Casapratica.net · guide e consigli pratici
Materiale fai da te · Materiali per Edilizia

Costi smaltimento amianto

Aggiornato il 17 marzo 20174 capitoli5 domande frequenti
Copertura tetto in amianto deteriorata

Che cos'è l'amianto e perché va rimosso

L'amianto, o asbesto, è un materiale per l'edilizia a base di silicio. Noto per le sue proprietà isolanti e ignifughe, è stato utilizzato molto in passato, sia nelle coibentazioni che nei materiali compositi come l'Eternit (impasto di malta e fibre di amianto), quest'ultimo impiegato soprattutto nelle coperture dei tetti o dei capannoni industriali. Le fibre e la polvere di amianto, se inalate, sono però altamente cancerogene e questa lugubre scoperta ha portato al bando completo del materiale. Nel 1992, infatti, l'Italia ha vietato l'estrazione, la produzione, la commercializzazione e l'importazione dell'amianto, ordinando la rimozione di quello deteriorato o in matrice friabile. In effetti, se danneggiati, i manufatti di amianto rilasciano fibre aerodisperse in grado di provocare malattie polmonari quali l'asbestosi, la fibrosi, e alcune forme tumorali come il carcinoma e il mesotelioma. Si tratta di patologie gravissime che possono condurre anche alla morte in tempi relativamente brevi. La rimozione dell'amianto in fase di deterioramento è quindi diventata una priorità non più procrastinabile.

Quali sono i costi smaltimento amianto

Sono trascorsi venticinque anni dall'approvazione della legge che ha messo al bando l'amianto. Ciò nonostante, ad oggi, solo il 2% dei materiali contaminati presenti in Italia è stato rimosso. Il motivo di questo ritardo è dovuto ai costi smaltimento amianto, troppo elevati. Per quanto concerne la semplice rimozione, infatti, la cifra finale è determinata da diversi fattori, primo tra i quali la quantità. Le cifre variano a seconda del quantitativo di amianto da rimuovere: si va da una media di 19-25 euro al metro quadro se il totale del materiale da eliminare è di circa 50 mq, passando per cifre che si aggirano tra i 15 e i 23 euro sotto i 100 mq, 12-18 euro sotto i 200 mq, 10-14 euro intorno ai 500 mq fino ad un costo che oscilla tra gli 8 e i 13 euro se si tratta di almeno 1000 metri quadrati. Insomma, le cifre sono inversamente proporzionali ai metri quadrati da smaltire: più amianto c'è da rimuovere, meno dispendiosa sarà l'operazione. Comunque, ogni impresa di smaltimento ha un suo tariffario e i preventivi variano da ditta a ditta. Oltre a ciò, bisogna tener presente che sul costo influiscono numerosi altri fattori.

Altri fattori che incidono sui costi smaltimento amianto

La rimozione dell'amianto, in certi casi, comporta una serie di operazioni tutt'altro che economiche. Spesso si rende necessaria l'installazione di un piccolo cantiere atto a delimitare l'unità di decontaminazione. Altre spese sono poi associate all'utilizzo di appositi macchinari preposti all'incapsulamento e all'imballaggio dei manufatti, nonché al monitoraggio dell'aria da effettuarsi prima e dopo l'operazione. Senza contare le spese di trasporto del materiale dal luogo della rimozione all'impianto di smaltimento, la remunerazione della manodopera specializzata e gli oneri dovuti all'Azienda Sanitaria Locale, ente predisposto ad effettuare le verifiche e a realizzare i piani di bonifica. Tenendo conto di tutti questi fattori, la spesa finale a carico del cittadino lievita parecchio, e può andare dai 400 ai 10000 euro, in base alla quantità di materiale da rimuovere e alla distanza del centro di smaltimento. I prezzi, in ogni caso, variano da regione a regione e ogni caso è da considerare a sé stante. Per avere un'idea più chiara è comunque possibile confrontare i preventivi on-line disponibili sui siti web delle varie aziende.

