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Vanga

Aggiornato il 13 aprile 20176 capitoli5 domande frequenti
Vanga con lama a scudo

La Vanga

La vanga è uno degli attrezzi indispensabili per i lavori dell'orto e del giardino e abbiamo testimonianze antichissime del suo impiego in agricoltura fin dai tempi degli antichi Egizi e dei Sumeri. Il suo utilizzo è essenzialmente quello di dissodare il terreno, ovvero smuovere superficialmente la terra per rendere il terreno più morbido e leggero per mezzo di una lama collegata ad un'impugnatura (o manico). La vanga viene utilizzata per creare solchi (ad esempio per la coltivazione di patate) o per scavare buche, nonché (soprattutto impiegando la forca per vangatura) arieggiare terreni particolarmente compatti. Nell'orto, inoltre, l'operazione di vangatura spesso precede quella di concimazione, con l'interramento di sostanza organica e compost. Se nel passato si trovavano essenzialmente vanghe con lama in rame, oggi in commercio troviamo lame in leghe che le rendono più leggere e più resistenti anche agli agenti atmosferici.

La struttura della Vanga

La vanga è costituita da una parte metallica, leggermente curvata, e da una parte in legno che ne costituisce il manico. La parte metallica è anche detta "lama". Esistono due tipi principali di vanghe: quella con la lama a scudo, a forma di cuore e con il manico lungo (chiamata anche vanga Celtica perché utilizzata in paesi quali la Scozia, il Galles, l'Irlanda e la Bretagna), e quella con la lama rettangolare e il manico più corto, con impugnatura a "T" o a "D". Quest'ultimo tipo di manico fa sì che la vanga sia più comoda soprattutto nei lavori di scavo. La vanga con la lama a scudo è più indicata per scavare buche e solchi, mentre per vangare con precisione è più indicata quella rettangolare. Il consiglio è quindi quello di utilizzare una vanga a lama rettangolare per rivoltare la terra in zolle, mentre quella a scudo per sminuzzare il terreno superficiale.

I materiali

Nella scelta di una Vanga è consigliabile soprattutto valutare la robustezza del legno del manico, la resistenza di fissaggio tra lama e manico e lo spessore della lama. Bisogna infatti tener conto che il manico è continuamente sollecitato durante le operazioni di vangatura ed è facile che si spezzi. In commercio si trovano soprattutto manici in legno di faggio, di frassino o di pioppo. Per quanto riguarda la lama, perché possa penetrare a fondo nel terreno, essa dovrebbe avere una lunghezza tra i 25 e i 30 centimetri. Esistono inoltre vanghe costituite interamente da metallo, particolarmente resistenti anche per terreni duri e compatti, ma che le rendono più pesanti. In molte vanghe è presente una staffa sopra l'attacco con il manico, sulla parte destra, sulla quale si appoggia il piede per imprimere la forza necessaria per far penetrare la Vanga nel terreno.

L'utilizzo della Vanga

La Vanga si utilizza spingendola nel terreno per circa 15-20 centimetri con la forza del piede. È quindi da considerarsi una leva di primo genere, dove il fulcro è rappresentato dal punto in cui il manico si collega alla parte metallica e la resistenza è la zolla di terra da muovere. Importante è utilizzare la vanga in modo che la schiena non stia troppo curva. Molto utile in questo senso la Vanga con lo staffale, introdotto nel dopoguerra per agevolarne l'utilizzo. Si tratta di un poggiapiede che permette di salire sulla vanga e farla penetrare nel terreno utilizzando il proprio peso, riducendo così la fatica fisica. Da considerare che più grande sarà la superficie della lama, più veloce sarà il lavoro di dissodamento, tenendo anche conto, però, del maggior sforzo fisico che andrà fatto utilizzando una Vanga di dimensioni maggiori.

Un particolare tipo di Vanga: la forca da vangatura

Una tipologia particolare di Vanga è quella chiamata vanga-forca o forca da vangatura. Si tratta di un attrezzo di solito a quattro rebbi dritti, molto utile quando si deve lavorare un terreno dove sono presenti molte erbacce dalle radici striscianti, come la gramigna o il convolvolo. La forca da vangatura in questi casi riesce a strappare facilmente dal terreno le lunghe radici. Questo tipo di vanga di solito ha il manico in legno con l'impugnatura a "T", per imprimere una maggior forza di penetrazione sui rebbi. La vanga-forca è molto utile anche per aerare il terreno. Ciò è consigliabile soprattutto quando il tempo è troppo asciutto o per terreni rimasti incolti molto a lungo. In questi casi i rebbi verrano fatti penetrare nel terreno in modo da imprimere dei fori nella terra e permetterne quindi l'aerazione.

