L'ortensia ha bisogno di molta acqua

Piante da Giardino

Ortensia

L'ortensia, con i suoi variopinti cespugli, è una delle piante da giardino e da balcone in assoluto più amate; facile da coltivare e molto diffusa.

di Redazione

04 aprile 2017

Ogni quanto va innaffiata l'ortensia?

L'ortensia è una splendida pianta decorativa, dalla fioritura particolarmente ampia e con delle bellissime sfumature di colore. Se si ha intenzione di coltivarla sul proprio balcone o nel giardino, tuttavia, occorre seguire alcuni semplici passi affinché l'ortensia cresca sana, rigogliosa e robusta. Innanzitutto, ogni quanto bisogna innaffiarla? L'ortensia fra le varie tipologie di piante ornamentali è sicuramente una di quelle più esigenti in fatto di irrigazione; il terriccio deve sempre essere ben umido, perché le radici tendono ad attecchire in profondità e assorbono quantità di acqua considerevoli tanto più grandi saranno le nostre ortensie (da cui il loro soprannome inglese di "water gems"). L'importante è che l'acqua non ristagni troppo a lungo, facendo marcire la pianta. A questo proposito è preferibile utilizzare dei sottovasi abbastanza capienti, che ci consentiranno di valutare a colpo d'occhio il livello dell'acqua. Oppure possiamo affidarci al tocco; il terriccio deve presentarsi umido, ma non sfarinarsi o "galleggiare" troppo in giro per il vaso. Innaffiamo il terreno da una distanza ravvicinata, senza bagnare le foglie o i fiori.

Come coltivare l'ortensia in terrazzo o in giardino

Per coltivare l'ortensia in modo che si sviluppi rapidamente e bene, dobbiamo in primo luogo ricordarci che è una pianta da esterni e necessita, per dare sfoggio di tutto il suo splendore, di abbondante acqua, un buon ricambio d'aria (le temperature troppo afose, sopra i diciotto gradi, rallentano la fioritura e possono addirittura frenarla) e della luce del sole, che però non deve mai essere troppo intensa; è meglio sistemare l'ortensia in un angolo che le fornisca anche ombra in determinate ore del giorno. In casa, dopo la prima fioritura, difficilmente l'ortensia darà altri fiori negli anni successivi, mentre in un terrazzo o un balcone questa pianta si colorerà di splendidi toni pastello ogni primavera, per poi sfiorire nuovamente dopo qualche settimana. L'ortensia si riproduce per talea; il periodo più indicato per potare le piante, generalmente, è l'inverno. Un particolare importante nella coltivazione delle ortensie, sia che avvenga in terrazzo o in giardino, è la scelta del vaso, che dovrà essere particolarmente largo e capiente per non soffocare la crescita delle radici.

Ortensia, quali sono i concimi migliori?

L'ortensia in primavera-estate (ovvero quando le gemme cominciano a fiorire), oltre al contributo d'acqua sempre abbondante necessiterà di concime liquido di rinforzo, altrimenti la fioritura sarà più lenta e difficoltosa. È una pianta che ha particolari necessità di supplemento di potassio; in commercio esistono anche dei concimi granulosi appositamente preparati per le ortensie, ma di solito è il concime liquido a produrre migliori risultati. Volendo, si possono fornire quantità non molto eccessive di concime anche alla fine dell'inverno (tra gennaio e febbraio), affinché la nostra ortensia sia pronta ad affrontare al meglio il momento della fioritura. Proprio la composizione del terreno determina i colori che avranno le ortensie una volta fiorite; se il terreno è acido, le ortensie rosa sfumeranno sull'azzurro, mentre un'ortensia azzurra coltivata in terreno alcalino assumerà una colorazione via via più violacea. Modificando la quantità di alluminio presente nel suolo con una corretta concimazione, le nostre ortensie spazieranno fra moltissime colorazioni assortite, dal blu al rosa intenso, passando per il bianco.

