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Edera

Aggiornato il 30 maggio 20176 capitoli5 domande frequenti
Edera a foglie variegate

Annaffiare l'edera

L'edera è una pianta abituata a svilupparsi in terreni di ogni tipo; questo porta l'edera ad essere presente in ogni zona, sia in condizioni di siccità, sia in terreni leggermente umidi. In linea generale tende a prediligere gli ambienti privi di eccessi di acqua, cosa che ne permette uno sviluppo armonioso e piacevole. Se si coltiva l'edera in vaso è importante, durante i mesi caldi, evitare di lasciarla all'asciutto per lunghi periodi di tempo. Le annaffiature, da aprile a ottobre, devono essere fornite ogni volta in cui il terreno appare secco. Durante i mesi autunnali e invernali non è invece necessario intervenire con alcun tipo di annaffiatura. Per gli esemplari coltivati in piena terra invece spesso le annaffiature sono superflue, se non in caso di primavere o estati particolarmente siccitose. Le piante coltivate in appartamento si annaffiano nel corso di tutto l'anno, attendendo sempre che il terreno asciughi perfettamente tra due annaffiature.

La coltivazione dell'edera

Le piante di edera sono considerate molto facili da coltivare, in quanto sono molto robuste e resistenti. Formano fusti volubili ma robusti, in grado di sviluppare piccole radici, che permettono alla pianta di abbarbicarsi ovunque. Sono infatti molto note le abitazioni totalmente ricoperte di edera. Si tratta di una pianta che possiamo considerare ubiquitaria, visto che se ne trovano esemplari in tutto il pianeta. Alle nostre latitudini si coltiva di preferenza Hedera helix, una specie disponibile in diverse varietà, adatte alla vita all'aperto, così come a quella in appartamento. Le foglie dell'edera mostrano un marcato dimorfismo: quelle che rimangono all'ombra tendono ad avere una caratteristica forma lobata; le foglie esposte alla luce solare diretta invece hanno forma più tondeggiante, con i lobi appena abbozzati. Lo stesso avviene per le foglie dei rami che portano fiori, si tratta di piccoli boccioli riuniti in infiorescenze, di colore bianco o verdino, che sbocciano in primavera o in estate da piante che abbiano almeno 10 anni di età.

La concimazione

L'edera è una pianta resistente e robusta, che si sviluppa senza problemi anche in terreni sassosi, poveri di materia organica. Se si vuole un rampicante robusto e in pieno vigore allora conviene fornire del concime, nel periodo tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera. Per le piante di edera coltivate in piena terra è sufficiente fornire del fertilizzante in granuli a lento rilascio, da cospargere ai piedi degli esemplari di edera, alla base dei rami. Le piante di edera coltivate in vaso dovranno invece essere fertilizzate con concimi da mescolare all'acqua delle annaffiature, da fornire da maggio fino a settembre, circa una volta al mese. Questi esemplari dovranno anche essere rinvasati, almeno una volta ogni due anni, sostituendo totalmente il terriccio presente nel vaso. Si deve ricordare che l'edera è una pianta a sviluppo rapido; se si intende contenerne l'esuberanza è opportuno evitare di rinvasarla troppo spesso.

Esposizione, parassiti e malattie

L'edera viene spesso scelta per ricoprire il terreno, o altre superfici, in zone con scarsa illuminazione. Questo perché le piante di questo genere possono sopravvivere praticamente in qualsiasi situazione. Conviene comunque posizionare gli esemplari di edera in zone dove possano ricevere almeno qualche ora di luce solare diretta, evitando di mantenerle per lunghi periodi nell'ombra più buia. La posizione ideale è a mezz'ombra, con almeno qualche ora di luce nelle ore più fresche della giornata. Se trovano una corretta umidità le piante di edera si sviluppano senza problemi anche in pieno sole, soprattutto le varietà con fogliame chiaro o screziato. Queste foglie possono anche perdere la loro colorazione caratteristica se posizionate in luoghi eccessivamente ombreggiati. L'edera difficilmente viene rovinata dai parassiti, anche se occasionalmente può essere attaccata da afidi e acari, conto cui si devono utilizzare appositi insetticidi o acaricidi. Spesso le piante con problematiche, che perdono le foglie o disseccano, soffrono a causa di un clima eccessivamente umido, o troppo secco.

Propagare l'edera

L'edera si propaga con grande facilità per talea; si procede a inizio primavera, prelevando dei tralci dalla pianta, scegliendo quelli terminali, che non portano radici avventizie sulla parte posteriore. Questi tralci vanno tagliati in porzioni di circa 10 centimetri, da inserire in un terriccio umido, costituito da sabbia e torba in parti uguali. Se si deve propagare una varietà con foglie molto grandi è opportuno tagliarle a metà, per evitare un'eccessiva traspirazione. Le talee devono essere posizionate in un luogo semi ombreggiato, dove ricevano solo la luce solare delle ore più fresche del giorno. Oltre a questo è di fondamentale importanza mantenerle umide; le annaffiature si intervallano maggiormente quando si notano i primi nuovi germogli, segno che le talee hanno attecchito. L'edera radica con grande facilità, volendo si possono far radicare le talee anche in acqua.

