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Tortrici

Aggiornato il 03 giugno 20162 capitoli4 domande frequenti
Totrice verde

Le tortrici

Le tortrici sono il nome con cui si indica la grande famiglia di insetti Lepidotteri Tortricidi: sono farfalle di piccole dimensioni e ne sono state scoperte più di 1000 generi e oltre 10.000 specie. Si caratterizzano per le loro lunghe ali e per la loro particolare posizione di riposo: infatti, inclinano le ali a tetto, cioè all'indietro. In questo modo le farfalle hanno una forma trapezoidale e un profilo arrotondato. In genere hanno un'attività crepuscolare. Le tortrici sono tra gli insetti più studiati perché le larve hanno un grande impatto sulle coltivazioni e sui boschi: infatti le loro larve sono parassiti che si nutrono di foglie, steli, capolini fiorali e frutti. In Italia sono conosciute soprattutto le tortrici della vite, del pesco e del melo.

Le tortrici della vite

Tra le varie specie di tortrici è molto conosciuta quella della vite: il nome di questo lepidottero deriva dal fatto che è un parassita della vita, oltre che di altre numerose piante. Le farfalle depongono sulle foglie da 50 a 60 uova, da cui nascono le larve: queste si nutrono delle foglie, dei fiori, delle gemme e dei frutti della pianta, provocando notevoli danni. Quando raggiungono i 25-30 mm di lunghezza entrano nella fase di crisalide. Da adulte le tortrici della vite hanno un'apertura alare compresa tra i 18 e i 25 mm, mentre la loro lunghezza varia da 11 a 15 mm. Oltre alla vite attaccano anche altre piante, tra cui il castagno, la patata, il melo cotogno e il sambuco.

Domande frequenti

  • Come posso riconoscere visivamente una farfalla tortrice rispetto ad altri insetti?
    Le farfalle della famiglia Tortricidae si distinguono facilmente per la loro postura di riposo caratteristica: ripiegano le ali a forma di tetto, inclinandole all'indietro. Questo comportamento conferisce loro un profilo trapezoidale e arrotondato, diverso dalla posizione piatta o verticale di molte altre farfalle. Inoltre, sono generalmente di piccole dimensioni, con un'apertura alare che varia solitamente tra 18 e 25 millimetri nelle specie comuni come quella della vite. La loro attività è prevalentemente crepuscolare, quindi tendono a essere attive al tramonto o all'alba, rendendole meno visibili durante il giorno.
  • Quali danni specifici causano le larve delle tortrici alle piante coltivate?
    Le larve delle tortrici sono parassiti agricoli particolarmente dannosi perché si nutrono di diverse parti vitali della pianta. Possono consumare foglie, steli, gemme, capolini fiorali e frutti. Nel caso specifico della vite, l'attacco alle gemme e ai frutti compromette direttamente la produzione dell'uva, mentre il consumo fogliare riduce la capacità fotosintetica della pianta. Questi attacchi possono portare a deformazioni dei frutti, caduta prematura dei germogli e, nei casi gravi, a un indebolimento generale della vegetazione che rende la pianta più suscettibile ad altre malattie o stress ambientali.
  • Oltre alla vite, quali altre piante vengono attaccate dalle tortrici?
    Sebbene siano famose per i danni alla vite, le tortrici non si limitano a questa coltura. La famiglia include specie che colpiscono una vasta gamma di piante ornamentali e da frutto. Tra le principali ospiti ci sono il pesco, il melo, il castagno, il cotogno e il sambuco. Alcune specie, come quella descritta nel contesto viticolo, possono attaccare anche ortaggi come la patata. Questa polifagia significa che un giardino o un frutteto diversificato può ospitare più specie di tortrici contemporaneamente, ciascuna specializzata nell'attaccare specifiche famiglie botaniche, richiedendo un monitoraggio attento su tutte le specie presenti.
  • Quanto tempo impiegano le larve per trasformarsi in crisalide?
    Il ciclo vitale delle larve dipende dalla temperatura e dalla disponibilità di cibo, ma generalmente crescono fino a raggiungere una lunghezza di circa 25-30 millimetri. Una volta raggiunta questa dimensione critica, le larve interrompono l'alimentazione e cercano un luogo protetto per entrare nella fase di crisalide (pupa). Questo stadio intermedio è cruciale per lo sviluppo definitivo dell'insetto. La durata esatta di questa fase larvale varia in base alle condizioni climatiche stagionali, ma è un indicatore importante per i giardinieri: osservare larve di queste dimensioni segnala che la metamorfosi imminente porterà alla nascita di nuove farfalle adulte pronte per deporre le uova.

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