Dove si acquistano e quanto costano

La vanga può essere acquistata nei punti vendita che trattano prodotti agricoli e di giardinaggio o orticoltura. I prezzi di una vanga si differenziano soprattutto per quanto riguarda i materiali e le tipologie. Una vanga con una lama in acciaio inossidabile, seppur ottima, sarà più costosa, così come una con il manico in legno di tasso. In commercio si trovano anche vanghe completamente in metallo, più pesanti ma più resistenti, soprattutto per essere utilizzate su terreni pesanti e compatti. Inoltre sono disponibili vanghe con manici telescopici allungabili, ma il consiglio è quello di valutare in ogni caso con la massima accuratezza la robustezza del manico, dato che si tratta della parte che viene maggiormente sollecitata nel suo utilizzo. A seconda del modello e dei materiali, troviamo quindi prezzi che oscillano anche di parecchio: da una quindicina di euro fino ad arrivare ai cento euro.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra una vanga classica e una forca da vangatura?
    La vanga classica possiede una lama piena, ideale per scavare buche, creare solchi e rivoltare le zolle di terra in modo compatto. Al contrario, la forca da vangatura presenta rebbi dritti, solitamente quattro, che permettono di arieggiare il terreno senza distruggerne la struttura e di eliminare efficacemente le radici profonde delle infestanti striscianti, come la gramigna. Mentre la vanga lavora la terra in profondità per prepararla alla semina, la forca è preferibile per il mantenimento, l’ossigenazione del suolo compatto o la rimozione selettiva di piante infestanti radicate.
  • Come scegliere il materiale giusto per il manico della vanga?
    Il manico è la parte più sollecitata e soggetta a rottura; per questo motivo è fondamentale valutarne la robustezza. Le opzioni migliori sono il legno di faggio, frassino o pioppo, noti per la loro elasticità e resistenza agli urti. Evita manici di bassa qualità che potrebbero spezzarsi sotto sforzo. Esistono anche modelli completamente metallici, estremamente resistenti per terreni difficili, ma sono significativamente più pesanti e affaticano di più l’operatore. Assicurati sempre che il fissaggio tra lama e manico sia solido per prevenire cedimenti durante l'uso.
  • A cosa serve lo staffale sulla vanga e come migliora l’utilizzo?
    Lo staffale è un poggiapiede situato sopra l’attacco tra lama e manico, introdotto per ridurre la fatica fisica durante il lavoro. Grazie allo staffale, puoi appoggiarvi con il piede per imprimere la forza necessaria a far penetrare la lama nel terreno, sfruttando il tuo peso corporeo invece di fare affidamento esclusivamente sulla forza delle braccia e della schiena. Questa caratteristica rende la vanga molto più ergonomica, specialmente nelle operazioni di dissodamento profondo, proteggendo la colonna vertebrale da posture scorrette e dolorose.
  • Quanto costa una vanga e quali fattori influenzano il prezzo?
    I prezzi delle vanghe variano notevolmente, oscillando generalmente da circa 15 euro fino a superare i 100 euro. Il costo dipende principalmente dai materiali utilizzati: una lama in acciaio inossidabile di alta qualità o un manico in pregiato legno di tasso avranno un prezzo superiore rispetto alle versioni standard. Anche la presenza di manici telescopici regolabili o la costruzione interamente in metallo incidono sulla fascia di prezzo. Investire in un attrezzo di migliore qualità garantisce maggiore durata e facilità d'uso, ripagando l'esborso iniziale con una longevità superiore.
  • Quando è il momento giusto per effettuare la vangatura in orto?
    La vangatura è un'operazione preliminare fondamentale che precede solitamente la concimazione e la semina. Serve a smuovere superficialmente il terreno, rendendolo più morbido, leggero e aerato. È consigliabile eseguirla prima di interrare sostanza organica o compost, poiché il rivoltamento delle zolle permette di incorporare meglio i nutrienti. Attenzione a non eseguirla su terreni eccessivamente bagnati, per evitare di compattarli ulteriormente; il momento ideale è quando il terreno è lavorabile, né troppo secco né fangoso.

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