Uso in erboristeria

L'edera è una pianta endemica in Europa, presente anche nella farmacopea più antica. In erboristeria questa pianta è molto conosciuta, grazie alle sue proprietà espettoranti e antiinfiammatorie. Le foglie della pianta contengono saponine, flavonoidi e diversi principi attivi utili nella cura di alcune patologie. In erboristeria l'edera si utilizza come estratto secco, nella preparazione di sciroppi o di pomate per uso topico. L'uso di questa pianta è particolarmente efficace nei casi di tosse persistente, bronchite, catarro, sia per curare chi soffre di malattie temporanee, sia nel caso di tosse cronica, come ad esempio per i fumatori incalliti. Oltre a questo l'edera si utilizza anche in cosmesi, perché la quercetina contenuta in essa ha dato ottimi risultati contro la cellulite. Si preparano pomate e creme a base di edera, ma anche prodotti detergenti.

Domande frequenti

  • Come devo annaffiare l'edera in vaso rispetto a quella in piena terra?
    Per l'edera coltivata in vaso, specialmente nei mesi caldi da aprile a ottobre, è fondamentale non lasciare mai il terreno completamente asciutto per lunghi periodi; annaffia ogni volta che la superficie appare secca, facendo però attenzione a non creare ristagni idrici. In inverno, riduci drasticamente le irrigazioni, intervenendo solo se il substrato è estremamente arido. Al contrario, l'edera in piena terra richiede quasi sempre solo le piogge naturali, poiché le sue radici profonde raggiungono l'umidità del sottosuolo; interviene con acqua solo durante ondate di calore eccezionali o prolungate siccità primaverili/estive.
  • Qual è il momento migliore per concimare l'edera e che tipo di fertilizzante usare?
    La concimazione principale va effettuata alla fine dell'inverno o all'inizio della primavera, quando la pianta riprende il suo vigoroso sviluppo vegetativo. Per le piante in piena terra, è sufficiente spargere ai piedi del fusto dei granuli a lento rilascio, che nutriranno la pianta gradualmente per tutta la stagione. Per le piante in vaso, invece, usa concimi liquidi da miscelare all'acqua delle annaffiature, somministrandoli mensilmente da maggio a settembre. Evita di concimare in inverno per non stimolare crescita prematura sensibile al freddo.
  • L'edera tollera l'ombra o ha bisogno di sole diretto?
    L'edera è una pianta molto adattabile che cresce bene anche in zone d'ombra, ma la sua bellezza ottimale si raggiunge a mezz'ombra, con alcune ore di luce solare diretta, preferibilmente nelle ore più fresche. In pieno sole, le varietà dal fogliame chiaro o screziato prosperano purché il terreno mantenga un'adeguata umidità. Attenzione: se tenuta troppo a lungo in ombra fitta, le foglie potrebbero perdere le loro variazioni cromatiche caratteristiche, apparendo tutte verdi uniformi. Una corretta esposizione garantisce inoltre una maggiore resistenza a funghi e parassiti.
  • Come si moltiplica l'edera facilmente tramite talea?
    Il metodo più semplice è la talea, da eseguire a inizio primavera. Preleva tralci terminali sani di circa 10 cm, assicurandoti che non abbiano radici avventizie già formate. Taglia eventuali foglie grandi a metà per ridurre la traspirazione. Inserisci le talee in un mix uguale di sabbia e torba mantenuto costantemente umido, oppure mettile direttamente in acqua. Posizionale in un luogo semi-ombreggiato e fresco. Quando noterai la comparsa di nuovi germogli, significa che le radici si sono formate e potrai procedere al trapianto definitivo.
  • Quali sono le principali minacce per la salute dell'edera e come riconoscerle?
    L'edera è generalmente robusta, ma può subire attacchi da afidi e acari ragnetto, specialmente in ambienti secchi e poco ventilati. Il sintomo principale è l'ingiallimento, l'accartocciamento o la caduta prematura delle foglie. Tuttavia, il problema più comune non è biologico ma ambientale: un clima eccessivamente umido favorisce muffe e marciumi radicali, mentre un'aria troppo secca stressa la pianta. Controlla regolarmente il fogliame e, in caso di infestazione, utilizza specifici insetticidi o acaricidi sistemici. Migliora la circolazione dell'aria per prevenire questi disturbi.

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