Impianto elettrico di una fabbrica

Impianto Elettrico

Impianto elettrico

Scopriamo insieme tutto ciò che riguarda l'impianto elettrico, le normative, le tipologie, la certificazione impianti elettrici e tanto altro.

di Redazione

20 aprile 2017

Cos'è un impianto elettrico

Nel campo dell’ingegneria elettrica, quando si parla di impianto elettrico non si fa altro che citare tutto l’insieme di apparecchiature, strumentazioni, cavetteria e tanto altro che serve per poter utilizzare al meglio l’energia elettrica portata direttamente all’interno di un qualsiasi immobile. Per poter regolare in maniera ottimale questo tipo di tecnologia, l’ingegneria elettrica prevede due grandi macrocategorie, chiamate nello specifico impianti civili e industriali. La prima categoria si riferisce quindi agli impianti elettrici usati nelle abitazione e nei luoghi pubblici come i centri commerciali, gli ospedali e le scuole, mentre la seconda categoria viene impiegata per alimentare in maniera corretta tutte le tipologie di macchine per l’industria. Per la realizzazione, la progettazione e la manutenzione degli impianti elettrici è necessario l’intervento di personale esperto, ossia la figura professionale dell’elettricista. Ma non solo, tali lavori vanno fatti seguendo una serie di normative che servono a tutelare la sicurezza di chi vive nel luogo in cui è installato l’impianto.

Le normative riguardanti gli impianti elettrici

Come detto precedentemente, la progettazione, la realizzazione e la manutenzione di un impianto elettrico deve essere fatta seguendo un determinato tipo di regole che vengono stabilite dalle leggi emanate durante gli anni dal governo. In Italia esiste un insieme di normative dal 1990 che regola questo particolare tipo di lavoro, grazie alla legge 46/90. Successivamente però sono state apportate delle modifiche sostanziali, con l’ausilio di altri decreti ministeriali come D.M. 37 del 22 gennaio 2008 e la legge n. 248 del 2 dicembre 2005. Quest’ultimo in particolare sancisce un riordino totale per quanto riguarda la disciplina della realizzazione degli impianti elettrici all’interno degli edifici. In Italia inoltre esiste un organismo che si occupa sostanzialmente di emanare tutte le normative necessarie, ossia il Comitato Elettrotecnico Italiano, conosciuto anche con la sigla CEI.

Certificazione impianti elettrici

Le normative italiane richiedono solamente che l’impianto elettrico venga realizzato con materiali a norma di legge e a regola d’arte, che in altre parole significa che il sistema, a lavoro finito, deve avere un funzionamento perfetto. Una volta che la figura professionale abilitata ha finito il lavoro di installazione di uno o più impianti elettrici è necessario che venga stilato un documento particolare per ognuno di essi, dove viene attestato che gli interventi sono stati fatti a regola d’arte. Questa dichiarazione è denominata certificazione impianti elettrici, conosciuta anche come dichiarazione di conformità. La legge italiana rende noto che l’azienda che si è occupata di tutto ciò che concerne l’impianto elettrico installato in un edificio rilasci una o più certificazioni. Questo documento poi andrà necessariamente consegnato all’ufficio apposito del comune, che provvederà a inoltrarne una copia alla camera di commercio della città in cui sono stati fatti gli interventi. Tutto questo viene fatto per poter permettere agli organismi incaricati di effettuare verifiche accurate per garantire la sicurezza e il funzionamento dell’impianto.

Cos'è un impianto elettrico da cantiere

Per impianto elettrico da cantiere si intende invece, come detto precedentemente, tutto l’insieme di dispositivi e tecnologie dipendenti elettricamente, che vengono solitamente installati all’interno di un’area ben delimitata, ossia il cantiere. Generalmente questo apparato tecnologico ha una vita più o meno breve ed è destinato al smantellamento una volta terminati i lavori. Nonostante non venga richiesta alcuna documentazione inerente al funzionamento di questa tipologia d’impianto, è sempre consigliabile raccogliere un’adeguata documentazione completa di schemi d’impianto, progetti e così via. La responsabilità del funzionamento è ricoperta da personale presente all’interno del cantiere ed è assunta dalle figure professionali che sono: l’installatore (che va a montare tutto l’impianto operando nel rispetto delle normative), il costruttore dei quadri, i montatori, il datore di lavoro o il capocantiere e il responsabile di sicurezza.

