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Atto notorio per successione

Aggiornato il 27 ottobre 20162 capitoli5 domande frequenti
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A cosa serve l'atto notorio per successione

In caso di eredità, per poter fattivamente entrare in possesso dei soldi depositati in un istituto di credito, è indispensabile poter documentare l'asse ereditario legittimo. L'atto notorio per successione è il documento legale tramite il quale la banca (o l'ufficio postale) che lo richiede può accertare chi siano realmente gli eredi. Deve essere presentato allo sportello nel momento in cui si fa richiesta del certificato di consistenza della liquidità, che quantifica il valore complessivo della medesima. Scopo di tale certificato, da allegarsi poi all'indispensabile dichiarazione di successione, è consentire in concreto lo svincolamento dei fondi. Nel caso l'ammontare dell'eredità sia soltanto di poche migliaia di euro, talvolta è possibile snellire la procedura utilizzando, al posto dell'atto notorio, un'autocertificazione sostitutiva. Per sapere con esattezza quando occorre l'uno o quando è sufficiente l'altra è necessario informarsi preventivamente presso l'istituto di credito.

Dove si ottiene e quanto costa

L'atto notorio per successione può essere redatto da un notaio oppure dal cancelliere di un tribunale. La domanda deve essere effettuata presentando un documento d'identità degli eredi e del defunto e allegando 3 marche da bollo, 2 da € 16 e una da € 11,06, per un totale di 33,06 euro. Inoltre, nel caso sia presente un testamento, occorre allegarne una copia. A questi costi va poi aggiunta la parcella del notaio, nel caso si sia scelto di rivolgersi a lui. Quando invece è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell'atto notorio si può redigerla su apposito modulo, o in alternativa su carta semplice, allegando una marca da bollo di 16 euro e riportando tutti i dati degli interessati.

Domande frequenti

  • Cos'è l'atto notorio per successione e perché è necessario?
    L'atto notorio per successione è un documento legale fondamentale che attesta la qualifica di erede. Viene richiesto dalle banche o dagli uffici postali per verificare chi abbia diritto di disporre dei fondi depositati a nome del defunto. Senza questo atto, le istituzioni finanziarie non possono procedere allo sblocco del denaro o alla consegna dei titoli azionari. Il suo scopo principale è garantire che solo i legittimi eredi possano accedere alle risorse economiche, proteggendo così il patrimonio ereditario da pretese infondate.
  • Quando posso usare un'autocertificazione al posto dell'atto notorio?
    L'autocertificazione sostitutiva dell'atto notorio può essere utilizzata nei casi in cui il valore totale dell'eredità sia modesto, generalmente limitato a poche migliaia di euro. Questa procedura semplifica l'accesso ai fondi evitando la complessità e i costi maggiori del rogito notarile. Tuttavia, la possibilità di ricorrere a questa opzione non è automatica: ogni istituto di credito ha normative interne specifiche. È quindi essenziale contattare preventivamente la propria banca per confermare se il proprio caso rientra nei parametri che consentono l'uso dell'autocertificazione invece dell'atto notorio tradizionale.
  • Chi può redigere l'atto notorio e quali documenti servono?
    L'atto notorio può essere redatto sia da un notaio sia dal cancelliere di un tribunale. Per richiedere il documento, è necessario presentare un documento d'identità valido sia degli eredi sia del defunto. Se esiste un testamento, bisogna allegarne una copia autentica. La scelta tra notaio e cancelliere dipende spesso dalla convenienza economica e dalla velocità richiesta; il notaio offre maggiore assistenza nella redazione, mentre il cancelliere può rappresentare un'opzione più rapida ma con minori consulenze dirette. In entrambi i casi, la validità legale del documento è garantita.
  • Quali sono i costi per ottenere l'atto notorio?
    I costi si dividono in tasse fisse e onorario professionale. Le tasse includono tre marche da bollo: due da 16 euro ciascuna e una da 11,06 euro, per un totale di 33,06 euro. Se ci si rivolge a un notaio, si aggiunge la sua parcella, che varia in base alla complessità della pratica e al valore dell'eredità. Se invece si opta per l'autocertificazione sostitutiva (quando ammessa), il costo si riduce a una sola marca da bollo da 16 euro, rendendo la procedura molto più economica e accessibile per piccole eredità.
  • Come funziona lo sblocco dei fondi bancari dopo la presentazione dell'atto?
    Una volta ottenuto l'atto notorio, questo va presentato allo sportello bancario insieme alla richiesta del certificato di consistenza della liquidità. Questo certificato quantifica il valore complessivo dei fondi disponibili. Successivamente, l'atto notorio viene allegato alla dichiarazione di successione, che è l'adempimento fiscale obbligatorio. Solo dopo aver completato questi passaggi e verificata la legittimità delle richieste, la banca procederà allo svincolo effettivo dei fondi, permettendo agli eredi di ritirare il denaro o trasferirlo sui propri conti correnti personali.

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