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Riforma del catasto

Aggiornato il 15 marzo 20173 capitoli4 domande frequenti
Nuova abitazione

La chimera della riforma del Catasto

La riforma del Catasto è sembrata per la maggior parte del tempo come un provvedimento legislativo che sarebbe stato attuato da ciascun Governo nazionale salito in carica, ma che per differenti motivi non trovava mai alla fine una vera e propria attuazione. Ma cosa cambierebbe con la nuova riforma del Catasto, che anche stavolta pare essere in dirittura di arrivo? Partiamo dal valore patrimoniale dell'immobile: questo parametro sarà determinato dal valore al metro quadrato dell'edificio assumendo dati di mercato collegabili al tipo di immobile in questione. I dati e le informazioni che verranno sfruttate per questa definizione saranno senza alcun dubbio quelli fruibili dalla vecchia Agenzia del Territorio. Successivamente si procederà alla determinazione di diversi coefficienti tra cui l'esposizione dell'immobile.

Le caratteristiche della nuova riforma del Catasto

Sono altre le variabili che condizionano il valore patrimoniale dell'immobile, tra cui possiamo trovare l'anno di costruzione, il riscontro d'aria, la tipologia del riscaldamento e la presenza o meno di un ascensore. Una volta considerati questi parametri e stabilito un valore, nasce un algoritmo che viene calcolato sul valore di partenza e poi moltiplicato per i metri quadrati dell'immobile. Il risultato rappresenta il cosiddetto "valore patrimoniale" dell'edificio. Un'altra caratteristica importante che verrà apportata dalla riforma del catasto è quello rappresentata dalla "rendita catastale", che verrà espressa attraverso i valori locativi calcolati al metro quadrato per ogni anno. Si tratta di informazioni facilmente reperibili da un'istituzione denominata "Osservatorio sul mercato immobiliare dell'ex Territorio". Dalla rendita catastale verranno poi detratte le spese di amministrazione, adeguamenti ed assicurazioni.

Il federalismo incluso nella riforma

All'interno della nuova riforma del Catasto è stata inoltre nuovamente inserita la normativa risalente all'ormai lontano 2006 e bloccata dai ricorsi a diversi Tar nel territorio italiano. Il timore principale era che i municipi avrebbero avuto troppo potere discrezionale per la base imponibile Imu, e che quindi ci sarebbe stato un aumento consistente delle rendite catastali. Una paura comunque smentita dagli eccellenti risultati di alcuni Comuni nel recupero della tassazione derivante dalla ristrutturazione di immobili, con il comitato adibito alla riforma del Catasto che ha accolto moltissime indicazioni fornite dall'Anci. Tra questi suggerimenti spicca il cosiddetto federalismo catastale, che ha l'obiettivo di concedere ai Comuni maggiore responsabilità nella determinazione delle rendite catastali.

Domande frequenti

  • Come verrà calcolato il nuovo valore patrimoniale degli immobili?
    Il nuovo valore patrimoniale non si baserà più esclusivamente sui vecchi parametri catastali, ma integrerà i dati di mercato reali. Il calcolo partirà dal valore al metro quadrato dell'edificio, utilizzando informazioni tratte dall'Agenzia del Territorio. A questo valore base si applicheranno specifici coefficienti correttivi legati alle caratteristiche fisiche dell'immobile, come l'esposizione, l'anno di costruzione, il sistema di riscaldamento e la presenza di ascensori. L'algoritmo finale moltiplicherà il valore unitario per la superficie totale, ottenendo una stima più vicina al reale valore di mercato rispetto al passato.
  • Cosa cambia per la rendita catastale con la nuova riforma?
    La rendita catastale subirà una modifica strutturale importante: non sarà più un dato statico, ma verrà espressa attraverso valori locativi aggiornati al metro quadrato annualmente. Queste informazioni saranno rese disponibili tramite l'Osservatorio sul mercato immobiliare. Per determinare la rendita effettiva, dal valore lordo verranno detratte le spese di gestione ordinaria, come amministrazione, adeguamenti tecnici e assicurazioni. Questo approccio mira a rendere la rendita più coerente con le effettive condizioni economiche e locative degli immobili sul mercato attuale.
  • Cos'è il federalismo catastale e quali poteri darà ai Comuni?
    Il federalismo catastale reintroduce una norma del 2006 precedentemente bloccata, attribuendo ai Comuni una maggiore responsabilità nella determinazione delle rendite catastali. L'obiettivo è decentralizzare il processo decisionale, permettendo agli enti locali di adattare le valutazioni alle specificità del territorio. Sebbene vi fosse il timore iniziale di un abuso discrezionale e di un conseguente aumento delle imposte (come l'IMU), la riforma include controlli e indicazioni tecniche per garantire equità. I Comuni avranno quindi un ruolo attivo nel definire le basi imponibili, rispondendo meglio alle dinamiche locali del mercato immobiliare.
  • Quali sono le principali variabili che influenzeranno la rivalutazione degli immobili?
    Oltre al prezzo di mercato al metro quadro, numerosi fattori incideranno sulla valutazione finale. Tra le variabili chiave figurano l'efficienza energetica e il tipo di impianto di riscaldamento installato, l'età dell'edificio (anno di costruzione) e la qualità degli spazi esterni, come il rapporto con l'aria e l'illuminazione naturale. Inoltre, la dotazione di servizi verticali, in particolare la presenza di ascensori, gioca un ruolo significativo nell'aumento del valore. Tutti questi elementi vengono sintetizzati in coefficienti che modificano il valore base, garantendo una valutazione più dettagliata e personalizzata per ogni singola unità immobiliare.

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