Gelsomino appena annaffiato

Fiori da giardino

Il gelsomino

Il gelsomino, pianta dal profumato fiore di cui esistono centinaia di varianti, è facile da coltivare e dona subito un tocco di eleganza all'ambiente.

di Redazione

24 maggio 2017

Quanto annaffiare il gelsomino

Il gelsomino è una pianta facile da coltivare se si seguono con attenzione alcuni semplici passaggi: poiché per una buona crescita della pianta è necessario che il terreno sia umido, ma che non vi siano ristagni di acqua, controllare sempre la terra prima di annaffiare, per capire se davvero ce ne è la necessità. Se anche a qualche centimetro sotto la superficie la terra è secca, è il momento di annaffiare la pianta! In inverno è meglio dare l'acqua al gelsomino di mattina, perché le basse temperature notturne potrebbero far gelare terreno e pianta. D'estate, quando il terreno lo richiede, si può annaffiare la sera per lasciare il tempo alle radici di assorbire tutta l'acqua. Infine, meglio procedere con poca acqua per volta, ripetendo più volte l'operazione a distanza di qualche minuto, per facilitare l'assorbimento.

Come coltivare la pianta

Alcune specie di Gelsomino sopravvivono anche in inverno, la maggior parte preferisce la stagione estiva. Il periodo migliore per piantare il gelsomino è quello autunnale, la pianta resiste bene alle temperature prossime a zero gradi. La pianta con tutte le radici (anche se giovane) va messa a dimora scavando una buca nel terreno. Nel ricoprire le radici bisogna fare attenzione a inumidire un po' la terra e a concimarla con elementi organici. La coltivazione del gelsomino è perfetta per il giardino, soprattutto se si offre alla pianta la possibilità di svilupparsi in altezza. Per questo motivo è meglio posizionare le radici in prossimità di muri o recinzioni, o eventualmente costruire un apposita struttura di sostegno per permettere alla pianta di arrampicarsi verso l'alto. La pianta ha inoltre bisogno di essere esposta al sole.La semina del gelsomino è poco diffusa perché è difficile reperire i semi, così come più complessa risulta la coltivazione in vaso.

Come concimare il terreno

Il terreno è uno dei fattori più influenti nello sviluppo della pianta del gelsomino: in ogni momento della vita di questa pianta, deve essere umido, ricco di elementi organici e quindi ben concimato. Prima della messa a dimora, occorre preparare il terreno con del concime o compost, aggiungendo anche della sabbia. Dopo aver inumidito la terra, si può inserire la pianta, ricoprendo con cura le radici. Poiché il momento migliore per piantare il gelsomino è l'autunno, verso la fine dell'inverno sarà possibile rinvigorire il terreno con del concime organico come il letame. Nel resto dell'anno, soprattutto in primavera ed estate, è possibile aggiungere del concime liquido. Non è strettamente necessario dare alla pianta troppi elementi nutritivi, come il fosforo o il potassio, ma se la pianta non dovesse crescere molto, la si potrà aiutare con questi elementi.

Malattie e possibili rimedi

Il gelsomino è una pianta piuttosto forte, in grado di affrontare anche le temperature prossime allo zero e generalmente non è particolarmente soggetta a funghi e parassiti. Per evitare qualsiasi rischio di infezione e attacchi parassitari come Oidio e cocciniglia tuttavia, si può intervenire in primavera con appositi prodotti insetticidi e fungicidi che metteranno la pianta a riparo da eventuali pericoli. La salute della pianta dipende principalmente dall'adeguatezza del terreno e dalle cure durante la coltivazione e da sola è in grado di prevenire i principali rischi di malattie del gelsomino. Per questo è importante prestare attenzione all'annaffiatura e alla concimazione del terreno e nei primi 3 anni di vita della pianta, bisogna potare con cura i rami più bassi. Questo aiuterà a rinforzare il gelsomino che una volta adulto andrà solamente liberato da eventuali rami secchi.

Le origini del gelsomino, la sua diffusione e qualche curiosità

La pianta del gelsomino ha origini asiatiche, ma tra le oltre 200 tipologie diverse che si sono sviluppate nel tempo, molte hanno saputo adattarsi perfettamente al clima mediterraneo: questo rampicante è infatti diffusissimo nel nostro Paese e ed è uno dei più amati per la decorazione di muri, recinti, giardini. L'arbusto si sviluppa occupando molto spazio a terra e non è raro trovarlo come elemento ornamentale nei giardini pubblici. Il suo profumo è particolarmente intenso e dal fiore si ricava l'olio essenziale usato in profumeria per una fragranza molto amata e utilizzata da uomini e donne, capace di risvegliare i sensi. Le proprietà essenziali del gelsomino rendono la pianta molto richiesta anche in erboristeria, grazie alle sue capacità lenitive che ne fanno una colonna portante della cosmesi e non solo. Il gelsomino sprigiona il suo profumo soprattutto di notte e questa sua caratteristica ha contribuito nel tempo ad aumentare l'allure romantica che circonda il fiore.

