Calce spenta

La differenziazione della calce spenta dalla calce viva

La calce spenta si differenzia dalla calce viva in quanto nella sua composizione figura un gruppo idrossile: per questo motivo prende anche il nome di calce idrata. La calce viva, al contrario, è sostanzialmente un ossido di calcio, ed è una sostanza igroscopica. La produzione della calce spenta avviene tramite l'idratazione a secco della calce viva: da questo processo deriva il suo nome alternativo. Al contrario, se si riscalda la calce spenta a 580°C si assiste alla decomposizione dell'idrossido di calcio in ossido di calcio e acqua. E' bene definire due soluzioni derivate dalla calce spenta: acqua di calce e latte di calce. La prima è una base molto forte, una soluzione acquosa satura allo 0,5% di idrossido di calcio, che reagisce violentemente con gli acidi e può attaccare alcuni metalli come l'alluminio o proteggerne altri (come ferro e acciaio) tramite la passivazione della loro superficie. Il latte di calce invece è una sospensione variamente utilizzata nei processi chimici, ed è composta da particelle di idrossido di calcio sospese in acqua.
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Proprietà chimiche calce spenta

proprietà calce spenta La calce spenta è relativamente solubile in acqua: la sua costante di solubilità è tale da permetterle di dissolversi parzialmente e rilasciare anioni idrossili nella soluzione.

A temperatura ambiente la calce spenta si può dissolvere nell'acqua dando vita ad una soluzione alcalina con un pH pari a circa 12.4, che può causare severe bruciature chimiche. La solubilità della calce spenta dipende anche dal valore del pH: se tale valore è alto, in presenza di idrossidi alcalini (ad esempio di sodio o potassio), la solubilità diminuisce drasticamente.

La struttura della calce spenta è di tipo polimerico, come quella di altri metalli alcalini, e ricorda quella dello ioduro di cadmio, ovvero ottaedra con il calcio al centro. Tra le varie particelle sussistono forti legami di idrogeno. In laboratorio viene preparata miscelando una soluzione acquosa a base di cloruro di calcio ed idrossido di sodio; la forma minerale della calce spenta, detta portlandite, è abbastanza rara e si può trovare in alcune rocce vulcaniche e metamorfiche.

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Calce spenta: Utilizzare calce spenta

Utilizzare calce spenta Essendo una base forte, gli usi della calce spenta sono molteplici. Innanzitutto, il suo uso principale risiede nell'edilizia: la calce spenta viene usata come componente di intonaci, malte e stucchi, e prende il nome di grassello di calce. Nella pittura, la sua alcalinità ne consente un utilizzo come pigmento, denominato bianco di Firenze.

Un utilizzo insolito è nella botanica: il suo pH è ottimo per migliorare il suolo acido, necessario per certe piante come le ortensie, delle quali intensifica il colore; inoltre è efficace per trattare le acque luride.

Come reagente, la calce spenta è ampiamente usata in varie industrie, come nell'industria chimica per neutralizzare gli acidi e per creare stearato di calcio; negli impianti di raffinamento del petrolio per fabbricare additivi oleosi e produrre grassi solidi; nelle industrie alimentari per elaborare l'acqua nella preparazione di bibite gassate, preparare cibi trasformati ed eliminare la salamoia nella fabbricazione del sale alimentare.



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