Rivestimento in resina

Cos’è il rivestimento in resina

Il rivestimento in resina, durante gli anni, ha trovato un modo di essere impiegato in largo modo in diversi settori, sia quello industriale che quello privato o residenziale. Come si evince dal nome, per questa tipologia di rivestimento si utilizza la resina, un materiale generalmente trasparente che ha diverse proprietà, come l’impermeabilità dopo l’applicazione, resistenza agli agenti chimici e atmosferici, la facilità di utilizzo, la duttilità. Con il tempo il rivestimento in resina è diventato per molti anche un elemento di design, venendo modificato opportunamente in modo da fargli assumere diverse colorazioni a seconda della finalità di utilizzo. Esistono varie tipologie di resine e rivestimenti in commercio, che si adattano al materiale su cui vanno applicate in maniera ottimale.
Applicazione di un rivestimento in resina

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Vantaggi e svantaggi nell’utilizzo del rivestimento in resina

Rivestimento in resina in lavori fai da te L’utilizzo del rivestimento in resina comporta numerosi vantaggi; grazie alla sua duttilità e trasformabilità molto alta è possibile modificare questo materiale per le proprie esigenze modificandone il colore o la composizione. L’applicazione sulle superfici inoltre può conferire all’oggetto un aspetto lucido, come se fosse rivestito di plastica. Alcuni dei svantaggi che si possono citare per questa tipologia di materiali sono sicuramente la bassa aderenza su materiali vetrosi, visibilità aumentata per graffi e scalfitture, il fatto che se una piccola porzione deve essere ritoccata con il rivestimento in resina diviene necessario ripassare tutta la superficie (questo serve per poter conferire al rivestimento stesso una uniformità che garantisca la protezione e la resistenza agli agenti esterni).

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Tipologie di resine per rivestimenti

Rivestimento in resina su un oggetto Una tipologia particolare di resina è sicuramente quella espandente, molto conosciuta soprattutto in ambito edilizio. Da oltre 20 anni questo materiale viene utilizzato principalmente per il consolidamento di terreni, ossia per rendere determinate superfici o appezzamenti di terra più stabili in modo da evitare frane o smontamenti. Un altro impiego delle resine espandenti sono il risanamento di crepe nei muri, rinforzare le fondamenta di un edificio dopo un cedimento e il livellamento della pavimentazione industriale. Nonostante l’ampio periodo di tempo in cui le resine espandenti sono state usate, questa tecnologia risulta essere ancora innovativa per molti, se non addirittura sperimentale. Un altro tipo di resina molto diffusa in ambito civile è sicuramente la resina epossidica, ossia un polimero sintetico che resiste molto bene all’acqua. Per questo motivo viene usato principalmente per il rivestimento di pavimenti e superfici in ambienti come cucine e bagni. Per quanto concerne la resina cementizia invece si può dire che essa sia un composto formato principalmente da cementi di varia tipologia e additivi a base di resine, che rendono questo prodotto particolarmente adatto per il rivestimento dei pavimenti.


Rivestimento in resina: Come scegliere il prodotto giusto

Elemento arredo Come detto precedentemente, il rivestimento in resina si applica su molte superfici e per diversi scopi, sia nel campo industriale (ad esempio è il rivestimento di serbatoi o pavimenti) che nel campo privato; quindi la scelta di un prodotto per la creazione di un rivestimento in resina piuttosto di un altro va fatta valutando attentamente le esigenze che si hanno, la composizione, le modalità di utilizzo. Generalmente quando la finalità di utilizzo è l’applicazione su oggetti o superfici perlopiù lisce allora è bene considerare l’applicazione di un rivestimento in resina della tipologia epossidica. In caso invece si voglia dare un tocco di originalità all’ambiente e agli oggetti da rivestire o ritoccare si può utilizzare tranquillamente la resina cementizia, in modo da ottenere il risultato sperato.



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