La concimazione olivo
L'olivo è una pianta che può tranquillamente sopravvivere moltissimi anni senza l'apporto di alcun fertilizzante. Nonostante questo, è di fondamentale importanza essere a conoscenza del fatto che, solo con le corrette fertilizzazioni, gli olivi sono in grado di fornire i migliori frutti sia in termini di qualità che di quantità. La concimazione olivo, benché venga frequentemente sottovalutata, è quindi importante. Un utile accorgimento, prima di avviare la concimazione vera e propria, è quello di analizzare il terreno sia fisicamente che chimicamente. In base ai risultati, si conosceranno gli apporti ideali. L'azoto, il fosforo e il potassio sono gli elementi indispensabili per l'olivo. Il primo per stimolare la crescita, il secondo per il miglioramento della salute delle radici ed il terzo per il controllo della cosiddetta lipogenesi.
Quando procedere con la coltivazione olivo
Sapere quando occorre procedere con la concimazione olivo è realmente importantissimo. Da questa decisione, infatti, dipende il benessere delle piante. Le somministrazioni devono essere strettamente correlate ai cicli biologici degli olivi. Sono fondamentalmente due i momenti in cui l'olivo ha maggiormente bisogno di un apporto a livello nutritivo. Il primo si ha con l'avvento della stagione primaverile quando si verifica la ripresa vegetativa. Successivamente, si ha il secondo momento importante, quello corrispondente all'ingrossamento dei frutti (tra la primavera e l'estate). Anche nel periodo autunnale è comunque consigliabile la distribuzione alle piante di olivo di appositi fertilizzanti. Anche durante il delicato momento del riposo vegetativo, infatti, occorre fornire la giusta forza alla pianta per la stagione successiva.
Le diverse tecniche di concimazione olivo
Esistono svariate tecniche per procedere alla concimazione olivo. In particolare sono tre: la cosiddetta "fertirrigazione", la concimazione tramite terreno e quella per via fogliare. La fertirrigazione si applica esclusivamente laddove sono presenti degli impianti di irrigazione. Questa tecnica permette un notevolissimo risparmio economico tanto sulle dosi di fertilizzante utilizzato che sulla manodopera vera e propria (assolutamente non necessaria in grandi numeri). Basse dosi di fertilizzante e, quindi, economicità sono previste anche dalla concimazione fogliare, particolarmente indicata per sopperire ai bisogni immediati delle piante. La concimazione effettuata su terreno (da interrare superficialmente in corrispondenza delle radici degli olivi) è di certo quella più utilizzata, specialmente nella stagione autunnale quando gli apporti indispensabili sono quelli di potassio e fosforo.
Le tipologie di tecniche
Il compito principale della concimazione olivo è, come per tutti gli organismi vegetali, quello di integrare le sostanze nutritive necessarie alla pianta. I fabbisogni dell'olivo sono nettamente differenti in base alle diverse fasi della sua vita. Per questo si dice che le concimazioni vadano adeguate ai cicli biologici. Le tipologie di concimazione olivo sono tre: di impianto, di allevamento e di produzione. La concimazione di impianto è dedicata agli olivi più giovani che hanno strettamente bisogno di apporti nutritivi che ne aiutino la fortificazione. La concimazione di allevamento è quella da somministrare nel momento in cui la pianta è in fase di accrescimento. L'elemento indispensabile è l'azoto. La concimazione di produzione serve per il miglioramento della produzione dei frutti sia quantitativamente che qualitativamente e serve inoltre all'integrazione delle sostanze utilizzate per la produzione dei frutti.
Domande frequenti
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Quali sono i nutrienti principali necessari per l'olivo e quali funzioni svolgono?I tre elementi fondamentali per la salute dell'olivo sono azoto, fosforo e potassio. L'azoto è cruciale per stimolare la crescita vegetativa della pianta, favorendo lo sviluppo di foglie e rami. Il fosforo agisce principalmente sul sistema radicale, migliorando la salute delle radici e facilitando l'assorbimento degli altri nutrienti. Infine, il potassio è essenziale per controllare la lipogenesi, ovvero il processo di sintesi dei grassi, risultando determinante per la qualità dell'olio prodotto. Un'analisi preliminare del suolo aiuta a calcolare le dosi esatte di questi elementi.
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In quali periodi dell'anno è necessario concimare l'olivo?La concimazione deve seguire i cicli biologici della pianta, intervenendo principalmente in tre fasi. La prima avviene in primavera, durante la ripresa vegetativa, per supportare la nuova crescita. La seconda si colloca tra la tarda primavera e l'estate, quando i frutti iniziano ad ingrossarsi e richiedono energia. Infine, è consigliabile intervenire anche in autunno: distribuire fertilizzanti in questo periodo prepara la pianta al riposo vegetativo, fornendole le riserve energetiche necessarie per affrontare la stagione fredda e garantire una buona produttività nell'anno successivo.
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Quali sono le diverse tecniche di concimazione disponibili per l'olivo?Esistono tre metodi principali per concimare l'olivo. La fertirigazione è ideale se si dispone di un impianto di irrigazione; permette di risparmiare sia sui costi dei fertilizzanti che sulla manodopera, distribuendo le dosi direttamente attraverso l'acqua. La concimazione fogliare è utile per correggere carenze immediate, utilizzando basse dosi assorbite rapidamente dalle foglie. La tecnica più comune rimane quella terrestre, che consiste nello spargere il fertilizzante sul suolo intorno alla chioma e interrarlo superficialmente vicino alle radici, spesso preferita in autunno per apportare fosforo e potassio.
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Come cambia la concimazione in base alla fase di vita dell'albero?Le esigenze nutrizioni variano significativamente in base allo stadio di sviluppo dell'olivo. Si distinguono tre tipi di intervento: la concimazione di impianto, riservata agli alberi giovani per rafforzarne le basi strutturali; la concimazione di allevamento, necessaria durante la fase di accrescimento, dove l'azoto è l'elemento chiave per promuovere la crescita; e la concimazione di produzione, destinata agli alberi adulti. Quest'ultima mira a massimizzare la resa quantitativa e qualitativa dei frutti, reintegrando le sostanze esaurite durante la fruttificazione precedente per mantenere la pianta vigorosa.









