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Composizione calcestruzzo

Aggiornato il 27 settembre 20163 capitoli5 domande frequenti
getto calcestruzzo

La composizione calcestruzzo

Nella composizione del calcestruzzo troviamo svariati materiali: innanzitutto, vi è un legante, ovvero una sostanza che con il tempo dà vita ad un processo di irrigidimento ottenendo un’alta resistenza meccanica. I leganti usati nella composizione del calcestruzzo sono definiti sostanze cementanti, e possono essere di due tipi: aerei, che fanno presa con l’acqua e si induriscono con l’aria, come la calce, il gesso ed il cemento magnesiaco; idraulici, che fanno presa ed induriscono solo con l’acqua, come la calce idraulica ed il cemento. Tra i componenti fondamentali del cls vi sono anche gli aggregati fini e grossi, ovvero sabbia e ghiaia, che servono a conferire solidità; oltre ad essi vi può essere l’aggiunta di additivi o minerali per dare alla miscela finale caratteristiche utili allo scopo per il quale il calcestruzzo è stato designato, andando ad influenzarne sia le caratteristiche fisiche e chimiche, sia le prestazioni del conglomerato sia indurito che fresco.

Le varie fasi di realizzazione del calcestruzzo

La produzione del cls avviene tramite un processo con impianti industrializzati fissi o nei cantieri. La composizione del calcestruzzo viene studiata con il mix design da parte del produttore per rispettare le prescrizioni del progettista, tenendo conto di variabili come la resistenza meccanica, le esigenze esecutive e i materiali disponibili. Il calcestruzzo fresco viene trasportato su delle autobetoniere: una volta in cantiere, il calcestruzzo va gettato nelle apposite casseforme per conferire una forma alla miscela, creando così gli elementi strutturali a cui si vuole dare vita. Prima di procedere al getto bisogna rispettare alcuni accorgimenti, come la bagnatura delle superfici della cassaforma o l’esecuzione con temperature atmosferiche adeguate.Nella cassaforma il calcestruzzo va vibrato evitando dei macrodifetti e cavità all’interno del manufatti: la matrice cementizia viene resa meno permeabile e di conseguenza più durabile.Infine, il calcestruzzo viene sottoposto ad un processo di maturazione con una serie di reazioni chimiche e fisiche che avvengono durante l’idratazione del cemento: l’acqua trasforma i granelli di cementi in cristalli che induriscono la miscela.

Differenti tipologie di calcestruzzo

La composizione del calcestruzzo non è l’unico fattore che ne determina una differenziazione: il cls è spesso classificato anche per peso specifico e struttura. Per quanto riguarda il peso specifico, ad esempio, è suddiviso in calcestruzzo leggero, normale o pesante a seconda della massa volumica ottenuta dopo l’essiccamento in stufa. A riguardo della struttura, invece, il calcestruzzo indurito si classifica in calcestruzzo con struttura aperta o porosa, caratterizzato dall’assenza della frazione fine, oppure calcestruzzo a struttura chiusa o densa, che presenta al contrario una curva granulometrica completa ed inoltre piccole cavità tra i grani del suo aggregato. Infine, a seconda della composizione del calcestruzzo, troviamo diverse tipologie con caratteristiche e funzionalità differenti: tra di essi nominiamo il calcestruzzo ciclopico, ad alta resistenza, ad alte prestazioni, autocompattante, fibrorinforzato o alleggerito con polistirolo. Ogni tipologia di conglomerato differisce dalle altre anche solo per una percentuale differente nella composizione del calcestruzzo.

Domande frequenti

  • Quali sono i componenti principali del calcestruzzo?
    Il calcestruzzo è un materiale composito formato principalmente da un legante cementizio, aggregati e acqua. Il legante, solitamente cemento Portland, agisce come collante indurendo grazie all'idratazione. Gli aggregati si dividono in fini (sabbia) e grossi (ghiaia o pietrisco) e forniscono volume e stabilità strutturale. L'acqua è fondamentale per attivare le reazioni chimiche del cemento. Inoltre, possono essere aggiunti additivi chimici o minerali per modificare le proprietà della miscela, migliorandone la lavorabilità, la resistenza o la durata nel tempo.
  • Come si distingue il calcestruzzo leggero da quello normale?
    La differenza principale risiede nel peso specifico (massa volumica) ottenuto dopo l'essiccazione. Il calcestruzzo normale utilizza aggregati standard come sabbia e ghiaia naturale. Quello leggero impiega aggregati porosi o espansi (come argilla espansa, perlite o polistirolo) che riducono significativamente il peso totale della struttura. Questa caratteristica lo rende ideale per interventi di isolamento termico, riduzione del carico sulle fondazioni o ristrutturazioni dove il peso eccessivo è un vincolo strutturale.
  • Perché è importante vibrare il calcestruzzo durante il getto?
    La vibrazione è una fase cruciale perché elimina le bolle d'aria intrappolate nella miscela fresca e garantisce che il materiale riempia completamente ogni angolo della cassaforma. Senza questa operazione, si creerebbero cavità o 'nidi di ghiaia', punti deboli che compromettono la resistenza meccanica e aumentano la permeabilità dell'acqua. Un corretto vibrato compatta la matrice cementizia, rendendo il manufatto finale più denso, omogeneo, impermeabile e durevole nel tempo.
  • Cosa si intende per mix design del calcestruzzo?
    Il mix design è il progetto della ricetta del calcestruzzo, elaborato dal produttore per soddisfare specifiche tecniche richieste dal progettista. Non esiste una formula unica: la composizione varia in base alla resistenza meccanica desiderata, alle condizioni ambientali, alla lavorabilità necessaria in cantiere e ai materiali disponibili localmente. Attraverso calcoli precisi, si determinano le quantità ottimali di cemento, acqua, aggregati e eventuali additivi per ottenere le prestazioni strutturali previste senza sprechi.
  • Che ruolo hanno gli additivi nella composizione del calcestruzzo?
    Gli additivi sono sostanze chimiche o minerali aggiunte in piccole percentuali per modificare le proprietà del calcestruzzo fresco o indurito. Possono accelerare o ritardare la presa, migliorare la lavorabilità senza aggiungere acqua (riduttori di acqua), aumentare la resistenza finale, introdurre aria per resistere al gelo o rendere il conglomerato autocompattante. La scelta degli additivi dipende dagli obiettivi specifici del lavoro, permettendo di personalizzare il materiale per esigenze costruttive particolari.

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