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Piccone

Aggiornato il 04 febbraio 20166 capitoli4 domande frequenti
Esempio di piccone

Conosciamo meglio il piccone

Il piccone è un attrezzo ad esclusivo uso manuale, utilizzato soprattutto in agricoltura e nel giardinaggio con lo scopo di spezzare i terreni molto duri e le rocce. È formato sostanzialmente da due parti: il manico e la punta. Il manico viene sempre realizzato in legno, scegliendo tra Quercia, Ciliegio, Bosso o Gaggia. Esso viene lavorato fino a diventare liscio al tatto, in modo da non danneggiare le mani dell’utilizzatore. La punta, invece, è una sorta di triangolo d’acciaio leggermente ricurvo. Essa termina da una parte con una punta vera e propria, mentre l’altra estremità è a taglio. Al centro del triangolo viene ricavato un foro ovale, nel quale poi verrà incastrato il manico. Si tratta di un attrezzo abbastanza pesante da sollevare e quindi richiede una certa forza nelle braccia. In concomitanza a ciò, per usarlo è necessario alzarlo oltre le spalle fin dietro la testa e poi calarlo con forza in avanti fino a conficcarlo nel terreno. Questo implica che una ripetizione costante di tale movimento affatica notevolmente l’operaio.

Settori d’impiego del piccone

Come precedentemente accennato, il piccone nasce come strumento per l’agricoltura. Fin dall’antichità esso veniva impiegato per dissodare i terreni vergini o resi aridi dai periodi di siccità. Ancora oggi ha la stessa funzione, anche se i grandi proprietari terrieri lo hanno sostituito con l’aratro o la motozappa. Per piccoli appezzamenti, invece, il piccone si rivela ancora indispensabile. Dall’agricoltura al giardinaggio il passo fu breve: sradicare radici, togliere pietre e quant’altro, sono tutti compiti per i quali il piccone può essere utilizzato. Tuttavia vi sono anche altri campi che lo vedono protagonista. Stiamo parlando ad esempio dell’edilizia. Non è affatto raro, infatti, vedere nei cantieri un manovale con un piccone in mano. In questo caso viene impiegato per abbattere muri (portanti e non) e per creare scanalature nel cemento. Anche l’industria mineraria se ne serve, soprattutto nei punti in cui è possibile solo l’estrazione manuale del materiale. E per finire viene utilizzato nelle costruzioni stradali, dove l’impiego costante di un materiale duro come l’asfalto richiede un attrezzo in grado di scalfirlo.

La manutenzione del piccone

Come ogni attrezzo che viene acquistato, anche il piccone necessita di una seppur minima manutenzione, in modo da farlo durare nel tempo, ma soprattutto per garantire la sicurezza dell’utilizzatore. Considerando i forti urti a cui viene sottoposto, infatti, è molto facile che il piccone si danneggi. Bisognerà quindi intervenire di conseguenza. La prima parte che subirà dei danni è il manico. Nonostante vengano impiegati alberi robusti per costruirlo, si tratta pur sempre di legno, ovvero un materiale abbastanza deformabile. A seguito degli urti la superficie del manico potrà creparsi o scheggiarsi. Dato che durante l’utilizzo del piccone le mani dell’operaio non rimangono ferme in un unico punto, ma si muovono proprio a causa degli urti, sarà facile ferirsi con le schegge createsi. Oltre a ciò, la parte del manico che si incastra nella punta, grazie allo sfregamento di queste due parti, tende a consumarsi nel tempo e quindi a risultare instabile. In entrambi i casi il manico andrà sostituito. Per quanto riguarda il metallo, invece, potrebbe scheggiarsi, ma senza gravi danni. Sarà però opportuno tenere il piccone al coperto, per evitare che arrugginisca con le intemperie.

Il piccone da montagna

Un secondo tipo particolare di piccone è quello da montagna, conosciuto anche con il nome di piccozza. Questo attrezzo viene utilizzato in campo alpinistico e permette di assicurarsi a neve o ghiaccio procedendo nell’arrampicata. Per forma e dimensioni ricorda molto un piccone da geologo, con l’unica differenza che all’estremità inferiore del manico è agganciata una punta molto affilata. Presenta inoltre un piccolo laccio che, avvolto attorno al polso, permette di mollare la presa sul piccone in qualsiasi momento, senza per questo perdere l’attrezzo. Alcuni modelli specifici solo per ghiaccio, presentano un manico curvo anziché diritto, in modo da favorire l’aderenza alla superficie. In entrambi i casi, trattandosi di picconi professionali, il prezzo d’acquisto è abbastanza alto (all’incirca 200 euro). Considerata la funzione spesso salvavita che svolgono, però, sarà meglio acquistare un prodotto nuovo piuttosto che uno usato.