Cos'è un impianto elettrico industriale

Gli impianti elettrici industriali sono la seconda categoria di impianti che viene prevista dall’ingegneria elettrica. Sostanzialmente, rispetto alla controparte civile, questa tipologia risulta essere molto più complessa sia da costruire che da mantenere a causa dell’utilizzo che viene fatto. Come detto precedentemente, questi impianti servono ad alimentare macchinari più o meno grandi per l’utilizzo industriale. Quindi è facilmente intuibile che i materiali, le componenti e la progettazione stessa siano diverse da quelle fatte in ambito civile. Per quanto riguarda le norme a cui si fa riferimento durante l’installazione di un qualsiasi impianto elettrico di tipologia industriale si può dire che vi sia la norma CEI 64-8, la legge 186/68 (precedentemente citata e riguarda la costruzione a regola d’arte degli impianti stessi), il decreto ministeriale 81/08 riguardante la sicurezza nei luoghi di lavoro, il decreto ministeriale 37/08 riguardante la sicurezza dell’impianto elettrico della tipologia precedentemente citata, la legge 791/77 che amministra la responsabilità attribuite al costruttore dell’impianto elettrico.

L'importanza dello schema

Nel momento in cui si decide di realizzare un impianto elettrico di tipologia civile, industriale o di cantiere è necessario far uso di uno schema di impianto elettrico per poter seguire al meglio la realizzazione dei lavori. Tale documento non può essere redatto da chiunque ma solamente da personale qualificato in questa mansione, che andrà a progettare l’impianto in maniera da seguire tutte le norme che sono imposte dalla legge. Una volta effettuato ciò i lavori che porteranno alla posa di tutti i cavi riguardante l’impianto elettrico potranno procedere, seguendo attentamente le tracce disegnate all’interno dello schema. Negli ultimi anni si è vista una grande diffusione di programmi CAD per lo sviluppo di tale documento, venendo facilitato enormemente. Per arrivare ad uno schema completo con ogni dato importante è necessario che un tecnico abilitato faccia un sopralluogo dove devono essere effettuati gli interventi, rilevando tutta una serie di dati e misure che poi andranno elaborate al fine di realizzare lo schema dell’impianto stesso.

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Domande frequenti

  • Chi è autorizzato a installare e certificare un impianto elettrico domestico?
    La normativa italiana impone che la progettazione, realizzazione e manutenzione degli impianti elettrici civili debba essere eseguita esclusivamente da personale qualificato ed esperto, ovvero elettricisti abilitati. Non basta essere bravi manualmente; è fondamentale che l'intervento rispetti rigorosamente le norme tecniche e di sicurezza. Solo un professionista riconosciuto può rilasciare la Dichiarazione di Conformità, documento legale essenziale che attesta che l'opera è stata realizzata a regola d'arte e garantisce la sicurezza degli utenti.
  • Cos'è la Dichiarazione di Conformità e perché è obbligatoria?
    La Dichiarazione di Conformità è il documento ufficiale rilasciato dall'elettricista al termine dei lavori, che certifica che l'impianto elettrico è stato installato rispettando le vigenti normative italiane (come il D.M. 37/08). Questo atto è obbligatorio per legge e deve essere consegnato al proprietario dell'immobile. Inoltre, l'azienda installatrice ha l'onere di inviarne una copia all'Ufficio Tecnico del Comune competente, che a sua volta trasmette una copia alla Camera di Commercio. Senza questo documento, l'impianto non è regolarizzato e potrebbe causare problemi legali e assicurativi.
  • Quali sono le principali normative tecniche di riferimento in Italia?
    Il quadro normativo italiano per gli impianti elettrici si basa principalmente sulla Legge 46/90 e, successivamente, sul Decreto Ministeriale 37/08, che riordina la disciplina degli impianti negli edifici. Un ruolo centrale è svolto dal Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI), che emana le norme tecniche, tra cui la celebre CEI 64-8, specifica per gli impianti elettrici utilizzatori. Il rispetto di queste norme garantisce che i materiali siano a regola d'arte e che l'impianto funzioni in modo sicuro ed efficiente, tutelando le persone e i beni.
  • Cosa distingue un impianto elettrico civile da uno industriale?
    La distinzione principale risiede nella destinazione d'uso e nella complessità tecnica. Gli impianti civili alimentano abitazioni, uffici, scuole e centri commerciali, privilegiando la sicurezza delle persone e il comfort. Gli impianti industriali, invece, sono progettati per alimentare macchinari pesanti e processi produttivi, richiedendo soluzioni più complesse, materiali diversi e una progettazione specifica. Sebbene entrambi seguano principi di sicurezza, gli impianti industriali devono rispettare ulteriori normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/08) e hanno strutture più robuste per gestire carichi elevati.
  • È necessaria la certificazione anche per gli impianti elettrici da cantiere?
    Tecnicamente, per gli impianti elettrici temporanei da cantiere non è sempre richiesta la stessa documentazione formale di certificazione finale prevista per gli impianti fissi civili. Tuttavia, è fortemente consigliato e prassi sicura redigere una documentazione completa, inclusi schemi d'impianto e progetti. La responsabilità del corretto funzionamento e della sicurezza ricade sulle figure presenti in cantiere: installatore, costruttore dei quadri, capocantiere e preposto alla sicurezza. Mantenere traccia scritta delle operazioni è cruciale per dimostrare la dovuta diligenza in caso di controlli o incidenti.