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Stufe a metano

Aggiornato il 30 marzo 20174 capitoli5 domande frequenti
stufa a metano moderna

Cosa sono le stufe a metano e come funzionano

Il funzionamento delle stufe a metano più moderne si basa sulla tecnologia catalitica. Ciò vuol dire che questi strumenti dispongono di un particolare sistema di catalizzatori utili a filtrare i gas combusti convertendoli in vapore acqueo e anidride carbonica. Per questo sono stufe facili da installare e, in alcuni casi, non avendo bisogno di canna fumaria, possono essere collocate ovunque. Sono provviste di celle in ceramica con forma a nido d'ape rivestite di palladio, rodio o platino che, oltre a filtrare i fumi di combustione, permettono di trasformare chimicamente le molecole di metano aumentandone la resa termica. Il processo di riscaldamento delle stufe a metano è dato da tre mattoncini ad infrarossi che possono essere accesi simultaneamente o separatamente, a seconda della temperatura che si vuole ottenere. Complessivamente, una stufa di media grandezza può raggiungere la potenza di 4200 watt. Attraverso una manopola è possibile regolare la quantità di metano che alimenta il bruciatore e, quindi, regolare la fiamma. Non necessitano di bombola del gas.

Tutti i vantaggi della stufa a metano

Le stufe a metano presentano non pochi vantaggi: al di là dell'elevata resa termica, nella versione moderna non necessitano di canna fumaria, non hanno tubi di scarico esterni e possono essere posizionate in qualunque stanza. Non presentano rischi, in quanto dotate di una valvola di sicurezza che provoca lo spegnimento automatico della stufa in caso di assenza di fiamma pilota e sono facili da installare giacché basta collegarle alla rete di distribuzione del gas attraverso un tubo di metallo. Dato che l'accensione avviene con il piezoelettrico, possono essere utilizzate anche quando la corrente elettrica viene improvvisamente a mancare. Non avendo bisogno di bombole del gas, hanno piccole dimensioni e quindi non ingombrano. Infine, le stufe a metano sono ecologiche ed economiche. Il catalizzatore che ne permette il funzionamento trasforma il monossido di carbonio in piccole quantità di vapore e anidride carbonica e il loro costo è più basso di quello delle stufe a legna o a pellet.

Alcuni svantaggi

Ogni oggetto ha i suoi pregi e i suoi difetti e le stufe a metano non sfuggono a questa legge universale. Ad ogni modo sono solo piccoli problemi che potrebbe avere qualsivoglia stufa. Le possibili problematiche sono sostanzialmente due e risolverle è davvero molto semplice. Partiamo dalla più frequente: la potenza della fiamma. Nel caso in cui la quantità di metano non sia sufficiente, la fiamma potrebbe affievolirsi o spegnersi del tutto. Al contrario, se il gas viene erogato in eccesso, la fiamma risulterà troppo alta. In entrambe i casi basta modificare le spie pilota che regolano la velocità di erogazione del combustibile. Sarà necessario individuare i tubi in alluminio all'interno della stufa e girare le viti (in senso orario o antiorario rispettivamente per abbassare o aumentare la potenza della fiamma). Altro piccolo inconveniente che può presentarsi è relativo alle grate metalliche poste in corrispondenza dei bruciatori. Il lungo periodo di utilizzo può procurare delle ostruzioni dovute all'accumulo di polveri e residui. In tal caso basterà rimuovere la grata e pulirla con l'ausilio di un apposito detergente.

