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Lampadine

Aggiornato il 19 aprile 20176 capitoli5 domande frequenti
Scegliere la luce giusta per evitare i problemi alla vista

L'importanza di una buona illuminazione e la scelta della giusta lampadina

La vita contemporanea è caratterizzata dalla tendenza generale a prolungare le ore di veglia. A dirlo è Charles Czeisler del dipartimento di Medicina del sonno della Harvard Medical School, che ha svolto una ricerca sul rapporto tra l'insonnia e l'uso delle luci artificiali scoprendo una diretta connessione tra i due fattori. La luce artificiale, a quanto pare, non è solo uno dei fattori più strettamente associati alla deprivazione di sonno, ma anche una delle principali cause delle disfunzioni visive. La scelta della giusta lampadina, pertanto, è diventata indispensabile. Ogni stanza della casa necessita di una specifica illuminazione e bisogna sempre rispettare il rapporto tra l'ampiezza dell'ambiente e la potenza dell'illuminazione. Per le stanze molto grandi converrà usare lampadine da più watt, avendo sempre cura di evitare l'abbagliamento. La luce diretta andrà utilizzata solo per leggere o studiare, negli altri casi è preferibile quella diffusa. Ma attenzione: se soffrite d'insonnia evitate i LED. Recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato che le componenti blu-verde dello spettro che generano possono influire sul ciclo sonno-veglia.

Le lampadine a incandescenza, la loro scomparsa e i loro possibile ritorno

Ogni stanza ha bisogno di una specifica illuminazione, ma è importante anche scegliere le lampadine che fanno al caso nostro. La lampadina a incandescenza è sicuramente eccezionale per quanto riguarda la resa del colore, uno dei parametri fondamentali per evitare di incorrere in problemi oculistici. Purtroppo, però, la vendita di questi prodotti è stata vietata dall'Unione Europea nell'ormai lontano 2009 e le ragioni sono più che plausibili. In effetti, il rendimento delle lampadine incandescenti comporta uno spreco di energia pari al 90%. Il loro funzionamento è infatti basato sul surriscaldamento di un filamento di tungsteno all'interno del quale si incanala l'energia, ma solo il 7% di questa ricade all’interno dello spettro del visibile, tutto il resto si disperde in calore, provocando anche un aumento delle emissioni di CO2 nell’atmosfera. Tuttavia sono in corso degli studi scientifici che potrebbero presto riportare in commercio le vecchia lampadine. Scienziati del MIT (Massachusetts Institute of Technology) hanno integrato una struttura cristallina nel bulbo in grado di riflettere l'energia dispersa, arrivando così ad un rendimento del 40%.

Le lampadine compatte fluorescenti (CFL), vantaggi e svantaggi

Le CFL (Compact fluorescent lamp), ossia le lampadine compatte fluorescenti, sono le più diffuse tra quelle a risparmio energetico. Si tratta di lampade a scarica dalla luminescenza indiretta il cui funzionamento è il seguente: all’interno del bulbo (a forma di tubo) si trova un gas nobile (neon, argon, xeno o kripto) miscelato con vapori di mercurio, mentre sulla superficie interna è depositato uno strato di materiale fluorescente. Il passaggio di elettroni all’interno del tubo, eccitando gli atomi di mercurio, consente loro di emettere dei fotoni nell’ultravioletto. Questi attraversano poi lo strato fluorescente che li immette nel campo del visibile sotto forma di luce. I prodotti di questo tipo sono facilmente riconoscibili per la loro forma, a spirale o serpentina. La luce che emettono è piuttosto fredda ed impiegano alcuni minuti prima di raggiungere il massimo grado di luminescenza. Il loro rendimento è sicuramente migliore rispetto a quello delle vecchie lampadine a incandescenza (40 volte superiore per rapporto lumen/watt), ma non mancano gli inconvenienti. Il mercurio presente al loro interno ha infatti un potere altamente inquinante e va smaltito con apposite procedure.

Altre fonti di illuminazione a risparmio energetico

Al di la delle CFL, ci sono altre interessanti lampadine a risparmio energetico, come quelle a LED (Light Emitting Diode). Sviluppati nel 1962 da Nick Holonyak Jr, i LED sono componenti elettronici che, al passaggio di corrente, emettono una luce priva di raggi infrarossi ed ultravioletti. Entrando nello specifico, si tratta dispositivi optoelettronici che sfruttano materiali semiconduttori per produrre dei fotoni. Il fenomeno è quello dell'emissione spontanea (costante o intermittente) ottenuta mediante combinazioni di coppie elettrone-lacuna secondo il principio del diodo a giunzione. Questa è senza ombra di dubbio l'illuminazione del futuro, giacché la più efficiente per quanto riguarda il rapporto rendimento/consumi. È inoltre priva di sostanze inquinanti e, al contrario della CFL, è in grado di raggiungere rapidamente l'emissione massima di luce. Vi sono poi le lampade alogene a basso consumo, che somigliano molto a quelle a incandescenza, con la differenza che il gas contenuto nel bulbo è arricchito da un elemento alogeno (come lo iodio il kripton o lo xeno) che permette al filamento di raggiungere temperature molto più alte rispetto a una normale lampadina.

