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Saldatura ad arco

Aggiornato il 14 marzo 20163 capitoli5 domande frequenti
Saldatura ad arco elettrico

Caratteristiche generali della saldatura ad arco elettrico

La saldatura ad arco si effettua con una temperatura elevata, minimo 3.000°C, e consente di fondere metalli ferrosi e collegarli con altri simili. L'arco elettrico è realizzato con il passaggio di corrente tra i due pezzi da unire e l'elettrodo, cioè una barretta metallica rivestita, con un'estremità nuda di 1,5 cm. Per operazioni comuni si utilizza il rivestimento rutilico mentre per lavori su parti che devono avere resistenza meccanica si usa quello basico. Questo tipo di saldatura è impiegato per assemblare pezzi metallici di grandi dimensioni o con spessore superiore a 1,5 cm, nella ferramenta e nella lavorazione del ferro battuto. Il costo è ridotto, la saldatura è assai resistente, permette di unire parti in acciaio dolce, inossidabile e ghisa. La saldatrice è un trasformatore elettrico alimentato con tensione da 220 a 380 V e genera intensità di corrente fino a 200 A.

Operazioni preliminari e fase iniziale della saldatura

La saldatrice è composta da: cavo di alimentazione, maniglia per il trasporto, tasto di accensione/spegnimento, regolatore di intensità, pinza di massa e pinza porta-elettrodo. Prima di saldare occorre pulire bene i pezzi con una spazzola metallica. I pezzi vanno tenuti bloccati con una pinza a morsa e bisogna indossare i guanti, il camice ignifugo o altro indumento da lavoro specifico e la maschera di protezione. Il diametro dell'elettrodo, da 1,6 a 4 mm, dipende dal materiale da saldare e dal suo spessore. L'estremità nuda dell'elettrodo va posta nella pinza porta-elettrodo. La saldatrice va collegata ad una presa di terra e la pinza di massa su uno dei due pezzi da saldare. Quindi si strofina la punta dell'elettrodo sul materiale per produrre l'arco il quale provocherà delle scintille.

Corretta tecnica di esecuzione della saldatura ad arco

Con l'arco elettrico acceso occorre portare l'elettrodo fino a circa 2-3 mm dal pezzo. Durante la saldatura ad arco la distanza deve rimanere costante e dovrebbe essere equivalente al diametro dell'elettrodo che sarà tenuto con un'angolazione di 60°. La larghezza del cordone di saldatura sarà pari a 1,5-2 volte il diametro dell'elettrodo. Dopo aver fatto raffreddare il punto di unione, il cordone va picchiettato e spazzolato per rimuovere le scorie e levigato con una smerigliatrice angolare. L'unione di parti ad angolo richiede prima di eseguire qualche semplice punto di saldatura per tenere fermi in posizione i due pezzi. Non bisogna mai guardare direttamente l'arco senza protezione per gli occhi né toccare i materiali appena dopo la saldatura.

Domande frequenti

  • Quali sono i dispositivi di sicurezza indispensabili per la saldatura ad arco?
    La sicurezza è prioritaria durante la saldatura ad arco. È obbligatorio indossare una maschera di protezione specifica per schermare gli occhi dalla luce intensa dell'arco e dalle radiazioni UV. Inoltre, bisogna utilizzare guanti resistenti al calore e al fuoco, un camice ignifugo o abbigliamento da lavoro adatto per proteggere la pelle dalle scintille e dai raggi infrarossi. Non dimenticare di lavorare in un'area ben ventilata per evitare l'inalazione di fumi metallici e di assicurarti che la saldatrice sia correttamente collegata alla messa di terra per prevenire shock elettrici.
  • Come scegliere il diametro corretto dell'elettrodo in base allo spessore del metallo?
    Il diametro dell'elettrodo varia solitamente da 1,6 a 4 mm e deve essere selezionato in base allo spessore del materiale da unire. Regola generale: per lamiere sottili (sotto i 3 mm) si usano elettrodi più piccoli (1,6-2 mm); per spessori medi (3-6 mm) si opta per elettrodi da 2,5-3 mm; per materiali spessi (oltre 6 mm) si utilizzano elettrodi da 3,25-4 mm. Una scelta errata può causare buchi nel materiale sottile o una penetrazione insufficiente nei metalli spessi. Consultare sempre le schede tecniche del produttore per indicazioni precise.
  • Qual è la differenza tra rivestimento rutilico e basico degli elettrodi?
    La scelta del rivestimento influisce sulla qualità e sull'uso finale della saldatura. Gli elettrodi con rivestimento rutilico sono ideali per lavori comuni, offrono un arco stabile, facilitano la rimozione delle scorie e producono cordoni estetici; sono perfetti per giunzioni non strutturali o riparazioni generiche. Al contrario, quelli con rivestimento basico garantiscono una maggiore resistenza meccanica e tenacità del giunto, rendendoli essenziali per strutture portanti, carichi pesanti o materiali soggetti a vibrazioni. Richiedono però una tecnica più abile e un arco meno stabile.
  • Quale è la corretta distanza e angolazione dell'elettrodo rispetto al pezzo?
    Una volta acceso l'arco, la punta dell'elettrodo deve mantenere una distanza costante di circa 2-3 mm dal pezzo da saldare, approssimativamente uguale al diametro dell'elettrodo stesso. Mantenere questa distanza è cruciale: se troppo vicino si rischia di attaccare l'elettrodo al metallo, se troppo lontano l'arco si spegne. L'elettrodo va tenuto inclinato di circa 60 gradi rispetto alla superficie di lavoro. Questa angolazione favorisce la penetrazione del metallo fuso e il controllo del bagno di fusione, garantendo un cordone uniforme e privo di difetti.
  • Come preparare i pezzi metallici prima di iniziare la saldatura?
    La preparazione è fondamentale per una saldatura resistente. Innanzitutto, pulisci accuratamente le superfici da unire utilizzando una spazzola metallica per rimuovere ruggine, vernice, grasso e impurità che potrebbero compromettere la fusione. Blocca i pezzi fermamente con una morsa o pinze per evitare movimenti durante il processo. Collega la pinza di massa direttamente su uno dei due pezzi da saldare, preferibilmente vicino alla zona di lavoro, per garantire un circuito elettrico efficace. Assicurati anche che la saldatrice sia impostata sull'intensità di corrente corretta per lo spessore e il tipo di elettrodo scelto.

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