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Mobili di antiquariato

Aggiornato il 26 gennaio 20163 capitoli4 domande frequenti
Antico divano

L'irresistibile fascino dei mobili di antiquariato

I motivi per cui scegliere dei mobili di antiquariato per arredare la propria casa sono diversi. Il fascino emanato dall'antico è sicuramente una delle spinte più forti all'acquisto di questo genere di articoli. Esiste, inoltre, una componente di prestigio nel possedere dei pezzi rari e unici al mondo, che genera una forte attrazione verso questo tipo di mobilio. Lo splendore del passato sembra rivivere sotto i nostri occhi quando possediamo un prezioso divano o una cassapanca del secolo scorso. Non da ultimo è opportuno considerare la componente della qualità del mobile: in passato, infatti, il legno utilizzato era di altissima qualità e dava vita a elementi robusti e capaci di durare nel tempo e la manifattura era spesso così raffinata da realizzare dei veri e propri gioielli dell'arredo.

Restaurare i mobili di antiquariato

Una casa che presenti tra i suoi arredi dei mobili di antiquariato è notoriamente un luogo dotato di classe, fascino ed eleganza. Spesso sono pezzi che provengono da una fortunata eredità e necessitano di qualche intervento di restauro. Se non dovesse trattarsi di recuperi troppo complessi, per i quali si consiglia di rivolgersi a un esperto, si può optare per una rimessa a nuovo fai-da-te. In base alla tipologia di intervento specifico, sarà opportuno dotarsi degli strumenti fondamentali per operare nell'ambito del restauro. I più utili sono sicuramente guanti, gommalacca, della carta vetrata, spatole, pennelli e infine, un prezioso antitarlo, per assicurare una protezione futura al nostro pezzo di arredo. Una volta in possesso di questi elementi si potrà riportare il proprio mobile in vita.

Operazioni di restauro di mobili di antiquariato

Per restaurare dei mobili di antiquariato esistono diversi passaggi da effettuare, che vale la pena di conoscere più da vicino, soprattutto in un'ottica di restauro fai-da-te. Il primo passo è sicuramente quello dell'identificazione del mobile: è infatti, opportuno datarlo per poter capire che tipo di intervento effettuare, a seconda dell'epoca in cui è stato costruito. Come primo intervento si effettua solitamente la sverniciatura, che consiste nell'eliminazione delle vecchie vernici dal mobile. Per eseguire questa operazione è necessario dotarsi di sverniciatore in gel e spugnetta in acciaio, entrambi facilmente reperibili in negozi di bricolage. Si proceda in seguito con l'antitarlo, da passare con un pennello per poi procedere a imballare il nostro mobile con del nylon per circa una settimana, in modo da assicurarci che si impregni di prodotto.

Domande frequenti

  • Quali sono gli strumenti indispensabili per iniziare un restauro fai-da-te di un mobile antico?
    Per affrontare un restauro di base senza ricorrere immediatamente a professionisti, è fondamentale procurarsi alcuni attrezzi specifici. Oltre ai classici guanti protettivi e alle spatole per rimuovere residui, servono pennelli di buona qualità per le applicazioni liquide. La carta vetrata è essenziale per levigare le superfici dopo la pulizia, mentre la gommalacca servirà per dare lucentezza e proteggere il legno nudo. Infine, un buon antitarlo è irrinunciabile per garantire la longevità del mobile, proteggendo il legno da infestazioni future che potrebbero comprometterne la struttura.
  • Come si esegue correttamente la sverniciatura di un mobile d'epoca?
    La sverniciatura è il primo passo operativo per restituire vita al mobile. Si consiglia l'uso di uno sverniciatore in gel, preferibilmente rispetto alle versioni liquide, poiché aderisce meglio alle superfici verticali e agisce in profondità senza evaporare rapidamente. Applicare il gel sulla superficie del mobile e lasciare agire per il tempo indicato dal produttore. Successivamente, utilizzare una spugnetta in acciaio per grattare via delicatamente le vecchie vernici e lo sporco accumulatesi nei pori del legno. Questa fase richiede pazienza per non danneggiare la patina originale se presente.
  • Per quanto tempo bisogna lasciare il mobile trattato con antitarlo?
    L'applicazione dell'antitarlo richiede tempi di attesa precisi per essere efficace. Dopo aver passato il prodotto con un pennello su tutte le superfici, specialmente sulle fessure e sui retro meno visibili, è necessario isolare il mobile. La procedura corretta prevede di avvolgere l'intero pezzo in una pellicola di nylon per circa una settimana. Questo periodo di permanenza sotto il telo permette al prodotto di penetrare profondamente nelle fibre del legno, eliminando eventuali larve o uova di insetti xilofagi e assicurando una protezione duratura contro future infestazioni.
  • È importante datare il mobile prima di iniziare il restauro?
    Sì, identificare l'epoca di costruzione del mobile è un passaggio cruciale da non trascurare. Datare il pezzo permette di comprendere la tecnica costruttiva utilizzata, il tipo di legno impiegato e la natura delle vernici originali. Queste informazioni guidano la scelta degli interventi più appropriati: ad esempio, un mobile ottocentesco potrebbe richiedere trattamenti diversi rispetto a uno liberty o novecentesco. Conoscere l'origine aiuta anche a preservare il valore storico ed economico del manufatto, evitando interventi anacronistici che potrebbero snaturarne il carattere autentico e il pregio artistico.

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