Tutto quello che c'è da sapere sulle lampade OLED

Le lampadine OLED sono così chiamate poiché sfruttano la tecnologia del diodo organico a emissione di luce (OLED, ovvero Organic Light Emitting Diode). Si tratta di un processo che permette di produrre elettroluminescenza attraverso uno strato di materiale organico contenente al suo interno polimeri in grado di modellare la materia organica stessa, permettendone la distribuzione in righe e colonne. Vengono così a formarsi dei pixel, ognuno dei quali in grado di emettere luce propria. A differenza delle lampade a LED, quindi, le OLED sfruttano sostanze organiche e, pertanto, sono certamente meno inquinanti. La loro efficienza è assolutamente impareggiabile, giacché comportano un utilizzo quasi totale dell'energia impiegata e arrivano ad un riscaldamento di circa 30°C al massimo. Poca dispersione di calore, quasi nessuna emissione di CO2 e, soprattutto, nessuna traccia di mercurio al loro interno. Le lampade OLED, inoltre, emettono una luce morbida e priva di ombre. L'unico problema è dato dal costo molto elevato che le lascia ancora fuori dal mercato. Ciò è dovuto al fatto che si tratta di una tecnologia ancora in corso di sperimentazione, ben presto il prezzo scenderà.

Consigli per gli acquisti e la scelta

Come scegliere la giusta lampadina ? Quando le soluzioni sono tante, si fatica a prendere la decisione finale. Il primo consiglio per effettuare il giusto acquisto è quello di confrontare i prezzi, ma anche i consumi. Basandoci soltanto sul costo d'acquisto, infatti, rischieremmo di perdere l'opportunità di risparmiare tanti soldi sulle bollette e di comprare un prodotto che dura poco. Ma entriamo nel merito e confrontiamo, per iniziare, i prezzi d'acquisto. Una CFL costa in media 4 euro, un lampada a LED ha un prezzo variabile tra i 6 e i 30 euro, mentre una lampada alogena a basso consumo ha un costo medio di 7 euro. Ma quali sono i consumi ? E la durata? Le CFL hanno un'efficienza di 48-120 lumen/watt e una durata di 10.000-24.000 ore; le lampade a LED, 70-110 lumen/watt e una vita media di 30.000-100.000 ore; le alogene garantiscono una prestazione di appena 16 lumen/watt e una durata di 2.000-4.000 ore. Ne deduciamo che, per rapporto qualità-prezzo, a vincere sono i LED. Anche se la CFL costa meno ed ha un rendimento buono, impiega molto tempo per raggiungere la massima portata di luce, oltre a presentare l'inconveniente del mercurio. A voi la scelta.

Domande frequenti

  • Qual è la lampadina più conveniente per la casa considerando costi e durata?
    Analizzando il rapporto qualità-prezzo, le lampadine a LED risultano nettamente superiori alle alternative. Sebbene il costo iniziale sia più alto (tra 6 e 30 euro contro i 4 euro delle CFL), la loro durata è straordinaria: da 30.000 a 100.000 ore, contro le 10.000-24.000 delle fluorescenti compatte. Inoltre, i LED consumano meno energia, garantendo un risparmio significativo sulle bollette nel lungo periodo. Le alogene, pur costando intorno ai 7 euro, hanno un'efficienza bassa (16 lumen/watt) e durano solo 2.000-4.000 ore, rendendole la scelta meno economica nonostante il prezzo d'acquisto simile.
  • È vero che i LED disturbano il sonno e dovrebbero essere evitati la sera?
    Sì, recenti studi scientifici indicano che le componenti blu-verde dello spettro luminoso dei LED possono interferire con il ciclo sonno-veglia, contribuendo all'insonnia. Per questo motivo, chi soffre di disturbi del sonno dovrebbe limitarne l'uso nelle ore serali o scegliere modelli specifici con temperatura di colore calda (bassa temperatura Kelvin) che riducono l'emissione di luce blu. Alternativamente, si possono utilizzare lampadine a incandescenza o alogene per l'illuminazione notturna, poiché emettono uno spettro più caldo e meno invasivo per il ritmo circadiano, pur dovendo fare i conti con i maggiori consumi energetici.
  • Perché le lampadine a incandescenza sono state bandite e torneranno mai?
    La vendita delle lampadine a incandescenza è stata vietata dall'UE nel 2009 principalmente a causa della loro inefficienza energetica: spreca il 90% dell'energia sotto forma di calore invece che di luce. Solo il 7% dell'energia diventa luce visibile. Tuttavia, la tecnologia sta evolvendo: ricercatori del MIT stanno sviluppando versioni migliorate integrando strutture cristalline nei bulbi per riflettere l'energia dispersa, portando il rendimento al 40%. Questo potrebbe permettere un ritorno commerciale di queste lampadine, apprezzate per l'eccellente resa cromatica e il comfort visivo, unendo tradizione ed efficienza.
  • Come devo smaltire le vecchie lampadine fluorescenti compatte (CFL)?
    Le lampadine fluorescenti compatte (CFL) contengono vapori di mercurio, una sostanza altamente tossica e inquinante per l'ambiente e la salute umana. Non devono mai essere gettate nella raccolta indifferenziata o nel vetro. È obbligatorio portarle presso centri di raccolta comunali o punti vendita specializzati che accettano RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Lo smaltimento richiede procedure specifiche per neutralizzare il mercurio e recuperare i materiali preziosi contenuti. Considerato questo inconveniente ecologico, molte persone stanno preferendo passare ai LED, che sono privi di sostanze pericolose e più facili da smaltire.
  • Cosa sono le lampade OLED e perché non sono ancora comuni?
    Le lampade OLED (Organic Light Emitting Diode) utilizzano strati di materiale organico per emettere luce, offrendo un'efficienza energetica quasi totale, poca dispersione di calore (circa 30°C) e una luce morbida senza ombre. Sono ecologiche, prive di mercurio e meno inquinanti dei LED tradizionali. Tuttavia, il loro utilizzo domestico è limitato dal costo estremamente elevato, dovuto al fatto che si tratta di una tecnologia ancora in fase di sperimentazione avanzata. Man mano che la produzione si scalera e i costi di manifattura diminuiranno, le OLED promettono di diventare una soluzione premium accessibile, unendo alta efficienza e qualità della luce superiore.

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