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Impermeabilizzazione coperture

Aggiornato il 09 marzo 20173 capitoli5 domande frequenti
Impermeabilizzazione copertura

Impermeabilizzazioni coperture

Le impermeabilizzazioni coperture, generalmente poste tra l'isolante termico ed il rivestimento superiore, consentono di evitare il passaggio dell'acqua negli strati sottostanti. La buona riuscita dell'operazione comporta la lunga durata dell'edifico ed assicura una confortevole abitabilità. Quindi le sue funzioni consistono nell'assicurare una adeguata durabilità, assecondando le deformazioni della struttura e soprattutto nel garantire l'impermeabilità. Quando si va ad operare su costruzioni esistenti la scelta del giusto impermeabilizzante è funzione della presenza di eventuali avvallamenti, quindi dello stato di conservazione, della resistenza meccanica dei supporti e delle pendenze. Per scegliere il tipo di intervento da attuare deve essere valutato lo stato della copertura, che può essere ripristinare totalmente il massetto, impermeabilizzare rimuovendo totalmente o parzialmente lo strato sottostante, impermeabilizzare sulla superficie esistente.

Le impermeabilizzazioni bituminose

La posa delle impermeabilizzazioni copertura deve essere eseguita con attenzione e particolare cura, soprattutto in prossimità degli attacchi delle ringhiere, dei giunti e nei raccordi orizzontali e verticali. In funzione dello strato su cui si va ad operare, l'impermeabilizzazione può essere applicata con incollaggio a fiamma o con incollaggio totale, ideale per superfici resistenti al ritiro tali da non provocare lesioni. Esistono diversi metodi per impermeabilizzare una copertura, ognuna con i suoi vantaggi. Quelle più usate per terrazzi e coperture sono le prefabbricate bituminose che derivano dalla distillazione del petrolio. È possibile trovarle in commercio sotto forma di rotoli con armatura predisposta, ma necessitano di essere protette superficialmente. Dotate di buona resistenza meccanica, le impermeabilizzazioni bituminose, sono calpestabili e di uno spessore minimo di 4 m.

Materiali polimerici

Acquistabili in teli arrotolati, le membrane polimeriche sono costituite in misura minore di bitume, per circa il 50%, garantendo in egual modo la funzione impermeabilizzante. Si distinguono in base al materiale di cui sono costituite e possono essere armate o non. Dotata di eccellente resistenza meccanica, l'impermeabilizzazione coperture a base polimerica, è in grado di assorbire in maniera efficiente, eventuali escursioni termiche ed assestamenti tra supporto e pavimento, grazie soprattutto alla sua elevata elasticità. Dalla messa in opera a secco, semplice e pratica, particolare attenzione va invece posta all'incompatibilità chimica dei differenti materiali messi a contatto. Indicata sia per coperture piane che inclinate, l'impermeabilizzazione polimerica può essere calpestabile ed in genere necessita di uno strato protettivo.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali differenze tra membrane bituminose e polimeriche per l’impermeabilizzazione?
    Le membrane bituminose derivano dal petrolio e si presentano solitamente come rotoli armati, offrendo ottima resistenza meccanica e calpestabilità diretta, con uno spessore minimo di 4 mm. Richiedono spesso protezione superficiale. Le membrane polimeriche contengono solo circa il 50% di bitume e si distinguono per un'elevata elasticità, capace di assorbire efficacemente le escursioni termiche e gli assestamenti strutturali senza creparsi. Entrambe sono disponibili in teli arrotolati, ma quelle polimeriche garantiscono una maggiore adattabilità alle deformazioni della struttura, rendendole ideali anche per coperture soggette a movimenti.
  • Come si effettua la posa delle membrane bituminose?
    L'applicazione richiede grande precisione, specialmente nelle zone critiche come gli attacchi delle ringhiere, i giunti e i raccordi tra superfici orizzontali e verticali. I metodi principali sono due: l'incollaggio a fiamma, tipico per la maggior parte delle superfici, e l'incollaggio totale, consigliato quando il supporto è resistente al ritiro e non rischia di provocare lesioni. Una corretta esecuzione è fondamentale per garantire la durata dell'intervento e prevenire infiltrazioni future, assicurando che lo strato impermeabile resti integro nel tempo.
  • È necessario rimuovere completamente lo strato vecchio prima di impermeabilizzare?
    Non sempre. La scelta dipende dallo stato di conservazione della copertura esistente. Se il massetto è compromesso, potrebbe essere necessario ripristinarlo totalmente. Tuttavia, in molti casi è sufficiente impermeabilizzare rimuovendo parzialmente lo strato sottostante o, addirittura, applicando il nuovo materiale direttamente sulla superficie esistente, purché questa sia stabile e adatta. Valutare attentamente avvallamenti, pendenze e resistenza meccanica del supporto è essenziale per decidere se optare per un intervento radicale o per una soluzione più rapida e meno invasiva.
  • Cosa significa 'messa in opera a secco' per le membrane polimeriche?
    La messa in opera a secco indica che le membrane polimeriche possono essere posizionate senza l'uso di adesivi liquidi o collanti tradizionali durante la fase iniziale, semplificando notevolmente il processo di installazione rispetto ad altri sistemi. Questo metodo rende l'intervento più pratico e pulito. Tuttavia, bisogna prestare estrema attenzione all'incompatibilità chimica tra i diversi materiali che verranno messi a contatto, poiché alcune sostanze potrebbero reagire negativamente, compromettendo l'efficacia dell'impermeabilizzazione nel lungo periodo.
  • Perché le membrane polimeriche sono indicate per coperture piane e inclinate?
    Grazie alla loro elevata elasticità, le membrane polimeriche assorbono efficientemente le escursioni termiche e gli assestamenti differenziali tra il supporto e il pavimento. Questa flessibilità permette loro di adattarsi a diverse geometrie, mantenendo l'integrità dello strato impermeabile sia su superfici piane che inclinate. A differenza dei materiali più rigidi, non risentono facilmente delle micro-fessurazioni dovute ai cambiamenti di temperatura, garantendo una protezione duratura contro l'acqua piovana in qualsiasi configurazione strutturale.

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