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Quali sono le distanze da tenere tra fabbricati

Per realizzare una costruzione su terreni confinanti nel rispetto delle normative è bene conoscere le leggi che regolano le distanze tra fabbricati.

di Redazione

10 febbraio 2017

Distanze tra fabbricati: disposizioni legislative

A regolare le distanze tra fabbricati è l'art. 9 del Decreto Ministeriale 1444/68. La disposizione legislativa stabilisce che, in caso di edifici confinanti, la distanza minima da rispettare è di dieci metri. La misurazione riguarda le pareti finestrate e la parete antistante dell'edificio, e si applica qualora nessuna delle due costruzioni presenti un'altezza superiore a dieci metri. In caso contrario la distanza viene aumentata fino a quella del fabbricato più alto. Colui che costruisce per ultimo è il soggetto tenuto al rispetto della normativa. In pratica se una costruzione si trova in un terreno confinante, il proprietario del secondo appezzamento di terreno che intenda costruire un'abitazione dovrà progettare la stessa a non meno di dieci metri da quella già presente. Se quest'ultima ha un'altezza maggiore di dieci metri la distanza andrà proporzionalmente crescendo fino a raggiungere l'altezza dell'edificio esistente.

Calcolo delle distanze tra fabbricati

La distanza che deve rispettare colui che costruisce la propria abitazione rispetto agli edifici già esistenti è di dieci metri. Tale distanza deve essere misurata partendo da ogni parete finestrata della casa e dalla parete che costituisce l'ingresso dell'abitazione. Con il termine parete finestrata si intende quel lato della casa che presenta sulla sua superficie porte, balconi, finestre di veduta e di luce. Ai fini dell'appliazione della legge è irrilevante il fatto che una sola delle due abitazioni abbia la parete finestrata. Nel computo metrico occorre considerare anche tutti quegli elementi accessori che hanno carattere di stabilità, solidità ed immobilizzazione. Al rispetto delle distanze tra fabbricati è tenuto colui che costruisce o esegue interventi straordinari, come ad esempio sopraelevazioni o realizzazione di termocappotto, sulla propria abitazione per ultimo.

Sanzioni mancato rispetto distanze tra fabbricati

Come già più volte dichiarato dal TAR il mancato rispetto delle distanze tra fabbricati non rientra nei casi per i quali è possibile richiedere ed ottenere il condono edilizio. Questo particolare divieto nasce dal fatto che l'inosservanza delle distanze va a ledere i diritti di terzi. Vi è poi un altro aspetto che determina l'inderogabilità della distanza nelle singole discipline urbanistiche locali, ovvero la necessità di evitare la formazione di intercapedini che potrebbero risultare fonte di pericolo e rischio per la salute pubblica. Colui che ha costruito un edificio su un terreno confinante senza rispettare il limite di distanza da uno stabile già esistente è quindi soggetto ad essere condannato alla sua demolizione. Tale obbligo scatta anche nel caso in cui l'edificio preesistente sia stato realizzato in maniera abusiva.

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Domande frequenti

  • Qual è la distanza minima legale da rispettare tra due case confinanti?
    Secondo l'articolo 9 del Decreto Ministeriale 1444/68, la distanza minima standard tra fabbricati confinanti è di dieci metri. Questa misura deve essere calcolata tenendo conto delle pareti esterne, specificamente quelle dotate di aperture come finestre, porte o balconi. È fondamentale precisare che tale norma si applica pienamente quando entrambe le costruzioni non superano i dieci metri di altezza. Il rispetto di questa distanza è obbligatorio per tutelare la privacy e la sicurezza degli abitanti, impedendo la creazione di spazi angusti tra gli stabili.
  • Cosa succede alla distanza se uno dei due edifici supera i dieci metri di altezza?
    Se uno dei due fabbricati, sia quello preesistente sia quello nuovo, supera i dieci metri di altezza, la regola dei dieci metri non basta più. In questo scenario, la distanza minima da mantenere aumenta progressivamente fino ad eguagliare l'altezza del fabbricato più alto. Ad esempio, se la casa vicina è alta quindici metri, dovrai posizionare la tua nuova costruzione a almeno quindici metri di distanza. Questa proporzione garantisce che la luce solare e la ventilazione non vengano compromesse eccessivamente dall'ombra proiettata dall'edificio più elevato.
  • Chi è responsabile del rispetto delle distanze: chi costruisce prima o dopo?
    La responsabilità ricade esclusivamente su chi realizza l'intervento edilizio successivamente, ovvero il 'costruttore per ultimo'. Se esiste già un edificio conforme alle norme, il nuovo proprietario deve progettare la propria abitazione rispettando le distanze legali dallo stabile preesistente. Tuttavia, questa regola vale solo se l'edificio esistente era stato costruito legalmente. Se invece lo stabile vicino è abusivo, la situazione cambia radicalmente e il rispetto della distanza non può essere invocato automaticamente per legittimare una nuova costruzione inadeguata.
  • Le distanze valgono anche per lavori come il cappotto termico o sopraelevazioni?
    Sì, il calcolo delle distanze non riguarda solo la costruzione ex novo, ma anche interventi di ristrutturazione straordinaria. Operazioni come la realizzazione del cappotto termico, che sporge dalla facciata originale, o le sopraelevazioni, modificano i confini volumetrici dell'edificio. Poiché questi interventi alterano la posizione delle pareti o l'altezza dello stabile, devono rispettare rigorosamente le distanze dai vicini. Chi esegue tali lavori è tenuto a verificare che la nuova sagoma dell'edificio non violi i limiti di separazione imposti dalla legge.
  • È possibile sanzionare o condonare una violazione delle distanze tra fabbricati?
    No, il mancato rispetto delle distanze tra fabbricati non ammette condoni edilizi. Le sentenze del TAR chiariscono che questa violazione lede diritti fondamentali dei terzi, come la privacy e la salubrità ambientale, evitando la formazione di intercapedini pericolose. Di conseguenza, chi costruisce senza rispettare la distanza legale rischia una condanna alla demolizione dell'opera abusiva. Questa misura drastica è necessaria per garantire che nessun cittadino subisca danni permanenti alla propria abitazione a causa di costruzioni vicine troppo ravvicinate.

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