Piano di cottura a induzione

Gli Elettrodomestici

Piani ad induzione

Moderni, eleganti, pratici: i piani ad induzione sono ricchi di vantaggi, ma molti sono gli interrogativi dei consumatori. Ecco i pro e i contro.

di Redazione

16 giugno 2017

Piani ad induzione: come funzionano

In Italia i piani ad induzione non sono ancora così diffusi, a differenza di altri Paesi, e questo è dovuto a varie ragioni. In primo luogo, ci sono i motivi energetici. In secondo luogo, non mancano i preconcetti, e molte persone preferiscono optare per una scelta più tradizionale, rispetto ad un acquisto più innovativo ma meno conosciuto. Infatti non è ancora chiaro quali siano i vantaggi dei piani ad induzione. Iniziamo dal funzionamento. Sotto la superficie in vetroceramica, questi piani hanno delle bobine che, alimentate da corrente elettrica, generano correnti elettromagnetiche. Si crea così un calore che viene trasmesso direttamente a pentole e padelle. Quest'ultime devono essere ferrose e avere un fondo piatto, per cui tutte le pentole in rame, alluminio e terracotta non possono essere usate.

Consumo e rendimento dei piani ad induzione

Nella bilancia dei pro e dei contro, l'aspetto del consumo pesa notevolmente nel piatto dei contro. Chi vuole comprare un piano a induzione deve probabilmente aumentare la capacità contrattuale, poichè la potenza elettrica assorbita dalle bobine è molto alta, e se vogliamo utilizzare altri elettrodomestici, la capacità del contatore deve essere di almeno 4,5 kW. Risultato: una bolletta un po' più salata. Per cui, se è vero che da un punto di vista energetico il piano a induzione consuma meno, è anche vero che il metano ha un costo notevolmente inferiore. D'altra parte, il rendimento dei piani ad induzione è altissimo, fino al 90%. Il sistema a induzione infatti non scalda la pentola, ma direttamente il contenuto e questo influisce positivamente sui tempi di cottura, che vengono accorciati nettamente.

Piani ad induzione: i vantaggi

La scelta dei piani ad induzione non è legata solo all'estetica. Il vantaggio più importante è sicuramente la praticità. Grazie alla liscia superficie in vetroceramica, libera da griglie e fornelli, la pulizia è uniforme e molto più rapida, anche perché potrete pulire subito dopo aver cucinato, senza bruciarvi con fornelli roventi. La garanzia di sicurezza è l'altro aspetto positivo dei piani ad induzione. Il pericolo di fughe di gas, infatti, è inesistente, e l’assenza di combustione riduce a zero anche tutti i pericoli di incendio legati alla presenza di fiamme. Altro punto a favore è infine la tecnologia: con il display infatti, da usare in modalità touch screen, non solo potete regolare l'intensità del calore della piastra, ma anche impostare il timer per decidere i tempi di accensione, la durata della cottura e lo spegnimento.

Costi dei piani ad induzione

Questi punti di forza hanno un prezzo: i piani ad induzione costano più di quelli tradizionali, e se si decide di aumentare la potenza del contatore, la bolletta ne risentirà. Trattandosi di alta tecnologia, realizzata con materiali complessi ed innovativi, i produttori di elettrodomestici devono affrontare dei costi di produzione maggiori. Di conseguenza, se per un piano cottura a gas il prezzo più basso scende fino a 100 euro, i piani ad induzione più economici, di almeno 4 fuochi, costano dai 180 ai 200 euro. I modelli più sofisticati possono superare i 1.400 euro, mentre per un piano a induzione di fascia media la spesa è sui 400 o 500 euro. A bilanciare i costi elevati tuttavia, vi sono l'efficienza, il design accattivante e il basso impatto ambientale, che senza dubbio faranno dei piani ad induzione il futuro delle nostre cucine.

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Domande frequenti

  • Le mie vecchie pentole in rame o alluminio sono compatibili con il piano a induzione?
    No, i piani a induzione richiedono specificamente pentole con fondo ferroso (magnetico) e perfettamente piatto. Se appoggiando una calamita sul fondo questa aderisce, la pentola è compatibile. Rame, alluminio puro, terracotta e vetro non funzionano perché non generano il campo magnetico necessario. È possibile utilizzare adattatori circolari in ferro, ma riducono l'efficienza energetica e allungano i tempi di cottura, quindi non sono consigliati per un uso ottimale.
  • Devo obbligatoriamente aumentare la potenza del contatore elettrico per installare un piano a induzione?
    Non sempre, ma è fortemente consigliato. Poiché le bobine assorbono molta energia, per evitare salti di corrente quando si usano altri elettrodomestici simultaneamente, si raccomanda una capacità contrattuale minima di 4,5 kW. Se hai già un contratto superiore o utilizzi il piano in orari separati da altri carichi elevati, potresti non dover intervenire, ma verificare con il proprio fornitore energetico è essenziale per garantire stabilità e sicurezza all'impianto domestico.
  • Il piano a induzione consuma davvero meno del gas?
    Dal punto di vista strettamente fisico, sì: l'induzione ha un rendimento superiore al 90%, trasferendo quasi tutta l'energia direttamente al cibo, mentre il gas disperde molto calore nell'aria. Tuttavia, economicamente dipende dal costo locale dell'energia. Se l'elettricità costa molto più del metano nella tua zona, la bolletta potrebbe risultare più alta nonostante l'efficienza. Bisogna calcolare il rapporto tra costo del kWh e costo del mc di gas per capire quale opzione conviene realmente.
  • È sicuro lasciare incustodito il cibo su un piano a induzione acceso?
    Sì, è generalmente più sicuro del gas grazie alle tecnologie integrate. Il piano si attiva solo se rileva una pentola ferrosa sul fuoco; senza di essa, rimane freddo. Inoltre, dispone di timer programmabili per lo spegnimento automatico e sensori di surriscaldamento. Una volta rimosso il recipiente, il calore residuo sulla superficie si spegne rapidamente. Tuttavia, la superficie può restare calda per qualche minuto dopo lo spegnimento, quindi attenzione a non toccarla immediatamente.
  • Quanto costa mediamente un buon piano a induzione e quanto dura?
    I prezzi variano ampiamente: i modelli base da 4 fuochi partono da 180-200 euro, mentre la fascia media si attesta tra 400 e 500 euro. Le versioni top di gamma, con funzioni avanzate e design premium, superano facilmente i 1.400 euro. La durata è elevata, spesso paragonabile agli elettrodomestici tradizionali, purché si evitino urti violenti sulla vetroceramica e si pulisca regolarmente con prodotti specifici per non graffiare la superficie lucida.