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Saldatrice Tig

Aggiornato il 21 marzo 20162 capitoli5 domande frequenti
Un modello di saldatrice TIG

Caratteristiche fondamentali e funzionamento della saldatrice TIG

La saldatura TIG (Tungsten Inert Gas) è una tecnica che utilizza la fusione per unire due pezzi metallici o non metallici. Il processo prevede un arco elettrico tra il materiale da saldare e un elettrodo infusibile di tungsteno, con la protezione di un gas inerte. Questo tipo di saldatura si usa per spessori metallici ridotti, in corrente alternata o continua, con una bacchetta di materiale d'apporto oppure senza (autogena). Il gas che fluisce sul punto di saldatura è argon o elio. La saldatrice TIG impiega elettrodi di tungsteno allo stato puro, tungsteno e ossido di torio, tungsteno e zirconio oppure tungsteno più strisce di tungsteno toriato.

Principali elementi che compongono la saldatrice TIG

Gli elementi fondamentali di cui si compone la saldatrice TIG sono: il generatore di saldatura e il circuito elettrico; l'eventuale generatore AF; il sistema di fornitura del gas inerte, formato da bombola di elio o argon, economizzatore e circuito di flusso del gas; un eventuale circuito di raffreddamento e la torcia di saldatura. Le parti di cui è costituita quest'ultima, oltre all'elettrodo infusibile di tungsteno o sue leghe, sono: la pinza portaelettrodi, l'ugello in ceramica che emette il gas inerte protettivo e il cappellotto che chiude e protegge l'elettrodo. Il corpo della torcia è realizzato in materiale isolante, la sua punta è refrattaria e la saldatura TIG può essere manuale, semiautomatica o robotizzata.

Domande frequenti

  • Quali materiali posso saldare con una saldatrice TIG?
    La saldatura TIG è estremamente versatile e permette di unire una vasta gamma di metalli, inclusi acciaio inox, alluminio, magnesio, rame, nichel, titanio e loro leghe. È particolarmente indicata per spessori ridotti e per lavori che richiedono alta precisione e finitura estetica. Inoltre, grazie alla possibilità di utilizzare corrente alternata o continua, si adatta bene sia ai metalli ferrosi che a quelli non ferrosi, garantendo giunzioni pulite e resistenti anche su materiali difficili come l'alluminio.
  • Che differenza c'è tra corrente alternata e continua nella saldatura TIG?
    La scelta tra corrente alternata (AC) e continua (DC) dipende dal metallo da lavorare. La corrente continua è generalmente usata per saldare acciai inossidabili, acciai al carbonio e titanio, offrendo una penetrazione profonda e stabile. Al contrario, la corrente alternata è essenziale per saldare alluminio e magnesio, poiché aiuta a rompere lo strato di ossido superficiale (pulizia catodica) mentre fonde il metallo, assicurando una saldatura di qualità senza inclusioni di scorie.
  • È possibile usare la saldatrice TIG senza aggiungere materiale d'apporto?
    Sì, questa tecnica è definita saldatura autogena. Si realizza fondendo direttamente i bordi dei due pezzi metallici da unire, senza l'ausilio di una bacchetta aggiuntiva. È ideale per spessori sottili e per realizzare giunzioni invisibili o molto fini, mantenendo le dimensioni originali del pezzo. Richiede però grande abilità manuale per controllare il bagno di fusione ed evitare buchi o deformazioni termiche.
  • Quale gas inerte devo scegliere: argon o elio?
    L'argon è il gas più comune ed economico, ottimo per la maggior parte delle applicazioni su acciaio e alluminio, garantendo un arco stabile. L'elio, invece, offre una maggiore penetrazione e velocità di saldatura, ma è più costoso e rende l'arco meno stabile se usato da solo. Spesso si utilizzano miscele di argon ed elio per bilanciare costi, stabilità dell'arco e profondità di fusione, specialmente su spessori medio-grossi o alluminio.
  • Come funziona la torcia TIG e quali sono le sue parti principali?
    La torcia TIG contiene un elettrodo di tungsteno infusibile che genera l'arco elettrico. Intorno ad esso scorre il gas inerte (argon/elio) attraverso un ugello in ceramica per proteggere il bagno di fusione dall'ossigeno atmosferico. Include anche una pinza per fissare l'elettrodo e un cappellotto protettivo. Il corpo è isolante e la punta refrattaria resiste alle alte temperature. Esistono versioni manuali, semiautomatiche e robotizzate per diverse esigenze produttive.

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