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Coltivazione lavanda

Aggiornato il 05 agosto 20164 capitoli5 domande frequenti
lavanda fiorita

Caratteristiche botaniche e varietà della lavanda

La lavanda è un arbusto sempreverde, dal portamento eretto e con fusto legnoso. Le foglie sono allungate, lineari, strette, appuntite, dal profilo semi arrotolato e presentano una leggera peluria, che protegge la pianta dal caldo intenso. I fiori sono raccolti in dense spighe di colore lilla o azzurro e sono retti da gambi erbacei piuttosto lunghi, dritti e di colore grigio-verde. La varietà Officinalis è quella più apprezzata per le sue qualità estetiche, erboristiche ed aromatiche, esistono tuttavia molte varietà di lavanda, tra le più comuni la Lavandula Hybrida, altrimenti detta Lavandino, che ha uno sviluppo maggiore sia in altezza che in diametro rispetto alla lavanda e una fioritura più abbondante e generosa. Il Lavandino produce un estratto più forte e canforato di quello di altre varietà ed è il più utilizzato nella industria profumiera.

Coltivazione della lavanda

La lavanda si propaga essenzialmente per talea di rametti semi-legnosi radicati in primavera in terreni poveri, aridi, soleggiati, ben drenati e senza ristagni d'acqua. Non richiede irrigazioni regolari ma interventi sporadici da attuare in base allo stato del terreno nei periodi di maggior siccità. È possibile anche seminare, scegliendo un terreno sabbioso e leggero. I fiori, destinati per la maggior parte all'essiccazione, sono raccolti all'inizio della stagione estiva, nelle ore più calde del giorno, quando la fioritura non ha ancora raggiunto uno stadio avanzato, tagliando una parte di gambo. Un ettaro di terreno coltivato con la lavanda conduce alla produzione di 15-20 kg. di olio essenziale, mentre una coltura di lavandino può arrivare a produrne da 60 e 150 kg.

Processi e tecnologia di lavorazione della lavanda

I fiori, dopo la raccolta, sono avviati alla distillazione con l'inserimento in un grande contenitore, chiuso a tenuta stagna e irrorati da vapore acqueo, che ha il compito di estrarre l'olio essenziale. Il vapore, carico di gocce di olio, viene condotto in un tubo a serpentina, immerso in acqua fredda, con la conseguenza che la differenza di temperatura provoca la condensazione del flusso liquido, composto da una miscela di acqua e olio. Dopo un periodo di riposo viene recuperato l'olio essenziale, che, più leggero e meno denso, galleggia sull'acqua, che in genere viene utilizzata per una successiva distillazione. Un altro metodo di estrazione è basato sull'azione di solventi, quali esano o alcol, che dopo l'estrazione dell'olio vengono evaporati.

Proprietà terapeutiche e medicinali della lavanda

La tradizione vuole che la lavanda abbia proprietà sedative e calmanti del sistema nervoso (irritabilità, esaurimento, depressione), che favorisca il riposo notturno in virtù delle sue proprietà balsamiche e che sia un ottimo rimedio contro l'emicrania. Ha azione cicatrizzante, diuretica, tonica ed è spesso utilizzata in suffumigi e inalazioni, per curare raffreddori, tosse e disturbi bronchiali. È un potente antisettico e battericida e aiuta a contrastare le infiammazioni vaginali, intestinali e le cistiti. I fiori sono utili per la pelle grassa e acneica, i bagni a base di lavanda sono purificanti, rinfrescanti e rilassanti, ottimo rimedio contro reumatismi, dolori muscolari, e punture di insetti. La tintura di lavanda viene utilizzata per combattere la forfora e massaggiare i capelli.

Domande frequenti

  • Qual è il momento migliore per raccogliere la lavanda?
    La raccolta ideale avviene all'inizio dell'estate, preferibilmente nelle ore più calde della giornata. In questo periodo, i fiori hanno sviluppato al massimo i loro oli essenziali ma non hanno ancora raggiunto uno stadio di fioritura troppo avanzato, garantendo così la massima concentrazione aromatica. È consigliabile tagliare una parte significativa dello stelo floreale. Se l'obiettivo è l'essiccazione per uso domestico o erboristico, questa tempistica assicura che la pianta mantenga intatte le sue proprietà benefiche e il profumo caratteristico.
  • Come si moltiplica correttamente la lavanda?
    Il metodo più efficace e comune è la propagazione per talea di rametti semi-legnosi, da effettuare in primavera. Le talee vanno inserite in terreni poveri, aridi e ben drenati, poiché la lavanda teme fortemente i ristagni idrici. È fondamentale garantire un'esposizione soleggiata. Esiste anche la possibilità di semina, ma richiede un substrato sabbioso e leggero e offre risultati meno immediati rispetto alle talee. La talea garantisce piante geneticamente identiche alla madre, preservando le caratteristiche varietali specifiche.
  • Quali sono le differenze principali tra Lavandula Officinalis e Lavandino?
    La Lavandula Officinalis è la varietà classica, molto apprezzata per le sue qualità estetiche, erboristiche e aromatiche classiche. Il Lavandino (Lavandula Hybrida), invece, presenta uno sviluppo vegetativo maggiore, sia in altezza che in diametro, e produce una fioritura più abbondante. Dal punto di vista chimico, il Lavandino genera un estratto più forte e canforato, motivo per cui è la varietà preferita dall'industria profumiera. Entrambe richiedono cure simili, ma il Lavandino tende a essere più vigoroso e produttivo in termini di biomassa.
  • A cosa servono i bagni e gli infusi di lavanda?
    La lavanda è rinomata per le sue proprietà sedative, calmanti e balsamiche. Gli infusi o i suffumigi aiutano a contrastare irritabilità, esaurimento nervoso e favoriscono un riposo notturno migliore. Esternamente, i bagni a base di lavanda purificano la pelle, risultano rinfrescanti e rilassanti, oltre ad essere efficaci contro reumatismi, dolori muscolari e punture di insetti. Inoltre, grazie alla sua azione antisettica e battericida, è utile per curare piccoli disturbi cutanei e infiammazioni, rendendola un rimedio naturale versatile per il benessere generale.
  • Quanta acqua necessita la lavanda?
    La lavanda è una pianta xerofita, adattata a climi secchi, quindi non richiede irrigazioni regolari. L'annaffiatura deve essere sporadica e effettuata solo durante i periodi di siccità prolungata, valutando sempre lo stato effettivo del terreno. È cruciale evitare assolutamente i ristagni d'acqua, che possono causare marciumi radicali fatali. Una volta stabilita, la pianta mostra un'eccellente resistenza alla siccità. Un drenaggio perfetto del suolo è più importante della quantità di acqua fornita, poiché le radici temono l'umidità stagnante.

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