Esempio di commutatore comune

Impianto Elettrico

Commutatore

Alcune nozioni di base sul commutatore, utile strumento per collegare più lampade e accenderle o spegnerle in un colpo solo.

di Redazione

01 giugno 2017

A che cosa può servire un commutatore

Generalmente il commutatore è uno strumento davvero molto utile e usato in svariati modi, in quanto consente di accendere o spegnere contemporaneamente una lampada o più gruppi in un solo colpo oppure se installato negli impianti stereo, permette di scegliere tra la riproduzione stereo o radio. Insomma, con un commutatore si possono separare in maniera ottimale tutte le differenti fonti di energia e regolare la distribuzione, evitando eventuali interferenze. In alternativa con esso si riesce anche a trasferire la carica elettrica da una sorgente all'altra o in modalità automatica o manuale, senza dover necessariamente interrompere il flusso di energia. Per questo motivo a volte viene chiamato pure commutatore statico. Infine, se la sorgente primaria di energia funziona scorrettamente, con il commutatore si riesce ad effettuare un trasferimento sulla linea secondaria in maniera automatica.

Come funziona il commutatore

Come già detto sopra il commutatore inserito nell'impianto elettrico ha il compito di gestire il flusso di corrente elettrica, attivandolo o interrompendolo a seconda dei comandi che riceve. Per riuscire a svolgere la propria funzione questo strumento si compone di almeno due interruttori che vanno collegati tra loro. Ad essi sono aggiunte due parti di metallo per condurre il flusso. Queste parti in metallo devono essere messe in contatto in maniera manuale, meccanica o automatica in base al modello di cui si dispone, per aprire o chiudere il circuito così realizzato e fermare o favorire il passaggio dell'elettricità. Esistono diversi modi per utilizzare un commutatore, quelli maggiormente frequenti sono l'accensione alternata delle luci di un lampadario, la separazione delle utenze, la trasformazione della corrente da unidirezionale ad alternata.

Come è fatto un commutatore elettrico

Andando a vedere più nel dettaglio come lavora il commutatore elettrico, ci si accorge che esso non è costituito da un solo componente, infatti spesso nel gergo è chiamato doppio interruttore, anche se gli interruttori che collega possono essere più di due. La cosa fondamentale è che ognuno degli interruttori sia collegato ad una rete di ingresso monofase. In questa rete di ingresso si trovano due sorgenti, una detta prioritaria e l'altra detta di riserva, che possono essere invertite di ruolo in qualsiasi momento attraverso un deviatore di energia. Gli interruttori infine hanno un'uscita comune, connessa ad un carico, che poi è l'uscita stessa del commutatore. Così il dispositivo risulta in grado di trasferire l'energia elettrica da una sorgente all'altra, in tutte le direzioni: si possono accendere tutte le lampade insieme, oppure attivarne solo alcune.

Commutatori unipolari e commutatori bipolari

Come detto i commutatori possono avere tantissimi utilizzi e in base alle funzioni richieste in ogni caso sono necessarie capacità di portata e potenze differenti. In questo senso esistono due diversi tipi di commutatori, quelli unipolari e quelli bipolari; come suggerisce già il nome gli unipolari dispongono di un solo polo che gestisce e regola il flusso di energia, mentre i bipolari possono fare affidamento su due punti distinti di regolazione del flusso. I commutatori unipolari sono utilizzati per tutte quelle funzioni che richiedono un dispendio più basso e non necessitano di potenze elevate, come le lampade e le lampadine; i bipolari invece sono applicati ai grandi apparecchi e ai sistemi di protezione che, in virtù delle loro dimensioni ingombranti, assorbono davvero molta potenza. Si parla in particolare di apparecchi come scaldabagno e caldaie.

Le fasi di montaggio del commutatore elettrico

La prima cosa da fare per avviare il montaggio di un commutatore è collegare tutti insieme tra loro i vari fili neutri avendo cura di interrompere la fase. In un secondo momento i diversi fili di fase vanno uniti a gruppi al punto luce, rispettando l'ordine in cui si dovrà andare ad accendere ogni lampada; è chiaro che ci vorranno tanti interruttori quante solo le lampade da accendere in contemporanea. Fatto ciò si può procedere al collegamento delle fasi di ogni gruppo tra loro, per poi scegliere un filo da ogni fascio e collegarlo al commutatore nella scatola. Per verificare se c'è qualche guasto è consigliabile provare uno per uno i componenti: ogni volta che la luce si accende si passa a quello subito dopo. Se la corrente passa per tutti i poli il montaggio è avvenuto in maniera corretta senza alcun problema.