Le più comuni malattie dell'ortensia

Anche l'ortensia, come tutte le piante, può contrarre delle malattie oppure dei parassiti che occorre saper riconoscere con prontezza, per intervenire prima che possano arrecare danni permanenti. Fra i parassiti più diffusi ci sono i pidocchi delle piante, piccoli acari di colore biancastro, e il ragnetto rosso, dalla colorazione molto più visibile; entrambe queste specie rosicchiano le foglie e gli steli dell'ortensia, causandone l'ingiallimento e rallentando la crescita. Un rischio da non sottovalutare sono anche i minuscoli vermi nematodi, che si annidano fra le radici (o più raramente sulle foglie) e ne causano l'indebolimento e l'avvizzimento precoce. In questi casi, occorrerà trattare le piante infestate con un prodotto antiparassitario; ce ne sono diversi in commercio, e il fiorista saprà consigliarci i più validi. L'ortensia può anche contrarre malattie fungine, fra cui l'oidium (che si presenta con macchie biancastre simili a muffa), la cerospora (che al contrario scurisce le foglie) e l'antracnosi, che attacca foglie e fiori e ha un decorso rapido e, sfortunatamente, molto aggressivo, dagli esiti spesso fatali.

Le molte varietà dell'ortensia

Come abbiamo visto, l'ortensia si presenta in numerose colorazioni e può addirittura cambiare colore nel corso della fioritura, semplicemente alterando la composizione chimica del terreno. Esistono tuttavia diverse varietà di ortensie; la più diffusa, e quella che comunemente viene associata al nome, è l'hydrangea macrophylla. L'hydrangea arborescens invece presenta foglie di spessore inferiore e può raggiungere altezze considerevoli; in questa varietà, proveniente dagli Stati Uniti, i fiori sono quasi sempre di colore biancastro o tendente allo champagne, anche se ne esistono delle varianti rosa. L'hydrangea serrata, originaria del Giappone - come anche un'altra varietà, l'hydrangea aspera - è sicuramente fra le più antiche; nel Sol Levante queste ortensie erano coltivate e selezionate molto prima di arrivare in Europa. Le ortensie giapponesi generalmente hanno fusti più lunghi e i fiori possono formare dei cespugli, come avviene per la macrophylla e l'arborescens, oppure distanziarsi maggiormente gli uni dagli altri. Esistono poi particolari varietà di ortensia adattate a climi particolarmente rigidi e che, per questa ragione, vengono chiamate ortensie di montagna.

I molti usi dell'ortensia; curiosità e consigli

L'ortensia, oltre a essere una splendida pianta ornamentale, può essere utilizzata per realizzare delle composizioni floreali di sicuro effetto, specie se la abbineremo alle rose (preferibilmente bianche), al glicine oppure al trillo; giocando abilmente con gli accostamenti di colore, per ottenere dei particolari effetti cromatici, e con un occhio di riguardo anche all'armonia delle forme e delle altezze, potremmo ottenere dei bouquet e delle decorazioni di grande impatto visivo. Ma l'ortensia ha anche numerose proprietà mediche ed omeopatiche; i suoi usi diuretici, antidispeptici e antimalarici erano conosciuti sia agli abitanti del Giappone (sua terra d'origine) che ai nativi americani, i quali utilizzavano sia le foglie che le radici sminuzzate e tritate. Tuttavia, se intendiamo usare rimedi a base di ortensia, rivolgiamoci sempre e solo a erboristerie qualificate e non ricorriamo mai al fai da te, perché l'ortensia è potenzialmente molto tossica in tutte le sue parti, se non trattata in modo opportuno. Nel linguaggio dei fiori l'ortensia rappresenta il primo amore, e può essere utilizzata per una dichiarazione di impegno e serietà nei confronti del partner.

