Lampadina incandescenza

Lampade per casa

Lampadina ad incandescenza

Una lampadina ad incandescenza è la soluzione basilare per l'illuminazione. Il filamento interno si surriscalda ed emette una luce più o meno intensa.

di Redazione

08 marzo 2017

Che cosa sono le lampadine ad incandescenza

La lampadina ad incandescenza è una tradizionale sorgente luminosa che si caratterizza per la presenza di un filamento di tungsteno all'interno del bulbo di vetro. Attraverso il filamento passa la corrente elettrica che lo riscalda fino a raggiungere circa 2.700°K: in questo modo si ottiene la luce. Infatti questa tipologia di lampadina per funzionare sfrutta l'effetto Joule: la temperatura del filamento arriva a un livello tale che lo spettro di corpo nero risulta sufficiente per illuminare; di conseguenza si ottiene un equilibrio dinamico che mantiene intatta la lampadina. I modelli moderni si distinguono per avere non un bulbo di vetro vuoto ma uno riempito di argon oppure di un altro gas nobile a bassa pressione. In rari casi si usa il kripton, grazie al quale si ottiene una resa superiore del 10%. In questo modo il filamento dura più a lungo, si riducono i rischi di implosione e si evita che il bulbo si annerisca con il passare del tempo.

Cosa tenere a mente con la lampadina ad incadescenza

Durante l'accensione, il filamento di tungsteno all'interno della lampadina ad incandescenza sublima e diventa sempre più sottile. Per questo motivo questi dispositivi illuminanti hanno un ciclo di vita pari a circa 1.000 ore di funzionamento: infatti, una volta trascorso questo arco di tempo, generalmente il filamento si spezza e la lampadina diventa inutilizzabile. Inoltre la luce emessa da queste lampadine non è intensa come accade per altre tipologie: infatti l'energia elettrica viene convertita soltanto al 5% in luce, mentre il restante 95% si disperde sotto forma di calore. Esistono però rari casi in cui la lampadina ad incandescenza ha una durata molto superiore alle classiche 1.000 ore: si tratta di esemplari realizzati prima che le industrie basassero la loro produzione sull'obsolescenza programmata. Inoltre questo fatto può essere dovuto a un filamento più spesso oppure a una tenuta particolarmente buona, evitando vibrazioni e picchi di accensione che danneggiano la lampadina.

Le leggi dell'Unione Europea

Al giorno d'oggi la lampadina ad incandescenza è fuori produzione in Europa. Infatti l'Unione Europea ha decretato di mettere al bando in maniera graduale questi dispositivi illuminanti. La decisione riguarda la produzione ex novo e non le lampadine già in commercio oppure usate regolarmente nelle abitazioni, negli esercizi commerciali e negli altri ambienti pubblici o privati. Per sostituire gradualmente questa tipologia è stata messa a punto una rigorosa tabella di marcia: di conseguenza è vietata dal settembre 2009 la produzione di lampadine ad incandescenza con bulbo opalino, smerigliato o con una potenza pari o superiore a 100 W; invece quelle da 75 W o più sono state messe fuori produzione da settembre 2010. Dal settembre 2011 non sono state più realizzate le lampadine ad incandescenza da 60 W o più mentre, dal settembre 2012, sono stati proibiti gli esemplari di qualunque potenza. Le uniche eccezioni riguardano gli esemplari per usi particolari e le scorte che possono essere tranquillamente vendute fino ad esaurimento.

Domande frequenti

  • È ancora legale acquistare e utilizzare le vecchie lampadine ad incandescenza?
    Sì, è assolutamente legale continuare ad usare le lampadine ad incandescenza già in possesso. Il bando europeo, introdotto gradualmente tra il 2009 e il 2012, vieta esclusivamente la *produzione* e la *vendita nuova* di questi dispositivi. Se hai ancora scorte in casa o ne trovi in negozi che svendono vecchi stock, puoi acquistarle e usarle senza problemi legali. L'unica limitazione riguarda la produzione ex novo, quindi non troverai più nuovi articoli nei supermercati, ma l'utilizzo domestico rimane pienamente consentito.
  • Perché le lampadine ad incandescenza consumano così tanta energia?
    Le lampadine ad incandescenza sono inefficienti perché convertono solo il 5% dell'energia elettrica in luce visibile, mentre il restante 95% si disperde sotto forma di calore. Questo avviene grazie all'effetto Joule: la corrente elettrica attraversa un filamento di tungsteno riscaldandolo fino a 2.700 Kelvin. Poiché gran parte dell'energia serve solo a generare calore piuttosto che illuminazione, il costo in bolletta è elevato rispetto alla luminosità effettiva fornita, rendendole obsolete rispetto alle tecnologie LED moderne.
  • Quanto durano mediamente le lampadine ad incandescenza?
    La durata media standard delle lampadine ad incandescenza è di circa 1.000 ore di funzionamento. Questo limite è dettato dalla sublimazione del filamento di tungsteno: col tempo, il materiale si assottiglia finché non si spezza, interrompendo il circuito. Tuttavia, esistono esemplari di vecchia produzione o modelli speciali con filamenti più spessi e migliori tenute che possono superare questa durata. Fattori come vibrazioni, picchi di tensione durante l'accensione e urti fisici accelerano notevolmente il deterioramento del filamento.
  • A cosa servono i gas nobili all'interno del bulbo?
    I bulbi moderni non sono vuoti ma contengono gas nobili come argon, azoto o, raramente, kripton a bassa pressione. Questi gas hanno lo scopo principale di proteggere il filamento di tungsteno dall'ossidazione e rallentarne l'evaporazione (sublimazione). L'uso del kripton, in particolare, migliora la resa luminosa fino al 10% e prolunga la vita del filamento. Inoltre, la presenza di questi gas riduce il rischio di implosione del bulbo e previene l'annerimento interno del vetro, mantenendo la trasparenza e l'efficienza della lampadina nel tempo.