Coltivazione rose

L'annaffiatura per coltivare rose

Nella coltivazione rose le annaffiature vanno effettuate regolarmente senza tuttavia esagerare. Durante la primavera, con la ripresa vegetativa delle piante, si potrebbe rendere necessario un maggior apporto idrico. Va detto che la stagionalità delle piogge di solito consente questo processo in modo naturale. Basterà supportare le normali precipitazioni atmosferiche avendo cura di verificare che le stesse non manchino per più di una settimana di fila. In estate gli interventi potranno essere intensificati fino ad arrivare ad un'irrigazione ogni 2 giorni. Nei luoghi particolarmente caldi potrebbe essere utile pacciamare, ovvero ricoprire la base delle rose con uno strato di materiale come cortecce o sfalci. Questa tecnica consente di far evaporare in misura minore l'umidità. In autunno di solito non occorre intervenire e anche in inverno non dovrebbe rendersi necessario.
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Come fare la coltivazione rose

Rose da raccogliere La coltivazione rose è una pratica abbastanza semplice, che può essere fatta con successo anche dalle persone meno esperte di giardinaggio, seguendo poche e semplici raccomandazioni. Si può partire da uno o più giovanissimi esemplari acquistati in vivaio, scegliendo la varietà preferita e facendosi consigliare dal rivenditore. Dopodiché si potrà procedere al rinvaso o al trapianto, collocando le rose nella posizione del giardino scelta. La potatura può essere effettuata nella stagione invernale, quando però sono terminate le gelate. Con regolarità bisognerà sempre verificare che non vi siano rami secchi o sciupati che vanno eliminati singolarmente. Durante i primi anni di vita della pianta si dovrà intervenire anche per la forma, cercando di dare un aspetto gradevole alla rosa o al roseto. È importante usare attrezzi affilati e non arrugginiti per non danneggiare la rosa.

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Il terreno per la coltivazione rose

Rose Il terreno per la coltivazione rose deve essere sciolto e assicurare un buon drenaggio. I ristagni idrici, infatti, potrebbero provocare pericolose patologie. Perciò è meglio operare una vangatura e una zappatura alla profondità di almeno 35-40 cm, lavorando bene la terra e cercando di farla diventare il più possibile leggera, rompendo tutte le zolle più dure. La fertilizzazione potrà essere effettuata con del comunissimo letame maturo, o a scelta del concime organico pronto, a cui verrà aggiunto del compost casalingo ben sminuzzato. Dopo un paio di settimane si potrà mettere a dimora la rosa, quando il terreno avrà completamente assorbito le sostanze nutrienti, ormai sicuri che la pianta non entri in contatto diretto col fertilizzante fresco. Sebbene la rosa non sia una pianta particolarmente esigente, la fertilizzazione potrà essere periodicamente ripetuta interrando il materiale vicino alla base delle piante.


Coltivazione rose: Clima, esposizione e avversità

Rosa sbocciata La coltivazione rose può essere effettuata regalando grandi soddisfazioni a tutte le latitudini, sia nelle zone di pianura che in quelle collinari. Le piante prediligono il clima non troppo caldo e soprattutto non caratterizzato da eccessiva umidità. Le rose temono le temperature che vanno oltre i 35°C ma tollerano abbastanza bene il freddo, anche qualora le gelate fossero intense e prolungate. La miglior collocazione all'interno del giardino è in una posizione a mezz'ombra, evitando i luoghi esposti a tutto sole. Le principali malattie delle rose derivano dai ristagni idrici che vanno assolutamente evitati. Ne possono conseguire marciumi radicali, cancro dei rami, oidio. Le piante possono essere anche attaccate da parassiti e afidi. In questo caso è possibile ricorrere ad un prodotto antiparassitario reperibile in un negozio di giardinaggio.


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