Incetivi sulla rimozione

Nonostante i costi smaltimento amianto siano piuttosto proibitivi, specie negli ultimi tempi, vi sono numerosi incentivi in grado di sollecitare anche i cittadini più titubanti a compiere questa scelta importante. Al di là delle numerose aziende specializzate nei settori del risparmio energetico e delle energie rinnovabili che offrono la possibilità di riconvertire tettoie in amianto con pannelli fotovoltaici, non bisogna sottovalutare gli incentivi statali. A questo proposito è importante segnalare il Bonus rimozione amianto 2017 che consente a tutti i titolari di reddito d'impresa l'ottenimento di un credito d'imposta al 50% sui lavori di bonifica e smaltimento. L'agevolazione è stata promossa da un decreto emesso dal Ministero dell'Ambiente in data 17 ottobre 2017 e fa riferimento ai lavori di rimozione effettuati entro il 31 dicembre 2016. Le domande devono essere inoltrate al Ministero entro il 31 marzo 2017 e l'incentivo copre tutte le spese di bonifica all'infuori di quelle successive alla rimozione (come il rifacimento di un tetto dopo l'eliminazione dell'Eternit), per le quali esistono altri incentivi (ad esempio la Detrazione Ecobonus 2017 del 65%).

Domande frequenti

  • Quali sono i costi medi per la rimozione dell'amianto al metro quadro?
    Il costo dello smaltimento dell'amianto varia in modo inversamente proporzionale alla superficie interessata. Per interventi piccoli, intorno ai 50 metri quadri, la spesa si attesta tra i 19 e i 25 euro al mq. Riducendo la quantità sotto i 100 mq, il prezzo scende a 15-23 euro al mq; sotto i 200 mq a 12-18 euro; intorno ai 500 mq a 10-14 euro; e per superfici superiori a 1000 mq, il costo può oscillare tra 8 e 13 euro al mq. È fondamentale richiedere più preventivi, poiché ogni impresa applica tariffe diverse.
  • Quali fattori influenzano ulteriormente il prezzo totale dello smaltimento?
    Oltre al quantitativo di materiale, il costo finale dipende da molte variabili operative. Spesso è necessario installare un cantiere di decontaminazione per delimitare l'area, utilizzare macchinari specifici per l'incapsulamento e monitorare la qualità dell'aria prima e dopo i lavori. Si aggiungono le spese di trasporto verso gli impianti autorizzati, il compenso per la manodopera specializzata e gli oneri sanitari richiesti dall'Azienda Sanitaria Locale per le verifiche. Di conseguenza, la spesa totale può variare drasticamente, andando da 400 a oltre 10.000 euro, a seconda della complessità e della distanza dallo smaltitore.
  • Esistono agevolazioni fiscali per chi deve rimuovere l'amianto?
    Sì, lo Stato offre incentivi per favorire la bonifica. In particolare, esiste un bonus che prevede un credito d'imposta del 50% sulle spese sostenute per la rimozione e lo smaltimento dell'amianto. Questo beneficio è destinato principalmente ai titolari di reddito d'impresa e copre le spese dirette di bonifica, escludendo invece i lavori successivi come il rifacimento del tetto. Per accedere all'agevolazione, è necessario rispettare scadenze precise per la presentazione della domanda al Ministero dell'Ambiente e per la conclusione dei lavori entro le date stabilite dalla normativa vigente.
  • Perché è obbligatorio rimuovere l'amianto dai propri edifici?
    L'amianto è stato bandito in Italia nel 1992 perché le sue fibre, se inalate, sono altamente cancerogene. Quando i manufatti in amianto, come le lastre di Eternit, si deteriorano, rilasciano nell'aria fibre microscopiche che possono causare gravi patologie polmonari, tra cui asbestosi, fibrosi e tumori come il mesotelioma. Queste malattie sono spesso letali. Pertanto, la rimozione non è solo una questione estetica o legale, ma una necessità sanitaria prioritaria per proteggere la salute degli abitanti e degli operatori, evitando il rilascio di fibre pericolose nell'ambiente circostante.
  • Chi è autorizzato a eseguire i lavori di rimozione dell'amianto?
    I lavori di rimozione dell'amianto non possono essere eseguiti da privati o imprese generiche, ma richiedono ditte specializzate e certificate. Queste aziende devono possedere attrezzature specifiche per creare zone di lavoro sicure, utilizzare dispositivi di protezione individuale per i lavoratori e gestire il materiale pericoloso secondo le normative vigenti. Inoltre, i lavori sono soggetti al controllo dell'Azienda Sanitaria Locale, che verifica il rispetto dei piani di sicurezza e effettua i monitoraggi ambientali necessari per garantire che non ci sia dispersione di fibre durante le operazioni di bonifica.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche