Coltivazione olivo

Fattori ambientali per la coltivazione dell'olivo

La pianta dell'olivo ama il clima tipicamente mediterraneo, quindi soleggiato, arieggiato e a tratti siccittoso, tendenzialmente mite, con inverni freddi ma non gelidi. La coltivazione dell'olivo deve avvenire su terreni esposti a sud, drenati ed esposti a venti asciutti, in climi che non scendano sotto i - 5° seppure temperature moderatamente rigide giovino alla pianta. Il terreno ideale è ben drenato e argilloso-calcareo, in quanto l'olivo è una pianta calciofila. Se sul clima non si può intervenire, possiamo però aggiustare un terreno eccessivamente acido integrando con abbondanti calcinazioni, ed arricchendolo con sostanza organica. ll terreno va inoltre arieggiato effettuando una ripuntatura ed uno scasso di almeno 60 cm di profondità prima di mettere a dimora le piantine, in modo che le radici trovino un substrato sufficientemente sciolto per espandersi.
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Messa a dimora delle piante di olivo

Giovane pianta di olivo Per scegliere la cultivar che desideriamo, è bene visitare un vivaio specializzato e lasciarsi consigliare: solo in Italia infatti esistono oltre 500 varietà di olivo, ciascuna con le proprie caratteristiche specifiche. Le piante che si trovano nei vivai hanno normalmente un'età di circa 5 anni e sono già innestate, ma è possibile anche acquistare piante più vecchie soprattutto per scopo ornamentale. Il trapianto va effettuato in tardo autunno, dopo le prime piogge. Scaviamo una buca che sia un po' più grande del vaso in cui si trova l'olivo, e sistemiamo l'alberello nella buca allargando le radici in modo circolare. Riempiamo poi lo scavo con terra, a cui va aggiunto un po' di compost, letame e cenere, avendo cura di non interrare il colletto della pianta per più di 5 cm. Pressiamo bene il terreno per non lasciare bolle d'aria e innaffiamo abbondantemente.

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La potatura dell'olivo

Tipica chioma dell'olivo La potatura va effettuata a gennaio-febbraio, dopo il termine delle gelate ma prima che la pianta riprenda il periodo vegetativo primaverile, in modo da arrecare il minor danno possibile. La potatura non deve essere drastica, serve per lo più a sfoltire la chioma in modo da garantire un ottimale passaggio di aria e luce. Bisognerà recidere quindi eventuali rami secchi, spezzati o malati. Poi andranno tagliati anche i succhioni, ovvero quei rami che gettano direttamente dal tronco in verticale, e che portano pochi frutti. Saranno da privilegiare i rami esterni più vigorosi, dando alla chioma la classica forma semisferica arrotondata. I tagli devono essere netti e non sfilacciati, il più possibile radenti al tronco, e vanno medicati con una pasta cicatrizzante ed antibatterica per evitare l'insorgere di malattie.


Coltivazione olivo: Le malattie nella coltivazione olivo

La mosca dell'olivo La coltivazione dell'olivo può presentare difficoltà soprattutto per quanto riguarda le possibili malattie che intaccano la pianta, e i parassiti che rovinano i frutti. Il parassita più noto è la mosca dell'olivo, che rovina il raccolto deponendo le sue uova nelle olive. Per combatterla esistono trattamenti specifici con antiparassitari, o è possibile agire mediante controllo biologico, liberando nell'oliveto predatori naturali o parassiti della mosca. Le malattie più comuni sono invece l'occhio di pavone, che causa macchie rotonde grigie sulle foglie, e la fumaggine, un altro fungo che ricopre le foglie ed i giovani rami di uno strado grigio-bruno e ne causa il danneggiamento. Anche queste micosi possono essere combattute con fitofarmaci specifici, e con una potatura preventiva che permetta un ottimale arieggiamento della chioma


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