Come si realizza un impianto elettrico
Un impianto elettrico è composto alcuni componenti assolutamente necessari per far funzionare il circuito e da una dotazione variabile in base alle dimensioni della casa o dell'ufficio. Per quanto riguarda l'installazione di nuovi impianti elettrici la legge Cei 64-8, la norma che regola le prestazioni minime degli allacci, determina tre differenti livelli qualitativi. Innanzitutto c'è da considerare che la potenza contrattuale che un'azienda elettrica fornisce ai privati è diversa a seconda della superficie della casa: il valore minimo per le abitazioni fino a 75 metri quadri è 3 kW, mentre per le superfici superiori si parte da 6 kW. Di conseguenza l'impianto elettrico deve avere la predisposizione almeno per queste potenze. Se le potenze sono maggiori di 6kW il progetto dell'impianto elettrico deve essere realizzato da un ingegnere o da un professionista abilitato iscritto all'albo. In questo caso nel costo dell'impianto elettrico va conteggiato anche il progetto.
Qual è il costo di un impianto elettrico
Il costo di un impianto elettrico dipende non dai metri quadri di un'abitazione ma dal numero di punti luce e di punti presa installati, cioè dal numero di lampade, lampadari, interruttori e prese presenti per un buon comfort abitativo. In genere ogni punto luce di un impianto elettrico ha un costo variabile tra i 30 e i 60 euro circa, anche se in genere si attesta sui 50 euro. Di conseguenza il costo di un impianto elettrico standard formato da 60 punti luce circa in un appartamento delle dimensioni di 90 metri quadri si aggira in totale sui 3.000-3.600 euro, su cui va poi calcolato l'importo dell'Iva. Nell'importo sono conteggiati i costi per i quadri elettrici, i tubi corrugati, i materiali e la manodopera: infatti, anche se non ci si rivolge a un professionista iscritto all'albo, un impianto elettrico deve essere eseguito da un elettricista.
Come calcolare il costo dell'impianto elettrico
Per calcolare il costo di un impianto elettrico è necessario tenere a mente alcune regole. Innanzitutto i prezzi di un punto luce aumentano per ogni presa aggiuntiva che si inserisce nella stessa scatola. In genere il costo di un punto luce è differente da quello di un punto presa, anche se a volte l'elettricista o l'impresa edile li calcolano allo stesso modo. Sono appunto queste figure i responsabili della determinazione dei costi, tanto che a volte decidono di farsi pagare a ore. Oltre ai punti luce e ai punti presa, il costo di un impianto elettrico viene determinato anche dai quadri elettrici (ognuno costa 50-60 euro), dalle esigenze dell'ambiente in base alla sua destinazione d'uso e dal numero dei circuiti. Devono essere minimo due, uno per gli elettrodomestici e le prese da 16 A e l'altro per le prese da 10 A e l’illuminazione. In più, maggiore è il numero dei circuiti e minori saranno i disservizi.
Considerazioni sul costo dell'impianto elettrico
Un appartamento o una casa di 80-90 metri quadrati di superficie è un'abitazione di tipo medio, quindi in genere necessita di un impianto elettrico standard, cioè con 3-4 prese in ogni stanza, tv e un quadro elettrico generale con differenziale. Se poi vi si aggiungono dispositivi particolari come un sistema di allarme, punti luce a dissolvenza e un sistema a pulsanti con dimmer/on/off, il costo di un impianto elettrico può aumentare e quindi raggiungere i 4.000-5.000 euro. Inoltre c'è da considerare che la potenza minima di 6kW, a differenza di quello che si pensava fino a pochi anni fa, non è proprio altissima: dato il sempre maggior numero di apparecchi elettrici usati, in una casa di medie dimensioni è necessaria spesso una potenza maggiore. In più si deve considerare la fondamentale integrazione della rete dati.
Domande frequenti
-
Come si calcola esattamente il prezzo finale di un nuovo impianto elettrico?Il costo non dipende dai metri quadri, ma dal numero totale di punti luce e prese. Ogni punto luce costa mediamente tra i 30 e i 60 euro, mentre le prese possono avere tariffe diverse. Al costo unitario dei singoli elementi si aggiungono le spese per i quadri elettrici (circa 50-60 euro l'uno), i tubi corrugati, i materiali e la manodopera qualificata. È fondamentale ricordare che, salvo casi specifici di piccola entità, l'intervento deve essere eseguito da un elettricista abilitato per garantire la conformità alla normativa CEI 64-8.
-
Quanto costa in media installare un impianto standard per un appartamento di 90 mq?Per un appartamento di circa 90 metri quadri, che richiede un impianto standard con circa 60 punti luce, il costo totale si aggira generalmente tra i 3.000 e i 3.600 euro. Questa cifra include materiali, quadri elettrici e manodopera, ma non comprende l'IVA. Se si richiedono personalizzazioni avanzate, come sistemi domotici, luci a dissolvenza o allarmi integrati, il preventivo può salire fino a 4.000-5.000 euro. La potenza contrattuale minima richiesta per questa metratura è solitamente di 6 kW.
-
È obbligatorio nominare un ingegnere o un professionista per il progetto dell'impianto?Sì, se la potenza contrattuale richiesta supera i 6 kW. In tal caso, la normativa impone che il progetto dell'impianto elettrico sia redatto da un ingegnere o da un professionista abilitato iscritto all'albo. Il costo di questa progettazione dovrà essere aggiunto al preventivo complessivo dell'installazione. Per potenze inferiori o uguali a 6 kW, il progetto può essere gestito direttamente dall'elettricista competente, purché rispetti gli standard minimi di sicurezza previsti dalla legge.
-
Qual è la differenza di costo tra un punto luce e una presa?Generalmente, il costo di un punto luce (interruttore/lampadario) varia tra i 30 e i 60 euro, attestandosi spesso sui 50 euro. I punti presa possono avere una tariffa leggermente diversa, anche se molti professionisti applicano lo stesso prezzo base per semplificare il calcolo. Tuttavia, il prezzo aumenta per ogni presa aggiuntiva inserita nella stessa scatola. È consigliabile chiedere un dettagliato computo metrico per capire se le voci sono distinte o aggregate.
-
Quanti circuiti devono esserci in un impianto elettrico moderno?La normativa prevede almeno due circuiti distinti: uno dedicato agli elettrodomestici e alle prese da 16 Ampere, e un altro per le prese da 10 Ampere e l'illuminazione. Maggiore è il numero di circuiti, minore sarà il rischio di disservizi o salti di corrente dovuti a sovraccarichi. Un impianto ben strutturato separa le utenze per garantire stabilità e sicurezza, specialmente considerando l'alto consumo degli elettrodomestici moderni.









