Ristrutturazione edilizia

Le detrazioni IRPEF previste per la ristrutturazione edilizia nel 2016

La legge di stabilità emanata a fine dicembre 2015 ha prorogato fino al 31 dicembre 2016 la detrazione del 50% sull'IRPEF per la ristrutturazione edilizia e quella del 65% per gli interventi di adeguamento sismico e di miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici. Di conseguenza, chi effettua una ristrutturazione edilizia dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2016 può usufruire della detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute; successivamente la detrazione d’imposta scenderà al 36%. Sempre collegato agli interventi di ristrutturazione edilizia è il cosiddetto Bonus Mobili per cui si usufruisce della detrazione IRPEF del 50% per l'acquisto dell'arredamento dell'immobile ristrutturato. La misura interessa le spese effettuate per acquistare mobili, forni di categoria A o superiore, grandi elettrodomestici di classe A+ o superiore e apparecchiature con etichetta energetica dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2016. Per accedere alla detrazione queste spese devono essere sostenute sempre dopo l'inizio dei lavori per la ristrutturazione edilizia.
Le detrazioni per la ristrutturazione edilizia

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I requisiti per le detrazioni IRPEF 2016 nella legge di stabilità

Eseguire la ristrutturazione edilizia Per poter fare domanda per le detrazioni IRPEF per la ristrutturazione edilizia è necessario rispondere ad alcuni requisiti. Innanzitutto il limite massimo sul quale si può calcolare la detrazione è di 96.000 euro per unità immobiliare. Ciò vale per le spese effettuate dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2016, mentre nel 2017 il tetto scenderà a 48.000 euro e la detrazione sarà solo del 36%. Gli incentivi fiscali saranno ripartiti in 10 rate annuali di valore uguale e potranno accedervi i contribuenti IRPEF residenti o no sul territorio nazionale e proprietari dell'immobile oggetto di ristrutturazione. Potranno fare domanda anche i nudi proprietari, i titolari dei diritti pedonali di godimento dell'unità immobiliare in questione, le imprese familiari e gli imprenditori individuali (solo se l'immobile in questione non è in uso strumentale), i locatari e i comodatari, le società semplici e i soci di cooperative. Le detrazioni spettano anche al coniuge, al familiare convivente o ai parenti fino al terzo grado del proprietario dell’immobile in questione oppure ai contribuenti che effettuano la ristrutturazione edilizia da soli ma solo per quanto riguarda i materiali acquistati.

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Come richiedere le detrazioni per una ristrutturazione edilizia

Incentivi per la ristrutturazione edilizia Per richiedere la detrazione IRPEF per la ristrutturazione edilizia 2016 i contribuenti devono indicare i dati catastali che identificano l'immobile in questione nella propria dichiarazione; se poi i lavori sono effettuati dal detentore dei diritti di usufrutto o di godimento dell'unità immobiliare, si devono inserire gli estremi di registrazione dell'atto da cui sono originate queste prerogative (contratto di locazione o di nuda proprietà). Sono necessarie le ricevute di pagamento Ici e IMU e la comunicazione all'ASL competente per territorio con tutti i dati riguardanti i lavori di competenza. Vi devono essere indicati l'ubicazione dell'immobile oggetto di ristrutturazione edilizia, le generalità del committente dei lavori, il tipo di intervento e la loro data d'inizio, i dati identificativi dell'impresa edile che effettua la ristrutturazione e la sua esplicita assunzione di responsabilità per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro e i contributi previsti per legge. Va inviata con raccomandata con ricevuta di ritorno.


Le caratteristiche degli interventi

Come fare la ristrutturazione edilizia Sempre più negli ultimi anni gli interventi di ristrutturazione edilizia sono pensati per essere ecosostenibili e attenti a migliorare l'isolamento termico e acustico dell'immobile e la sua efficienza energetica. L'obiettivo è ottenere il massimo benessere abitativo sfruttando la luce naturale, usando materiali ecologici e isolanti, ventilando correttamente i locali e abbattendo i consumi del riscaldamento. In questo modo il risultato sarà sostenibile non solo dal punto di vista ecologico ma anche da quello economico. Sono soprattutto i materiali e finiture ecologiche a svolgere una funzione fondamentale per il miglioramento della qualità dell'aria e del comfort interno. Ad esempio, si usano intonaci interni ed esterni a base di calce naturale oppure in terra cruda: quest'ultima è un ottimo isolante acustico e può essere applicata anche sul pavimento. Una buona ventilazione, invece, elimina i ponti termici e consente di proteggere l'abitazione da umidità, muffe e formazione di condensa.


Immobili residenziali: è meglio acquistare o ristrutturare?

La scelta tra ristrutturazione edilizia e acquisto di un nuovo immobile deve essere valutata attentamente, considerando tutti i pro e i contro di entrambe le opzioni. Infatti i costi della ristrutturazione edilizia e le quotazioni immobiliari cambiano a seconda della Regione, della città e della zona in cui sorge l'edificio in questione. In più si devono valutare le dimensioni dell'immobile e le sue condizioni strutturali. Se le condizioni dell'abitazione da ristrutturare sono danneggiate in modo davvero pesante, conviene senza alcun dubbio optare per l'acquisto di un'unità abitativa nuova. In certe Regioni, ad esempio il Veneto, un immobile nuovo ha quotazioni superiori a quelle di uno usato da ristrutturare di 150 euro circa al metro quadro; in altre Regioni, ad esempio le Marche, acquistare un immobile usato da ristrutturare piuttosto che uno nuovo permette di risparmiare anche 400 euro al metro quadro. In alcune città storiche la tendenza è completamente opposta: sono gli immobili già esistenti, soprattutto quelli del centro storico, ad avere costi molto più alti rispetto a quelli di nuova costruzione.


Ristrutturazione edilizia: Le variabili da considerare

ristrutturazione casa I costi della ristrutturazione edilizia sono molto diversi in base a diversi fattori, primo tra tutti la tipologia a cui appartiene l'immobile. In genere la ristrutturazione di ville o casali rustici avrà un costo leggermente superiore rispetto a quella delle abitazioni unifamiliari. In secondo luogo si deve considerare la complessità del progetto e delle finiture che classificano la ristrutturazione in standard o prestigiosa. I costi variano anche in base al fatto che sia necessario o meno spostare le murature e in che misura: piccoli spostamenti nella riorganizzazione distributiva riguardano solo il 10-20% della superficie dell'immobile, mentre quelli parziali interessano il 50% dell'area abitativa con variazioni significative nella planimetria. Infine esistono casi di ristrutturazione edilizia che prevedono una ridistribuzione totale delle camere, fatto che fa lievitare i costi notevolmente. Infine si devono considerare lo stato di conservazione e la posizione geografica dell'immobile, fatto che incrementa o decrementa leggermente il prezzo.



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