Modelli tradizionali e digitali

Il mondo dei commutatori è in rapida evoluzione e i modelli digitali stanno sostituendo velocemente quelli tradizionali. Ne esistono già diversi tipi: i più evoluti, usati nel settore delle telecomunicazioni, sono provvisti addirittura di computer digitale e software specifico, con un data base di memoria per raccogliere e riconoscere tutte le informazioni di traduzione e altri dettagli come i dispositivi di linea, i numeri di telefono, gli indirizzi, le chiamate in arrivo e in uscita. Grazie a questi dispositivi si possono perfino commutare le chiamate in modalità digitale, per migliorarne la qualità e renderla più rapida. I miglioramenti stanno lavorando sulla velocità e sulla tenuta anche dopo numerose telefonate, mantenendo costi contenuti. Alcuni circuiti digitali sono apparsi addirittura nel settore meccanico: questi modelli si comportano come veri e propri commutatori, per accendere le lampadine.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza pratica tra un commutatore unipolare e uno bipolare?
    La distinzione principale risiede nel numero di poli di controllo e nella potenza gestita. Il commutatore unipolare possiede un singolo polo ed è ideale per carichi leggeri, come l’illuminazione domestica standard (lampade e lampadine), dove non si richiede un’elevata potenza. Al contrario, il commutatore bipolare dispone di due punti distinti di regolazione del flusso elettrico, rendendolo necessario per apparecchiature che assorbono molta energia, come scaldabagni, caldaie o grandi sistemi di protezione. Scegliere il modello sbagliato potrebbe causare surriscaldamento o malfunzionamenti, quindi è fondamentale valutare il consumo energetico del dispositivo collegato.
  • Come si effettua il corretto cablaggio di un commutatore per l’accensione simultanea di più luci?
    Per installare correttamente un commutatore che accenda più luci contemporaneamente, bisogna innanzitutto interrompere l’alimentazione di fase per sicurezza. Collegare tra loro tutti i fili neutri, lasciando liberi i fili di fase. Successivamente, unire i fili di fase a gruppi in corrispondenza dei punti luce, decidendo quali lampade accendere insieme. Collegare poi le fasi di ciascun gruppo tra loro e portare un filo da ogni fascio verso il commutatore nella scatola di derivazione. È essenziale verificare il funzionamento prova per prova: accendendo ogni polo, la relativa luce deve illuminarsi immediatamente, confermando che il circuito è chiuso correttamente.
  • In che modo un commutatore garantisce la continuità del servizio elettrico in caso di guasti?
    Un commutatore elettrico gestisce il flusso di corrente permettendo il trasferimento automatico o manuale dell’energia da una sorgente primaria a una secondaria di riserva. Se la fonte principale presenta anomalie o interruzioni, il dispositivo attiva automaticamente il trasferimento sulla linea secondaria, assicurando che il carico (come le lampade o altre utenze) continui a ricevere elettricità senza interruzioni brusche. Questa funzionalità, talvolta associata alla definizione di 'commutatore statico', è cruciale per evitare blackout improvvisi e garantire stabilità nel sistema elettrico domestico o industriale, separando ottimamente le diverse fonti di alimentazione.
  • I moderni commutatori digitali offrono vantaggi rispetto a quelli tradizionali?
    Sì, i modelli digitali rappresentano un’evoluzione significativa rispetto agli interruptori meccanici tradizionali. Oltre alla semplice gestione on/off, integrano microprocessori e memorie che permettono di riconoscere segnali complessi, migliorare la qualità della trasmissione e gestire dati specifici. Nel settore domestico, questi avanzamenti si traducono in maggiore velocità di risposta, migliore tenuta del segnale dopo numerosi cicli di utilizzo e costi di gestione ridotti. Sebbene nati per le telecomunicazioni, i principi digitali stanno entrando anche nell’illuminazione, offrendo controlli più precisi e funzionalità aggiuntive non disponibili nei semplici deviatori manuali.