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Ticchiolatura

Aggiornato il 23 febbraio 20174 capitoli4 domande frequenti
Ticchiolatura pianta rosa

Cos'è la ticchiolatura, come si sviluppa e quali piante colpisce

La ticchiolatura, nota anche come macchia nera, è una malattia crittogamica di origine fungina che colpisce piante ornamentali e alberi da frutto, in particolate la rosa, il salice, il pioppo, il melo, il pero e il nespolo. I patogeni che la causano sono funghi appartenenti al genere del diplocarpon o a quello della venturina. Il morbo si sviluppa in presenza di climi eccessivamente umidi e poco arieggiati e, in genere, nella stagione autunnale o in quella primaverile. Il primo sintomo è dato dalla comparsa di macchie scure sulle foglie, dapprima piccole ed isolate, poi sempre più fitte e numerose. La patologia tende a diffondersi dalle foglie fino ai rami e, infine, ai frutti, causando un generale indebolimento della pianta. Nei casi particolarmente gravi, la ticchiolatura si diffonde in modo rapido, portando alla defogliazione e alla definitiva compromissione della fioritura.

Alcuni consigli utili a prevenire la ticchiolatura

Come tutte le malattie di origine fungina, la ticchiolatura è difficile da debellare. I funghi, infatti, si riproducono velocemente attraverso le spore, che sopravvivono al freddo clima invernale e restano sedimentate sulle foglie cadute durante l'autunno. Per questo motivo, il morbo può propagarsi molto rapidamente da una pianta all'altra creando una vera e propria epidemia. Fortunatamente è possibile prevenire l'insorgenza di questa grave affezione seguendo alcune regole. La pianta deve essere periodicamente potata, in questo modo riceverà luce uniformemente e godrà di una migliore ossigenazione. Se il fogliame resta asciutto, il rischio di contrarre malattie micotiche resta molto basso. Solitamente la potatura si effettua una volta in inverno e una in estate. Se una delle vostre piante è stata contaminata, sarà bene rimuoverne le foglie e i frutti infetti per poi distruggerli. Così facendo, eviterete la riproduzione dei funghi attraverso le spore. Anche l'irrigazione è molto importante: la pianta va innaffiata nelle giuste dosi, possibilmente la sera o nelle prime ore del mattino. Il terreno, inoltre, deve avere una buona capacità drenante.

Come curare la ticchiolatura con i prodotti chimici

Curare la ticchiolatura non è semplice, ma è comunque possibile. Esistono vari rimedi naturali e chimici che permettono di ottenere buoni risultati in tempi brevi. Ovviamente, la malattia non deve aver raggiunto una fase troppo avanzata. Dopo aver eliminato tutte le foglie e i frutti infetti (ricordate sempre di distruggerli e gettarli nella spazzatura, le spore sopravvivono sul fogliame), bisognerà agire in fretta cospargendo tutta la pianta con prodotti anticrittogamici specifici. In commercio ne esistono molti tipi a base di mancozeb, myclobutanil, penconazolo, zineb, ziram, ferbam, maneb, captano. Se la malattia è allo stadio iniziale possono essere utili anche prodotti a base rameica, da utilizzare solo quando la pianta è in fase di risposo vegetativo. Difatti, se le piante sono già fiorite, tali prodotti chimici potrebbero nuocere agli insetti impollinatori provocando squilibri anche gravi dell'ecosistema. Ottimi risultati si ottengono spalmando su tutta la pianta una poltiglia bordolese, ossia una miscela di solfato di rame, calce e acqua.

Curare la pianta attraverso rimedi naturali

I rimedi naturali sono sempre i migliori. Non inquinano e non hanno ripercussioni di alcun tipo sull'ambiente. Anche per curare la ticchiolatura si possono utilizzare prodotti biologici e privi di sostanze chimiche create in laboratorio. Quelli più efficaci sono a base di equiseto, pianta dalle note proprietà curative. Potete preparare degli infusi da cospargere direttamente sulla pianta. Anche i decotti di ortica sono particolarmente indicati per debellare il morbo. Queste soluzioni sono attuabili se la pianta non è stata intaccata in modo pervasivo, altrimenti si dovranno adottare metodi più drastici. Altro prodotto fai da te, estremamente funzionale, è una miscela ottenuta mescolando a 3 litri d'acqua due cucchiai di bicarbonato di sodio e poche gocce di detersivo per piatti. La soluzione andrà irrorata su tutta la pianta con l'ausilio di uno spruzzatore. Ricordate sempre che per mantenere sana una piana è necessario averne cura continuativamente. Un giardino curato ogni giorno è un giardino felice.

Domande frequenti

  • Quali sono i primi sintomi della ticchiolatura e quali piante colpisce?
    La ticchiolatura si manifesta inizialmente con la comparsa di piccole macchie scure isolate sulle foglie, che nel tempo diventano più fitte e numerose. Questa malattia crittogamica colpisce principalmente piante ornamentali e alberi da frutto, tra cui rosa, salice, pioppo, melo, pero e nespolo. I patogeni responsabili appartengono ai generi Diplocarpon e Venturia. Oltre alle foglie, la patologia può estendersi ai rami e ai frutti, causando un generale indebolimento della pianta. Nei casi più gravi, porta alla defogliazione precoce e compromette definitivamente la fioritura successiva.
  • È possibile prevenire la ticchiolatura senza usare prodotti chimici?
    Sì, la prevenzione è fondamentale e si basa su pratiche colturali accurate. È essenziale garantire una buona aerazione della chioma mediante potature regolari, sia in inverno che in estate, per permettere alla luce di filtrare uniformemente. Mantenere il fogliame asciutto riduce drasticamente il rischio di infezioni micotiche. Inoltre, bisogna rimuovere e distruggere immediatamente foglie e frutti infetti per impedire la diffusione delle spore svernanti. L’irrigazione va effettuata nelle ore serali o mattutine, evitando di bagnare le foglie, e assicurandosi che il terreno abbia un buon drenaggio per evitare ristagni idrici.
  • Quando e come si devono applicare i trattamenti anticrittogamici chimici?
    I prodotti chimici, come quelli a base di mancozeb, myclobutanil o rameici, vanno applicati tempestivamente dopo aver eliminato manualmente tutto il materiale vegetale infetto (foglie e frutti), che va smaltito nella spazzatura e non compostato. I trattamenti rameici sono efficaci solo in fase di riposo vegetativo; se applicati durante la fioritura, possono danneggiare gravemente gli insetti impollinatori. Un’ottima alternativa naturale è la poltiglia bordolese, una miscela di solfato di rame, calce e acqua, da irrorare su tutta la pianta per contrastare efficacemente lo sviluppo del fungo.
  • Quali sono i rimedi naturali efficaci contro la ticchiolatura?
    Per un approccio ecologico, si possono utilizzare infusi o decotti di equiseto e ortica, noti per le loro proprietà antifungine, da irrorare direttamente sulla pianta. Un altro rimedio fai-da-te molto efficace consiste nel preparare una soluzione composta da 3 litri d’acqua, due cucchiai di bicarbonato di sodio e poche gocce di detersivo per piatti. Questo mix va spruzzato su tutta la vegetazione. Questi metodi naturali risultano efficaci soprattutto nelle fasi iniziali dell’infezione; qualora il danno fosse già esteso e pervasivo, potrebbe essere necessario ricorrere a interventi più drastici o chimici.

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