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Piante alimurgiche

Aggiornato il 06 dicembre 20162 capitoli5 domande frequenti
Ortica

Cosa sono le piante alimurgiche

Il termine "piante alimurgiche" potrebbe farci subito pensare che si parla di qualcosa di specialistico, al di fuori di una semplice discussione fra amici: in realtà parliamo semplicemente di piante selvatiche commestibili. Sono quelle piante che venivano utilizzate per nutrire, fino alla generazione dei nostri nonni. L'utilizzo aveva un doppio scopo: nutrire e curare poiché le erbe selvatiche erano anche curative. Così, ad esempio, un piatto di zuppa di ortica, oltre ad attenuare la fame funzionava da rinfrescante per le vie urinarie. Anche a noi capita di mangiarle, raramente, ma possiamo trovarle a nostra insaputa.

Quali sono le piante alimurgiche

Fra le piante alimurgiche, troviamo elementi più conosciuti come ortica, tarassaco e piantaggine che si trovano tranquillamente nei campi lungo i fossati. Ma vi sono alcune piante poco conosciute che varrebbe la pena imparare ed utilizzare come l'asparago selvatico dal profumo intenso e ottimo per il benessere dell'apparato urinario, i bruscandoli meravigliosi per fare il risotto, la borragine. Solo alcune di queste piante sono integralmente commestibili, mentre, per quel che riguarda le altre, bisogna sapere cosa raccogliere: le parti edibili sono le foglie, i fiori, le radici o i germogli.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra piante alimurgiche e piante officinali?
    Le piante alimurgiche sono principalmente coltivate o raccolte per il loro valore nutrizionale e gastronomico, ovvero vengono consumate come cibo. Le piante officinali, invece, hanno uno scopo terapeutico e vengono utilizzate per preparare rimedi naturali, infusi o estratti volti a curare o prevenire malesseri. Tuttavia, c'è una sovrapposizione significativa: molte piante, come l'ortica o il tarassaco, rientrano in entrambe le categorie perché offrono benefici sia alimentari che salutistici. La distinzione principale risiede nell'intento d'uso: se le mangiamo come verdura, sono alimurgiche; se le usiamo per curare specifiche patologie, diventano officinali.
  • È sicuro raccogliere le piante selvatiche direttamente dalla natura?
    La sicurezza dipende rigorosamente dal luogo di raccolta e dall'identificazione corretta della specie. È fondamentale evitare aree vicine a strade trafficate, industrie o terreni trattati con pesticidi e diserbanti, poiché le piante assorbono inquinanti e sostanze chimiche nocive. Inoltre, il rischio di confusione con specie velenose simili è reale. Per questa ragione, si consiglia vivamente di raccogliere solo piante che si conoscono perfettamente, magari avvalendosi di guide esperte o app di riconoscimento botanico affidabili. In caso di dubbio sull'identità della pianta, non procedere mai con il consumo.
  • Come si preparano correttamente le ortiche per il consumo?
    L'ortica contiene tricomi urticanti che causano irritazione al contatto, ma questi scompaiono completamente con il calore. Pertanto, le ortiche devono essere sempre cotte prima di essere mangiate. Possono essere lessate brevemente per essere poi saltate in padella con aglio e olio, aggiunte a risotti, frittate o minestre. Un altro metodo comune è la preparazione di un pesto, sostituendo il pinolo con noci o mandorle. Non consumarle mai crude in grandi quantità senza previa cottura, poiché potrebbero irritare l'apparato digerente. La cottura neutralizza l'acido formico responsabile dell'effetto urticante.
  • Quali sono le parti edibili del tarassaco e come si usano?
    Il tarassaco, noto comunemente come dente di leone, offre diverse parti commestibili con sapori distinti. Le foglie giovani, raccolte in primavera, sono tenere e leggermente amare, ideali per insalate miste o condite con limone e olio. I fiori possono essere utilizzati per preparare fritture croccanti o liquori aromatizzati. Le radici, scavate in autunno, possono essere essiccate e tostate per ottenere un surrogato del caffè privo di caffeina, oppure bollite per preparare decotti depurativi. Ogni parte ha proprietà nutrizionali specifiche, ricche di vitamine A, C e K, nonché sali minerali.
  • Cosa sono i bruscandoli e come si cucinano?
    I bruscandoli sono i germogli teneri e i viticci rampicanti della Smilax aspera, una pianta spinosa diffusa nel Mediterraneo. Il nome deriva dal sapore acidulo e leggermente pungente che ricordano gli aceti. Si raccolgono in primavera quando sono ancora teneri e non lignificati. In cucina, sono eccellenti per preparare risotti cremosi, spesso abbinati a salsiccia o formaggi freschi, oppure possono essere usati come contorno lessati e conditi. La loro caratteristica unica aggiunge una nota di acidità naturale ai piatti, rendendoli leggeri e gustosi senza bisogno di aggiungere troppi condimenti.

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