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Concimi naturali

Aggiornato il 16 maggio 20162 capitoli4 domande frequenti
concime biologico animale

I concimi biologici sono naturali e rispettano il terreno

I concimi naturali nutrono la pianta senza che la struttura del terreno venga depauperata dal continuo prelievo di sostanze. Le esigenze nutritive dei vegetali sono piuttosto semplici. Le piante sintetizzano le sostanze necessarie a partire da composti assorbiti dall'acqua, dall'aria e dal terreno. La grande quantità di carbonio, idrogeno e ossigeno di cui hanno bisogno per costruire i carboidrati che formano i tessuti vegetali, viene apportata dall'anidride carbonica dell'aria e dell'acqua. Ma gli altri elementi fondamentali nell'accrescimento delle piante, che sono l'azoto, il fosforo e il potassio devono essere forniti dal terreno, dove però non si trovano di solito in grandi quantità. Contrariamente al calcio, al magnesio, allo zolfo e al ferro, che sono di solito presenti nel terreno in quantità sufficienti ai fabbisogni della pianta, come pure ai microelementi come boro e zinco, i tre macroelementi primari dell'accrescimento devono spesso venire integrati tramite i fertilizzanti.

L'urea stabilizza l'azoto e lo rende utilizzabile

Il terreno è un sistema complesso, risultato della coesistenza di più componenti: sostanze minerali, organiche, organismi viventi, acqua e aria. I concimi chimici consentono alle piante di disporre dell'apporto di nutrienti senza però riequilibrare il terreno che, nel tempo, perde le sue proprietà. I concimi biologici, sono concimi naturali, derivati da materia organica che può essere di origine animale, come il letame, o di origine vegetale come il sovescio. Il materiale organico viene trasformato dai microrganismi presenti nel terreno: il processo che ne deriva lo mantiene areato e vitale. Fa eccezione l'azoto, la procedura attraverso cui specifici batteri lo rendono disponibile è molto complessa e non priva di effetti collaterali. La molecola però è essenziale allo sviluppo della massa fogliare e può essere ricavata attraverso più passaggi chimici, da moltissimi prodotti di scarto, tra cui le urine. L'urea ottenuta può essere somministrata alla pianta nelle giuste quantità.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali nutrienti che le piante assorbono dal terreno rispetto a quelli presi dall'aria?
    Le piante costruiscono i propri tessuti principalmente utilizzando carbonio, idrogeno e ossigeno, che ottengono facilmente dall'anidride carbonica atmosferica e dall'acqua. Tuttavia, per crescere correttamente hanno bisogno di integrare elementi specifici provenienti esclusivamente dal suolo. I tre macroelementi essenziali da fornire tramite fertilizzanti sono azoto, fosforo e potassio. A differenza di questi, elementi come calcio, magnesio, zolfo e ferro, insieme ai microelementi quali boro e zinco, sono generalmente già presenti nel terreno in quantità sufficienti per i fabbisogni vegetali, rendendo necessaria l'integrazione solo per i primi tre.
  • Perché i concimi naturali sono preferibili a quelli chimici per la salute del suolo?
    A differenza dei concimi chimici, che forniscono nutrienti immediati ma tendono a impoverire la struttura del terreno nel tempo, i concimi naturali derivano da materia organica di origine animale (come il letame) o vegetale (come il sovescio). Questi materiali vengono scomposti e trasformati dai microrganismi presenti nel suolo. Questo processo biologico non solo nutre la pianta, ma mantiene il terreno areato, vivo e strutturato, evitando il depauperamento delle sue proprietà fisiche e biologiche. In sintesi, mentre i fertilizzanti chimici agiscono solo sulla nutrizione immediata, quelli biologici rigenerano l'ecosistema del suolo.
  • Come funziona il ciclo dell'azoto nei concimi biologici e qual è il ruolo dell'urea?
    L'azoto è fondamentale per lo sviluppo della massa fogliare, ma il suo ciclo naturale nel terreno è complesso e gestito da specifici batteri. Nei concimi biologici, l'azoto può essere recuperato da scarti organici, incluse le urine umane. Tramite processi chimici e biologici, l'urea contenuta in questi rifiuti viene trasformata in una forma utilizzabile dalle piante. Questa pratica non solo smaltisce scarti in modo ecologico, ma fornisce un apporto di azoto stabile e naturale, integrando quello che il terreno potrebbe non trattenere efficacemente da solo grazie all'attività microbica.
  • Cosa si intende per 'sovescio' come fonte di concime naturale?
    Il sovescio è una tecnica agricola e di giardinaggio che rientra nella categoria dei concimi naturali di origine vegetale. Consiste nel coltivare specifiche piante, spesso leguminose, e interrarle prima della fioritura. Una volta interrati, questi residui vegetali vengono decomposti dai microrganismi del suolo, rilasciando lentamente nutrienti essenziali come azoto, fosforo e potassio. Oltre ad arricchire il terreno, il sovescio migliora la struttura fisica del suolo, aumentandone la capacità di ritenzione idrica e prevenendo l'erosione, offrendo così un beneficio duplice: nutrimento per le colture successive e miglioramento ambientale.

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