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Piante Grasse

Piante grasse e succulente

Le piante grasse e succulente sono molto diffuse nei nostri appartamenti: scopriamo qualcosa in più su queste particolari meraviglie esotiche.

di Redazione

16 maggio 2016

Le caratteristiche principali delle piante grasse e succulente

Le piante grasse e succulente possono vivere senza problemi in climi più o meno aridi, grazie al tessuto localizzato in alcuni dei loro organi: si tratta del parenchima acquifero, che assorbe grandi quantità di acqua per mezzo di cellule di forma rotonda e spazi intercellulari molto ampi. Molte piante grasse e succulente riducono le perdite di acqua per traspirazione tramite la produzione di tricomi (ovvero peluria) e particolari cere, che creano una sorta di habitat umido attorno alla pianta, che ne riduce il flusso d’aria in superficie. Generalmente le foglie sono assenti o ridotte, oppure di forma sferica: la fotosintesi clorofilliana avviene principalmente nel fusto.

Alcune dritte per le piante grasse e succulente

Nonostante le piante grasse e succulente siano molto resistenti e in grado di adattarsi a molti climi, è necessario porre attenzione ad alcuni piccoli accorgimenti. Innanzitutto, la loro coltivazione è sconsigliata negli appartamenti, in quanto non riceverebbero luce e nutrienti che necessitano per una buona fioritura. Il loro terreno deve essere molto drenante per evitare ristagni di acqua, causa principale del marciume radicale: un buon terreno è dato, per esempio, da terra non concimata addizionata con sabbia grossolana ed eventualmente una piccola percentuale di mattoni tritati. Se poste nella terra, le piante non hanno bisogno di acqua per tutto l’anno: le loro radici sono in grado di assorbire l’umidità direttamente dal terreno.

Domande frequenti

  • Perché le piante grasse soffrono se tenute in appartamento?
    Contrariamente a quanto si crede, molte specie di piante grasse e succulente richiedono esposizioni luminose intense e specifiche condizioni ambientali che raramente si trovano negli interni domestici. In appartamento, spesso ricevono poca luce diretta e non ottengono i nutrienti necessari per una corretta fioritura e crescita vigorosa. Per questo motivo, la loro coltivazione è generalmente sconsigliata in ambienti chiusi, a meno che non si disponga di finestre molto soleggiate o di luci artificiali specifiche per piante. L'ideale sarebbe collocarle all'esterno, dove possono beneficiare della luce naturale e degli scambi d'aria.
  • Come preparare il terreno ideale per le piante grasse?
    La chiave per la salute delle piante grasse è un substrato estremamente drenante per prevenire i temutissimi ristagni idrici, che causano marciume radicale. Un ottimo mix può essere ottenuto utilizzando terra non concimata, alla quale aggiungere una buona quantità di sabbia grossolana. È consigliabile integrare anche una piccola percentuale di mattoni frantumati o pomice per aumentare ulteriormente la permeabilità dell'acqua. Questo tipo di composizione permette alle radici di respirare e di asciugarsi rapidamente dopo l'irrigazione, simulando le condizioni aride del loro habitat naturale.
  • Qual è il rischio principale legato all'irrigazione delle succulente?
    Il nemico numero uno delle piante grasse è il marciume radicale, causato quasi esclusivamente dai ristagni di acqua nel vaso. Poiché queste piante immagazzinano acqua nei tessuti (parenchima acquifero), tollerano bene la siccità ma soffrono enormemente l'eccesso di umidità nel terreno. Per evitarlo, è fondamentale utilizzare vasi con fori di drenaggio efficaci e un terriccio specifico ben drenante. Bisogna attendere sempre che il substrato sia completamente asciutto prima di annaffiare nuovamente, verificando l'umidità con un bastoncino di legno o toccando il terreno.
  • Quanto spesso devo innaffiare le piante grasse messe a dimora in giardino?
    Quando le piante grasse e succulente vengono collocate direttamente nel terreno esterno, le esigenze di irrigazione cambiano radicalmente rispetto ai vasi. Una volta stabilizzate, le loro radici sono in grado di assorbire l'umidità necessaria direttamente dal suolo circostante. Di conseguenza, non richiedono annaffiature regolari durante tutto l'anno, salvo periodi di siccità estrema prolungata. La natura fornisce loro l'idratazione sufficiente attraverso le piogge e l'umidità del terreno, rendendo la manutenzione quasi nulla una volta avvenuta la messa a dimora.
  • Come fanno le piante grasse a risparmiare acqua?
    Le piante grasse possiedono adattamenti evolutivi straordinari per sopravvivere in climi aridi. Oltre a immagazzinare acqua nel parenchima acquifero, riducono la traspirazione attraverso diverse strategie morfologiche. Molte specie producono tricomi (peluria) o secrezioni cerosi sulle superfici fogliari o cauline. Questi strati creano un microclima umido immediato attorno alla pianta, riducendo il flusso d'aria sulla superficie e limitando così l'evaporazione. Inoltre, spesso hanno foglie ridotte, assenti o di forma sferica per minimizzare la superficie esposta, affidando la fotosintesi principalmente al fusto.