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Piano cottura incasso

Aggiornato il 08 settembre 20164 capitoli4 domande frequenti
Piano cottura a gas

Piani cottura da incasso

Il piano cottura da incasso è l'elemento fondamentale della cucina, tra quelli che andrebbero scelti con maggiore attenzione. Negli ultimi decenni in Italia si è passati da un piano cottura collegato al forno, a quello da incasso, che può essere posizionato in qualsiasi zona del piano di lavoro della cucina. Oggi in commercio sono disponibili diversi modelli di piani cottura da incasso; i più classici e diffusi hanno fiamme libere alimentate a gas, ma si possono trovare anche piani elettrici, con lampade alogene o con resistenza e anche i più moderni piani cottura a induzione. Ogni modello ha pregi e difetti particolari, anche se negli ultimi anni si assiste ad una singola dicotomia: piano cottura a gas o a induzione. Le versioni con resistenza o con lampade alogene stanno infatti entrando in disuso, a favore dei più moderni piani cottura elettrici che funzionano grazie alla generazione di un campo magnetico che riscalda le pentole.

Il piano cottura a gas

Nonostante le ultime evoluzioni della tecnologia in cucina, il piano cottura a gas è ancora tra i prediletti degli italiani, per una motivazione molto semplice e banale: il costo. I piani a gas infatti sono molto diffusi anche nei negozi, quindi se ne possono trovare modelli per ogni tasca, dai più economici, fino a quelli di design, molto costosi. Ma il costo è basso soprattutto per quanto riguarda la cottura: nonostante l'efficienza dei bruciatori a gas sia bassa, intorno al 40-50%, questo combustibile è veramente economico, permettendo di cucinare senza dover assolutamente pensare alla spesa. Per il gas utilizzato in cucina ogni mese una famiglia italiana spende intorno ai 15-25 euro, una cifra decisamente contenuta. Ci sono però anche alcuni svantaggi, che hanno negli anni portato i designer e i produttori di elettrodomestici ad orientarsi verso altri metodi di cottura. Il piano a gas infatti presenta delle fiamme libere, che possono portare al pericolo di scottarsi; inoltre questo piano cottura è abbastanza complesso da pulire, perché lo sporco, con il calore, tende ad incrostarsi.

Piani cottura da incasso elettrici

Vista la pericolosità delle fiamme libere in cucina, sono molte le innovazioni che si sono viste in nell'ambito della cottura dei cibi. Le rime cucine elettriche avevano piani cottura in ghisa, molto scomodi e poco pratici, visto che tendevano a scaldarsi in tempi elevati e mantenevano il calore troppo a lungo, impedendo di modularlo in modo corretto. In seguito sono stati introdotti i piani cottura in vetro ceramica; sotto la superficie si celano delle resistenze, o delle lampade alogene, che riscaldano rapidamente le pentole disposte sui bruciatori. Il consumo energetico è abbastanza elevato, anche se questo tipo di cottura permette di raggiungere una buona resa, superiore al 50%. I piani cottura in vetro ceramica sono molto facili da pulire, anche perché sono perfettamente lisci, privi di parti in rilevo, dove si può annidare lo sporco. Hanno però uno svantaggio notevole: il materiale di cui sono composti tende a rimanere caldo a lungo, senza che ciò si possa notare a vista, con conseguente elevata possibilità di scottarsi anche in modo grave.

Piani cottura a induzione

La rivoluzione dei piani cottura da incasso elettrici degli ultimi anni è la cucina a induzione. Il piano di cottura è sempre in vetro ceramica, liscio e pulibile molto rapidamente. Il calore però è generato da delle bobine, che creano sotto le pentole un campo magnetico, che innesca il riscaldamento del fondo degli utensili. Non è il piano cottura a scaldarsi ma, come nel caso dei bruciatori a gas, sono le pentole a farlo. In questo caso però, grazie al campo magnetico, non si porta il calore dall'esterno con una fiamma libera, ma se ne innesca la produzione direttamente da parte delle pareti di pentole e padelle. Si ottiene così un'ottima resa, con minima dispersione: il piano in vetro ceramica si riscalda solo dopo che la pentola calda vi è rimasta appoggiata a lungo, e tende a rimanere caldo per brevi tempi, limitando così la possibilità di scottarsi. Il principale difetto dei piani a induzione è il costo di esercizio: nonostante permettano di riscaldare le pentole molto rapidamente, tendono a consumare molto. In molti casi è necessario installare un contatore con maggiore potenza, e comunque limitare l'utilizzo delle altre apparecchiature elettriche durante la cottura.

Domande frequenti

  • Quale piano cottura è più economico da gestire mensilmente?
    Attualmente, il piano cottura a gas risulta essere la soluzione più economica per la gestione mensile. Nonostante l'efficienza dei bruciatori sia modesta (circa 40-50%), il costo del combustibile rimane molto contenuto, permettendo a una famiglia media di spendere tra i 15 e i 25 euro al mese. Al contrario, i piani a induzione, pur essendo efficienti nella trasmissione del calore alle pentole, tendono a consumare molta energia elettrica, richiedendo spesso un potenziamento del contatore e comportando costi di esercizio superiori rispetto al gas.
  • Quali sono i principali vantaggi e svantaggi del piano a induzione?
    I punti di forza del piano a induzione includono la sicurezza e la facilità di pulizia: il vetro ceramico rimane fresco al tatto poiché il calore genera direttamente la pentola tramite campo magnetico, riducendo drasticamente il rischio di scottature accidentali. Inoltre, la cottura è rapida ed efficiente. Lo svantaggio principale è il costo iniziale e di gestione: questi piani sono costosi da acquistare e richiedono un impianto elettrico adeguato (spesso serve un contatore di potenza maggiore), oltre a limitare l'uso simultaneo di altre apparecchiature ad alto consumo durante la cottura.
  • Perché i piani a gas sono ancora preferiti dagli italiani?
    La persistenza del piano a gas come scelta preferita deriva principalmente dal fattore economico legato al costo del combustibile, che è inferiore rispetto all'elettricità. Inoltre, offre un controllo immediato della fiamma, aspetto apprezzato in cucina. Tuttavia, questa tecnologia presenta inconvenienti significativi: le fiamme libere comportano rischi di scottature e rendono la pulizia più complessa, poiché lo sporco tende ad incrostarsi sulle griglie e sui bruciatori a causa del calore diretto, richiedendo una manutenzione più attenta rispetto alle superfici lisce dei piani elettrici.
  • Come funziona un piano cottura elettrico in vetroceramica tradizionale?
    I piani elettrici tradizionali in vetroceramica utilizzano resistenze o lampade alogene posizionate sotto la superficie liscia per trasmettere calore alle pentole. Questo metodo garantisce una resa superiore al 50% e rende la pulizia molto facile grazie all'assenza di sporgenze. L'inconveniente principale è la ritenzione termica del materiale: il vetro rimane caldo per molto tempo anche dopo aver spento l'interruttore, creando un pericolo nascosto di scottature gravi per chi tocca la superficie inconsapevolmente. A differenza dell'induzione, qui è il piano stesso a scaldarsi, non solo la pentola.

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