Costi e manutenzione

Il metano ha un costo di 0,093 euro ogni 10 kwh. Risulta più economico del gasolio e del GPL e presenta un ottimo rapporto qualità-prezzo. Il costo delle stufe varia da caso a caso, a seconda della grandezza, del modello e della potenza che il dispositivo è in grado di raggiungere. Il valore medio sul mercato si aggira tra i 100 e i 300 euro per i modelli più sofisticati e, pertanto, una stufa a metano è sicuramente più economica di altre alimentate da combustibili ecologici. Oltre all'acquisto, però, è sicuramente importante la manutenzione, necessaria a far sì che il prodotto duri nel tempo. Prima di procedere all'acquisto, è opportuno verificare che la portata della stufa sia idonea alla metratura della vostra casa e che riporti il marchio CE. La stufa deve essere regolarmente pulita dopo ogni uso. Una volta che il dispositivo si sarà raffreddato, basterà rimuovere le griglie e, dopo averle immerse in acqua calda, strofinarle con un panno imbevuto di detergente specifico. Inoltre, è necessario far eseguire un controllo della stufa ogni due anni da un tecnico specializzato. Ricordate di mantenere sempre ben ventilato l'ambiente di utilizzo.

Domande frequenti

  • È obbligatorio installare la canna fumaria per le stufe a metano?
    No, le moderne stufe a metano a catalisi non richiedono canna fumaria né tubi di scarico esterni. Grazie ai catalizzatori in ceramica rivestiti di metalli nobili, i gas combusti vengono trasformati chimicamente in vapore acqueo e anidride carbonica prima di essere rilasciati nell'ambiente. Questo permette di collocare l'apparecchio in qualsiasi stanza, purché vi sia un collegamento alla rete del gas e una corretta ventilazione dell'ambiente per garantire il ricambio d'aria necessario al funzionamento sicuro.
  • Come si regola la potenza della fiamma se è troppo alta o bassa?
    La regolazione fine della fiamma avviene agendo sulle spie pilota interne che controllano l'erogazione del combustibile. Se la fiamma è debole o si spegne, o viceversa è troppo alta, bisogna intervenire sui tubi in alluminio interni alla stufa. Utilizzando un cacciavite, è possibile ruotare le viti di regolazione: in senso orario per diminuire la potenza e in senso antiorario per aumentarla. Questa operazione richiede cautela e, idealmente, la competenza di un tecnico per evitare squilibri nella combustione.
  • Quanto costano le stufe a metano e quali sono i consumi?
    Il prezzo di acquisto varia generalmente tra i 100 e i 300 euro, rendendole più economiche rispetto a stufe a legna o pellet. I costi di gestione sono contenuti grazie al basso prezzo del metano, che si attesta intorno a 0,093 euro ogni 10 kWh, risultando inferiore a gasolio e GPL. Una stufa di media grandezza consuma circa 4200 watt, ma il risparmio effettivo dipende dall'isolamento termico dell'abitazione e dalle ore di utilizzo giornaliere, garantendo comunque un ottimo rapporto qualità-prezzo.
  • Quali sono le operazioni di manutenzione necessarie per la stufa?
    La manutenzione ordinaria prevede la pulizia periodica delle grate metalliche dei bruciatori, che tendono ad accumulare polvere e residui. Dopo il raffreddamento, vanno rimosse, immerse in acqua calda e strofinate con un detergente specifico. È fondamentale inoltre far effettuare un controllo tecnico specialistico ogni due anni per verificare l'efficienza del catalizzatore e la sicurezza degli impianti. Mantenere sempre l'ambiente ben ventilato durante l'uso è essenziale per prevenire problemi di combustione e garantire la longevità del dispositivo.
  • La stufa funziona anche in caso di blackout elettrico?
    Sì, uno dei grandi vantaggi delle stufe a metano è l'autonomia energetica. L'accensione avviene tramite meccanismo piezoelettrico, che genera la scintilla necessaria per accendere la fiamma pilota senza bisogno di elettricità. Di conseguenza, la stufa rimane operativa anche durante interruzioni di corrente improvvise. Tuttavia, è sempre consigliabile verificare che il sistema di sicurezza, come la valvola che spegne la stufa in assenza di fiamma, funzioni correttamente per garantire la massima sicurezza in tutte le condizioni.

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