Il piccone per un adolescente

E per finire una piccola curiosità. Se chiedete ad un’adolescente cosa sia un piccone, molto probabilmente non avrà idea che si tratti di un attrezzo da lavoro attualmente in uso. Per lui il piccone è solamente uno strumento fondamentale di Minecraft, un videogioco molto in voga al momento. Anche se lui non sa che gli stessi principi si applicano alla realtà, vi dirà che il piccone gli serve per estrarre i minerali di cui ha bisogno per giocare. Vi spiegherà che il carbone può essere estratto con ogni tipo di piccone, mentre per l’oro sarà necessario un piccone di ferro. Infine vi dirà che per costruirlo sono necessarie due stecche di legno e tre lingotti di ferro (o tre blocchi di pietra, nel caso si voglia realizzare un piccone in pietra). Questa modalità di fabbricazione gli sarà molto utile, perché nel gioco il piccone è soggetto a frequenti rotture e quindi deve essere ricreato spesso.

Domande frequenti

  • Quali sono le differenze principali tra il piccone classico e quello da geologo?
    La distinzione principale risiede nelle dimensioni e nella costruzione. Il piccone classico, tipico del giardinaggio e dell'agricoltura, presenta un manico separato (solitamente in legno come quercia o ciliegio) inserito in una testa metallica triangolare; è progettato per resistere a colpi potenti su terreni duri. Il piccone da geologo, invece, è più compatto (circa 60 cm) e leggero (sotto i 2 kg), ed è spesso realizzato in un'unica fusione d'acciaio con manico rivestito in gomma antiscivolo. Quest'ultimo offre maggiore precisione e aderenza per operazioni delicate come lo scavo di fossili o la rimozione di radici in spazi ristretti.
  • Come devo mantenere il piccone per evitare che si rompa o arrugginisca?
    La manutenzione è cruciale per la sicurezza e la durata. Controlla regolarmente il manico in legno: gli urti possono causare crepe o schegge pericolose per le mani. Inoltre, verifica che l'inserimento della testa nel manico sia stabile; se lo sfregamento ha consumato il legno rendendolo instabile, sostituisci immediatamente il manico. Per la parte metallica, evita che arrugginisca tenendo l'attrezzo al riparo dalle intemperie quando non in uso. Eventuali piccole scheggature sull'acciaio sono gestibili, ma la stabilità del manico è prioritaria per prevenire incidenti durante l'uso.
  • Posso usare il piccone per lavori di edilizia come abbattere muri?
    Sì, il piccone è effettivamente utilizzato in edilizia, specialmente per interventi manuali mirati. Manovali e tecnici lo impiegano per scalfire l'asfalto, creare scanalature nel cemento o demolire muri non portanti e strutture in muratura leggera. Tuttavia, va ricordato che è un attrezzo pesante che richiede forza fisica notevole e una tecnica corretta: bisogna sollevarlo sopra la testa e colpire con decisione. Per lavori strutturali complessi o demolizioni totali, è preferibile affidarsi a macchinari meccanici per motivi di sicurezza ed efficienza.
  • Cos'è la piccozza e in cosa differisce dal piccone da lavoro?
    La piccozza, nota anche come piccone da montagna, è uno strumento specifico per l'alpinismo e l'arrampicata su neve o ghiaccio. A differenza del piccone da lavoro, presenta una punta inferiore estremamente affilata per penetrare il ghiaccio e un laccio al polso che permette di rilasciare l'attrezzo senza lasciarlo cadere. Alcuni modelli hanno il manico curvo per migliorare l'aderenza. Essendo un equipaggiamento salvavita professionale, il suo costo è elevato (circa 200 euro) e si consiglia l'acquisto di prodotti nuovi certificati, mai usati, per garantire la massima affidabilità in condizioni estreme.

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