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Impianto elettrico a norma

Aggiornato il 07 luglio 20174 capitoli4 domande frequenti

Perché fare un impianto elettrico a norma

Quando si realizza un impianto elettrico in qualunque tipologia di edificio è fondamentale che si tratti di una soluzione a norma di legge, cioè che risponda ai requisiti e alle disposizioni previste all’interno del decreto ministeriale 37/2008. In questo modo si garantisce l’efficienza del sistema, che a sua volta è uno dei fattori fondamentali per la sicurezza dell'abitazione. Per predisporre un impianto elettrico a norma bisogna rivolgersi a persone competenti nel settore, spesso professionisti abilitati per legge, tuttavia è possibile procedere in maniera autonoma, anche se per ottenere risultati a regola d’arte bisogna avere una certa esperienza. Avere un impianto elettrico a norma è importante non soltanto dal punto di vista della sicurezza, ma anche da quello dell’efficienza. Infatti si evita di avere sprechi energetici e, di conseguenza, maggiori consumi e spese eccessive in bollette.

Come fare un impianto elettrico a norma

Per avere un impianto elettrico a norma è necessario che un professionista abilitato lo certifichi rilasciando al proprietario una dichiarazione di conformità in base alle disposizioni di legge. Al tempo stesso bisogna tenere a mente che ogni impianto deve avere alcune componenti fondamentali e che i sistemi possono essere realizzati in parallelo oppure in serie a seconda della tipologia di collegamento tra le emissioni che vengono messe in opera. In base a questa distinzione si categorizzano anche i dispositivi di protezione installati, come il fusibile, l’interruttore magnetotermico, lo scaricatore, l’interruttore magnetotermico differenziale e l’interruttore differenziale. Inoltre ogni impianto elettrico a norma viene progettato a seconda dei consumi dei dispositivi elettronici collegati al sistema e a seguito di un sopralluogo accurato degli ambienti di installazione. In questo caso la progettazione viene effettuata in base alla normativa di sicurezza, basata sulle modalità di controllo, le caratteristiche tecniche, la manutenzione e le tempistiche d'installazione dei dispositivi di sicurezza.

Come rendere a norma un impianto elettrico

Nel caso in cui si abbia in casa un impianto elettrico non a norma è necessario verificare le caratteristiche del sistema e valutare come renderlo conforme alle disposizioni di legge. Di conseguenza bisogna rivolgersi a professionisti certificati per poter installare l’impianto e poter mettere a norma l'intero ambiente, così da poter essere certi che tutte le normative vigenti in ambito di sicurezza vengano rispettate. I requisiti minimi per avere un impianto elettrico a norma prevedono che siano realizzati la protezione contro i fenomeni sovracorrenti, la protezione a contatto diretto e il sezionamento dell'impianto in più parti. Inoltre bisogna inserire all'interno di canaline tutti i conduttori elettrici senza dover utilizzare le prese violanti e il nastro isolante. Al tempo stesso è necessario verificare, una volta terminata l’installazione, che sia stata fatta la messa a terra, collegando la struttura metallica degli elettrodomestici a terra.

Quanto costa un impianto elettrico a norma

La realizzazione di un impianto elettrico a norma ha costi differenti a seconda di numerosi fattori: innanzitutto bisogna verificare quali siano le sue dimensioni, la tipologia alla quale appartiene e quali siano le necessità funzionali delle soluzioni da mettere in opera. Un sistema standard comprendente 60-70 punti luce circa e installato in un’abitazione di 90 metri quadrati ha un costo che si aggira sui 3.200-3.800€ euro. Infatti ogni punto luce ha un prezzo che parte dai 45 e che arriva fino ai 65 euro a seconda delle sue specifiche. Inoltre bisogna tenere a mente che quanto si parla del costo di un impianto elettrico a norma si fa riferimento alle spese da sostenere nel complesso. Infatti sono compresi sia il prezzo dei materiali, delle scatole, dei tubi surrogati e dei quadri che il costo per la manodopera specializzata che effettuerà la messa in opera dell'impianto elettrico in casa. Tuttavia è necessario al termine dei lavori conteggiare in aggiunta l'Iva in base alla percentuale ordinaria.

Domande frequenti

  • Chi può realizzare o certificare un impianto elettrico a norma?
    Secondo il Decreto Ministeriale 37/2008, la realizzazione e la certificazione degli impianti elettrici devono essere eseguite da imprese o professionisti abilitati e iscritti nelle apposite registrazioni. Sebbene tecnicamente sia possibile intervenire in autonomia, ottenere una Dichiarazione di Conformità valida richiede l'intervento di personale qualificato. Questa certificazione è essenziale per garantire la sicurezza dell'abitazione, assicurare l'efficienza energetica e rispettare gli obblighi di legge. Senza la firma di un tecnico abilitato, l'impianto non risulta regolare e potrebbe causare problemi assicurativi o legali in caso di incidenti.
  • Quali sono i costi indicativi per mettere a norma un impianto in un appartamento di 90 mq?
    Il costo per un impianto elettrico a norma standard in un appartamento di circa 90 metri quadrati si aggira generalmente tra i 3.200 e i 3.800 euro. Questa cifra include sia i materiali (scatole, tubi, cavi, quadri elettrici) sia la manodopera specializzata. Il prezzo varia in base al numero di punti luce, solitamente stimato tra i 60 e i 70, ciascuno dei quali costa dai 45 ai 65 euro. È importante ricordare che a queste spese va aggiunta l'IVA nella percentuale vigente, poiché il preventivo indicato copre solo la fornitura e l'installazione diretta.
  • Cosa significa esattamente 'impianto a norma' e quali protezioni deve avere?
    Un impianto elettrico a norma è un sistema che rispetta rigorosamente le disposizioni del DM 37/2008, garantendo sicurezza ed efficienza. Deve obbligatoriamente includere tre elementi fondamentali: la protezione contro le sovracorrenti (tramite interruttori magnetotermici o fusibili), la protezione contro i contatti diretti e indiretti (con interruttori differenziali ad alta sensibilità) e il sezionamento generale dell'impianto. Inoltre, tutti i conduttori devono essere alloggiati in canaline protettive e non nascosti sotto intonaco o con semplici nastri isolanti. La messa a terra efficace è altresì obbligatoria per collegare le masse metalliche degli elettrodomestici.
  • Come si rende a norma un vecchio impianto elettrico esistente?
    Per adeguare un impianto non conforme, è necessario prima effettuare un sopralluogo tecnico per valutarne lo stato attuale. Successivamente, bisogna intervenire sostituendo o integrando le carenze rispetto agli standard attuali: ciò implica l'installazione di un quadro elettrico moderno con interruttori differenziali e magnetotermici, il rifacimento del circuito di terra e la posa dei cavi entro canaline omologate. È vietato lasciare cavi scoperti o usare prese 'violante'. Una volta completati i lavori, un professionista abilitato dovrà rilasciare la nuova Dichiarazione di Conformità, attestando che l'impianto soddisfa tutti i requisiti di sicurezza vigenti.

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