danni maggiori, alla prima comparsa di queste forme di malattie, è opportuno spruzzare dei principi attivi sulla coltivazione cavolfiore, come i fungicidi rameici o il metalaxil solo sui cavoli a infiorescenza. Il "bacillus thuringiensis" è un batterio naturale usato per la protezione biologica del cavolfiore, viene venduto sotto forma di pastiglie idrosolubili usabili sia direttamente nei ristagni di acqua oppure sciolte e irrorate sulle piante.

Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche ideali del terreno per coltivare il cavolfiore?
    Il cavolfiore richiede un terreno a medio impasto, ricco di sostanza organica ed elementi nutritivi. È fondamentale che il suolo sia in grado di trattenere l'umidità, poiché la pianta soffre fortemente la siccità, ma deve allo stesso tempo garantire un ottimo drenaggio per prevenire il marciume delle radici. Prima della semina o del trapianto, è consigliabile arricchire il terreno con letame maturo o stallatico, garantendo così le condizioni ottimali per uno sviluppo sano e vigoroso della coltura.
  • Quando e come bisogna concimare il cavolfiore durante la coltivazione?
    La concimazione principale avviene subito dopo il trapianto, utilizzando fertilizzanti ricchi di azoto o potassio per supportare la crescita iniziale. Il metodo più efficace consiste nello scavare un solco parallelo alla fila, distante circa 20 cm dalla pianta, dove distribuire il concime e ricoprirlo immediatamente. Questo permette al terreno umido di sciogliere lentamente i nutrienti. Se il suolo è troppo secco, è necessaria un'annaffiatura preliminare; in alternativa, si possono usare prodotti biologici come il Bacillus thuringiensis per la protezione e la nutrizione.
  • Come si gestisce l'irrigazione per evitare problemi alle radici?
    L'irrigazione deve essere regolare ma mai eccessiva, evitando assolutamente i ristagni idrici che causerebbero il marciume radicale. Le annaffiature vanno effettuate preferibilmente la sera, quando il sole non ha ancora evaporato l'acqua, garantendo così un assorbimento ottimale da parte delle radici. Dopo il trapianto, è cruciale mantenere il terreno costantemente umido ma non zuppo. Una buona pratica è abbinare l'irrigazione a una pacciamatura, che aiuta a conservare l'umidità del suolo e riduce la frequenza delle irrigazioni.
  • Quali sono i principali parassiti che attaccano il cavolfiore e come difenderlo?
    I nemici principali includono la mosca del cavolo, le cui larve danneggiano radici e foglie, e gli afidi, che provocano l'arricciamento fogliare. Altri ospiti indesiderati sono la cavolaia e vari insetti succhiatori. Per la difesa biologica, si consiglia l'uso del Bacillus thuringiensis, un batterio utile contro le larve, disponibile in pastiglie idrosolubili da sciogliere nell'acqua o irrorare sulle piante. In caso di infestazioni gravi, si possono impiegare trattamenti specifici come i fungicidi rameici o il metalaxil, applicati con cautela e solo sui cavoli a infiorescenza quando necessario.
  • A quale distanza devono essere poste le piante di cavolfiore?
    Per garantire una corretta aerazione e sviluppo delle teste di cavolfiore, il trapianto deve avvenire rispettando precise distanze. Le singole piante dovrebbero essere posizionate a circa 60 centimetri l'una dall'altra lungo la fila. Tra le diverse file di coltivazione, invece, è raccomandato lasciare uno spazio di almeno 80 centimetri. Queste misure permettono alla pianta di espandersi correttamente, facilitano le operazioni di sarchiatura e pacciamatura e riducono il rischio di proliferazione di malattie fungine legate al ristagno d'aria.