Domande frequenti

  • Quali fattori influenzano il colore dei fiori dell'ortensia?
    Il colore dei fiori dell'ortensia dipende principalmente dall'acidità del terreno e dalla disponibilità di alluminio. In terreni acidi (pH basso), i fiori assumono tonalità blu o viola perché l'alluminio diventa biodisponibile per la pianta. Al contrario, in terreni alcalini o neutri (pH alto), l'alluminio non viene assorbito e i fiori tendono al rosa o al bianco. Per modificare il colore, è possibile agire sulla concimazione: l'aggiunta di prodotti specifici contenenti alluminio acidifica il substrato favorendo il blu, mentre l'uso di calce o fertilizzanti poveri di alluminio mantiene o accentua le tinte rosa. Non tutte le varietà cambiano colore; alcune, come le 'Hydrangea arborescens', rimangono bianche indipendentemente dal pH.
  • Quanto spesso devo innaffiare l'ortensia e come evitare il marciume radicale?
    L'ortensia richiede un'irrigazione costante e abbondante poiché le sue radici assorbono molta acqua per sostenere la vasta fioritura. Il terriccio deve rimanere sempre leggermente umido, mai completamente asciutto né zuppo. Per verificare l'umidità, inserisci un dito nel terreno: se è asciutto al tatto, annaffia subito. È fondamentale evitare il ristagno idrico, che causa il marciume delle radici. Utilizza vasi con buon drenaggio e sottovasi capienti per monitorare l'acqua in eccesso. Annaffia direttamente il terreno alla base della pianta, evitando di bagnare foglie e fiori per prevenire malattie fungine. Durante i periodi caldi estivi, le innaffiature potrebbero dover essere quotidiane, specialmente in vaso.
  • Quando e come si pota correttamente l'ortensia?
    La potatura varia in base alla varietà. La maggior parte delle ortensie comuni (come *Hydrangea macrophylla*) fioriscono sui rami vecchi, quindi la potatura principale va effettuata subito dopo la fioritura, eliminando i fiori secchi e i rami deboli. Una potatura leggera di pulizia può avvenire in inverno. Altre varietà, come *Hydrangea arborescens* e *Hydrangea paniculata*, fioriscono sui rami nuovi dell'anno corrente; queste vanno potate vigorosamente in tarda inverno o inizio primavera, tagliando i rami a circa 20-30 cm da terra. In generale, rimuovi sempre i rami morti, malati o incrociati per favorire la circolazione dell'aria e una crescita sana. Usa cesoie pulite e affilate per fare tagli netti appena sopra una gemma.
  • Quali sono i principali parassiti e malattie che attaccano l'ortensia?
    I nemici principali dell'ortensia includono il ragnetto rosso, che causa ingiallimento e essiccazione delle foglie, e i pidocchi delle piante (afidi), che succhiano la linfa. Entrambi possono essere contrastati con insetticidi specifici o lavaggi con acqua saponata. Tra le malattie fungine, l'oidium si manifesta con polvere biancastra sulle foglie, mentre l'antracnosi provoca macchie necrotiche brune e un rapido deperimento. I nematodi del suolo possono indebolire le radici causando appassimento. Per prevenire queste patologie, evita il ristagno idrico, assicurati una buona aerazione e rimuovi tempestivamente le parti vegetali infette. In caso di infestazioni gravi, consulta un vivaista per il trattamento chimico appropriato.
  • È possibile coltivare l'ortensia in vaso sul balcone?
    Sì, l'ortensia è eccellente per balconi e terrazzi, purché si rispettino alcune condizioni fondamentali. Scegli un vaso molto ampio e profondo, almeno 30-40 cm di diametro, per permettere alle radici di espandersi e garantire stabilità. Il terreno deve essere ricco, fertile e ben drenante, specifico per piante acidofile se desideri mantenere i colori blu. Posiziona il vaso in una zona luminosa ma protetta dal sole diretto delle ore più calde (sole parziale o mezz'ombra), poiché il calore eccessivo e afoso blocca la fioritura. Innaffia frequentemente, soprattutto in estate, e concima regolarmente durante la stagione vegetativa. Con queste cure, l'ortensia fiorirà abbondantemente ogni primavera.