Calce spenta in polvere

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Calce spenta

La calce spenta, detta di-idrossido di calcio secondo la nomenclatura IUPAC, è un composto chimico utilizzato spesso nell'edilizia e nelle industrie.

di Redazione

27 settembre 2016

La differenziazione della calce spenta dalla calce viva

La calce spenta si differenzia dalla calce viva in quanto nella sua composizione figura un gruppo idrossile: per questo motivo prende anche il nome di calce idrata. La calce viva, al contrario, è sostanzialmente un ossido di calcio, ed è una sostanza igroscopica. La produzione della calce spenta avviene tramite l'idratazione a secco della calce viva: da questo processo deriva il suo nome alternativo. Al contrario, se si riscalda la calce spenta a 580°C si assiste alla decomposizione dell'idrossido di calcio in ossido di calcio e acqua. E' bene definire due soluzioni derivate dalla calce spenta: acqua di calce e latte di calce. La prima è una base molto forte, una soluzione acquosa satura allo 0,5% di idrossido di calcio, che reagisce violentemente con gli acidi e può attaccare alcuni metalli come l'alluminio o proteggerne altri (come ferro e acciaio) tramite la passivazione della loro superficie. Il latte di calce invece è una sospensione variamente utilizzata nei processi chimici, ed è composta da particelle di idrossido di calcio sospese in acqua.

Proprietà chimiche calce spenta

La calce spenta è relativamente solubile in acqua: la sua costante di solubilità è tale da permetterle di dissolversi parzialmente e rilasciare anioni idrossili nella soluzione. A temperatura ambiente la calce spenta si può dissolvere nell'acqua dando vita ad una soluzione alcalina con un pH pari a circa 12.4, che può causare severe bruciature chimiche. La solubilità della calce spenta dipende anche dal valore del pH: se tale valore è alto, in presenza di idrossidi alcalini (ad esempio di sodio o potassio), la solubilità diminuisce drasticamente. La struttura della calce spenta è di tipo polimerico, come quella di altri metalli alcalini, e ricorda quella dello ioduro di cadmio, ovvero ottaedra con il calcio al centro. Tra le varie particelle sussistono forti legami di idrogeno. In laboratorio viene preparata miscelando una soluzione acquosa a base di cloruro di calcio ed idrossido di sodio; la forma minerale della calce spenta, detta portlandite, è abbastanza rara e si può trovare in alcune rocce vulcaniche e metamorfiche.

Utilizzare calce spenta

Essendo una base forte, gli usi della calce spenta sono molteplici. Innanzitutto, il suo uso principale risiede nell'edilizia: la calce spenta viene usata come componente di intonaci, malte e stucchi, e prende il nome di grassello di calce. Nella pittura, la sua alcalinità ne consente un utilizzo come pigmento, denominato bianco di Firenze. Un utilizzo insolito è nella botanica: il suo pH è ottimo per migliorare il suolo acido, necessario per certe piante come le ortensie, delle quali intensifica il colore; inoltre è efficace per trattare le acque luride. Come reagente, la calce spenta è ampiamente usata in varie industrie, come nell'industria chimica per neutralizzare gli acidi e per creare stearato di calcio; negli impianti di raffinamento del petrolio per fabbricare additivi oleosi e produrre grassi solidi; nelle industrie alimentari per elaborare l'acqua nella preparazione di bibite gassate, preparare cibi trasformati ed eliminare la salamoia nella fabbricazione del sale alimentare.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza pratica tra calce viva e calce spenta?
    La distinzione fondamentale risiede nella composizione chimica e nella reattività. La calce viva è ossido di calcio (CaO), una sostanza altamente igroscopica che reagisce violentemente con l'acqua liberando calore. La calce spenta, o idrossido di calcio Ca(OH)₂, si ottiene proprio dall'idratazione della calce viva. Mentre la calce viva deve essere maneggiata con estrema cautela per il rischio di ustioni termiche e chimiche durante l'attivazione, la calce spenta è già stabilizzata. Tuttavia, rimane una base forte con un pH elevato (circa 12,4), capace di causare gravi bruciature cutanee e oculari, quindi richiede comunque protezioni adeguate durante l'uso edilizio o industriale.
  • Come si usa la calce spenta in giardino per correggere il terreno?
    In ambito horticolturale, la calce spenta è impiegata principalmente per innalzare il pH dei terreni eccessivamente acidi, rendendoli più adatti alla coltivazione. Un esempio classico è quello delle ortensie: applicando calce spenta nel terreno, si favorisce l'assorbimento di alluminio da parte della pianta, intensificando la colorazione blu dei fiori. È importante dosarla con precisione, poiché un'eccessiva alcalinizzazione può bloccare l'assorbimento di altri nutrienti essenziali. Si consiglia di effettuare prima un'analisi del suolo per determinare la quantità esatta necessaria a raggiungere il pH ottimale senza alterare negativamente la struttura biologica del terreno.
  • Cos'è il grassello di calce e perché è utile negli intonaci?
    Il grassello di calce è una pasta ottenuta dalla maturazione della calce spenta in acqua, ricca di idrossido di calcio. Nelle costruzioni, è un ingrediente prezioso per intonaci, malte e stucchi grazie alle sue proprietà plastificanti e alla capacità di respirare. A differenza delle malte cementizie rigide, quelle a base di grassello permettono ai muri di espandersi e contrarsi termicamente senza creparsi facilmente. Inoltre, la calce ha un effetto antibatterico naturale e favorisce la carbonatazione, un processo lento ma duraturo che rende l'intonaco sempre più duro e resistente nel tempo, preservando l'integrità degli edifici storici.
  • È sicuro usare la calce spenta in cucina o per trattare l'acqua?
    Sì, la calce spenta trova impiego nell'industria alimentare, ma solo in forme purificate e controllate. Viene utilizzata per trattare l'acqua destinata alla produzione di bibite gassate, per regolare l'acidità durante la trasformazione di certi alimenti e per eliminare la salamoia nella produzione del sale alimentare. Tuttavia, non va confusa con prodotti da banco generici. L'uso domestico diretto è sconsigliato senza specifiche indicazioni di purezza alimentare, dato che la calce tecnica può contenere impurità tossiche. Per trattamenti domestici dell'acqua o del cibo, è preferibile affidarsi a prodotti specifici certificati per l'uso alimentare.
  • Cosa sono l'acqua di calce e il latte di calce?
    Sono due preparazioni diverse della calce spenta in acqua. L'acqua di calce è una soluzione acquosa satura, limpida e trasparente, contenente circa lo 0,5% di idrossido di calcio disciolto. Essendo una base forte, è corrosiva e reagisce violentemente con gli acidi. Il latte di calce, invece, è una sospensione torbida e opaca, costituita da particelle solide di idrossido di calcio non disciolte disperse in acqua. Viene usato industrialmente nei processi chimici, nel trattamento delle acque reflue e talvolta come vernice bianca economica. Entrambi i prodotti richiedono precauzioni per via della loro elevata alcalinità.