Usi particolari

Molto amato per la sua bellezza e per il suo profumo, il gelsomino è anche utilizzato dalla cosmesi come antirughe e anti-arrossamento nella produzione di prodotti di bellezza e cura della pelle. L'olio essenziale che si estrae dalla pianta ha capacità lenitive e antinfiammatorie e viene quindi usato come rimedio disinfettante e antidolorifico. Con l'olio di gelsomino si possono trattare patologie dei bronchi, tosse, cefalea, dolori mestruali e perfino il cattivo umore, perché il profumo agisce come calmante sul sistema nervoso. L'olio di gelsomino può essere inalato per curare disturbi alle vie respiratorie o spalmato sulla pelle affinché l'assorbimento ne allevi i fastidi. Molto diffuso in Asia, dove il gelsomino ha origine, è l'infuso che ha conquistato anche molti consumatori occidentali: una piccole dose di fiori pari a 20 grammi per un litro di acqua calda, può essere consumata un paio di volte al giorno per trarre benefici psico-fisici molto rilassanti.

Domande frequenti

  • Come devo annaffiare correttamente il gelsomino per evitare marciumi?
    Il gelsomino necessita di un terreno costantemente umido ma mai zuppo, poiché i ristagni idrici sono pericolosi. Prima di ogni irrigazione, verifica che gli strati superficiali del suolo siano asciutti toccando la terra a qualche centimetro di profondità. È fondamentale adottare tecniche diversificate in base alla stagione: d'inverno, annaffia al mattino per evitare che il gelo notturno danneggi le radici; d'estate, preferisci la sera per favorire un assorbimento graduale. Inoltre, evita grandi quantità d'acqua in un'unica soluzione: somministra piccole dosi più volte, attendendo qualche minuto tra un intervento e l'altro, per permettere al terreno di assimilare l'umidità senza creare saturazione.
  • Qual è il periodo ideale per piantare il gelsomino e come preparare il terreno?
    L'autunno rappresenta il momento ottimale per la messa a dimora, poiché la pianta riesce ad acclimatarsi e sviluppare le radici prima del freddo intenso, resistendo bene a temperature vicine allo zero. Prepara il terreno scavando una buca adeguata e arricchiscila con concime organico o compost, aggiungendo eventualmente della sabbia per migliorare il drenaggio. Posiziona la pianta intera, facendo attenzione a coprire delicatamente le radici dopo averle leggermente inumidite. Se non disponi di un muro o di una recinzione, costruisci una struttura di sostegno verticale, dato che il gelsomino è un rampicante che beneficia dello sviluppo in altezza e richiede esposizioni soleggiate.
  • Con quali frequenza e tipo di fertilizzante devo nutrire il gelsomino?
    La concimazione è cruciale per mantenere il terreno ricco di elementi organici e umido. Alla messa a dimora in autunno, integra il suolo con compost o letame maturo. Verso la fine dell'inverno, effettua un nuovo apporto di concime organico per rigenerare il substrato. Durante la primavera e l'estate, passa a concimi liquidi somministrati regolarmente. Generalmente, non servono elevate quantità di fosforo o potassio; tuttavia, se noti una crescita stentata, puoi integrare questi specifici nutrienti per stimolare lo sviluppo vegetativo e fiorifero. Una corretta alimentazione previene molte debolezze e mantiene la pianta vigorosa.
  • Il gelsomino è soggetto a malattie o parassiti? Come prevenirli?
    Sebbene il gelsomino sia una pianta robusta e resistente al freddo, può essere vulnerabile ad attacchi di oidio (muffa bianca) e cocciniglia. La prevenzione principale risiede nelle cure colturali: assicurati che il terreno non sia troppo umido e che ci sia un buon ricircolo d'aria. In primavera, è consigliabile intervenire profilatticamente con prodotti insetticidi e fungicidi specifici. Nei primi tre anni di vita, esegui una potatura attenta rimuovendo i rami bassi per irrobustire la struttura; successivamente, limitati a eliminare i rami secchi o danneggiati. Questa gestione accurata riduce drasticamente il rischio di infezioni fungine e infestazioni parassitarie.
  • Quali sono le proprietà benefiche dell'olio essenziale di gelsomino?
    L'olio essenziale estratto dai fiori di gelsomino è rinomato per le sue spicgate proprietà lenitive, antinfiammatorie e calmanti. In ambito cosmetico, è utilizzato come antirughe e per ridurre arrossamenti cutanei. Terapeuticamente, può essere impiegato per alleviare dolori mestruali, cefalee e problemi bronchiali; l'inalazione dei vapori aiuta le vie respiratorie, mentre l'applicazione topica agisce come antidolorifico naturale. Inoltre, il suo profumo intenso agisce sul sistema nervoso centrale, riducendo stress e migliorando l'umore. Esistono anche preparazioni in infuso (circa 20g di fiori per litro d'acqua) da bere per effetti rilassanti psico-fisici.