Coltura della Fenestraria
Questa diffusissima pianta grassa trae la sua origine esclusivamente dal continente africano e viene apprezzata per il caratteristico fogliame dalle forme oblunghe e per le ampie infiorescenze dalle tinte immacolate e gialline. Deve il suo nome al fatto che la sommità delle sue foglie si presenta trasparente per permettere il passaggio in profondità degli irraggiamenti solari. Tipica pianta da abitazione, abbisognerà in tutti i casi di un habitat luminoso e pienamente soleggiato, almeno per parte della giornata, e prediligerà un terreno soffice, composto in larga parte di materiali sabbiosi e perfettamente drenato. Con l'arrivo dei primi tepori, la Fenestraria andrà periodicamente sottoposta ad operazione di rinvaso, al fine di assecondare il continuo ed impetuoso sviluppo della pianta.
Annaffiamento e fertilizzazione della Fenestraria
La Fenestraria non richiede eccessive bagnature e dovrà, in genere, essere annaffiata soltanto qualora il terreno si mostri del tutto asciugato o disseccato. Nello specifico, andrà bagnata con misura e parsimonia nella stagione calda e poi in quella autunnale, coincidente con l'inizio della fase vegetativa, a frequenze in media bisettimanali, mentre le irrorazioni saranno interrotte durante il periodo invernale. La fertilizzazione sarà concentrata nella stagione primaverile, ogni 20 giorni all'incirca, somministrando un concime di natura liquida, opportunamente disciolto nell'acqua di usuale irrigazione. Il fertilizzante da adottare dovrà essere composto prevalentemente dalle componenti potassiche e fosfatiche rispetto alla restante macrocomponente azotata, con corredo degli importanti microelementi.
Riscontrabili patologie e affezioni della Fenestraria
La pianta succulenta apprezzerà condizioni termiche stabilmente calde e temperate e, viceversa, soffrirà notevolmente i freddi rigori dell'inverno. Se collocata all'aria aperta, dovrà essere convenientemente riparata in locali coperti quando la temperatura scende al di sotto di 6 - 7 C°. La Fenestraria, in conclusione, potrà venire attaccata specialmente alle sue radici da diverse patologie crittogamiche, sovente addebitabili all'imperfetto drenaggio del terreno oppure ad eccessi dell'irrorazione, o più raramente colpita da nocivi parassiti, come il ragnetto rosso. E' un minuscolo aracnide che si alimenta della linfa presente nella pianta grassa, provocandone il deterioramento e l'avvizzimento, e che andrà contrastato attraverso l'utilizzo di specifici detergenti o di un idoneo acaricida.