Esempio di visura catastale

Visure e Catasto

Valutazione immobili

Valutazione immobili: come risparmiare sulla consulenza di un professionista esterno grazie alla visura catastale

di Redazione

16 gennaio 2017

Visura catastale, cos'è?

La visura catastale è la carta di identità di un immobile, sia esso fabbricato o terreno. Quando un tecnico abilitato al proprio albo professionale, presenta l'accatastamento di una nuova unità (sia si tratti di un edificio di nuova realizzazione oppure nuove particelle derivanti da frazionamenti a seguito di divisioni ereditarie o vendite), lo fa insieme al cosiddetto "Docfa", un elaborato in cui vengono elencate le caratteristiche del fabbricato o del terreno: dov'è ubicato, di quanti vani o metri quadri si compone, qual'è la destinazione d'uso. Tutte queste informazioni, inserite nei programmi del catasto, tramite dei coefficienti prestabiliti, serviranno ad inquadrare la "categoria" di appartenenza ed assegnare una "rendita" e che servirà ad effettuarne la valutazione. Le Categorie (suddivise a loro volta in sottocategorie) per i fabbricati sono: A (civile abitazione), B (edifici a scopo sociale) C (locali commerciali, garage e simili), D edifici speciali (banche, fabbriche).

Come effettuarla

La visura, essendo un atto pubblico, può essere richiesta da chiunque presso il proprio ufficio del catasto, presente in tutti i capoluoghi di provincia oppure anche per via telematica, basta avere gli identificativi dell'immobile (foglio, particella e comune in cui è ubicato), oppure chiedere una visura per "soggetto", fornendo nome cognome del proprietario. Una volta ottenuta, basterà prendere la "rendita" indicata, rivalutarla del 5% per gli immobili e del 25% per i terreni, ed a seconda della categoria, moltiplicarla per un coefficiente prestabilito cosi suddiviso (anno 2016): da A1 ad A11 (esclusa A10) è 160; A10 è 80; B 140; C1 e 55; C2, C6 e C7 sono 160; C3, C4 e C5 è 140; da D1 a D10 (esclusa D5) è 65; D5 è 80 mentre i terreni è 110. Quindi, prendendo in esame la visura della figura, avremo: Rendita 1034,20 * 1.05 (rivalutazione del 5%) * 160 (relativo alla categoria A/2) = 173.745,60€. Ecco effettuata la nostra valutazione usando semplicemente una visura.

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Domande frequenti

  • Come si calcola il valore di mercato di un immobile utilizzando la visura catastale?
    Per stimare il valore di un immobile partendo dalla visura catastale, devi prima recuperare la rendita catastale indicata nel documento. Successivamente, applica una rivalutazione del 5% alla rendita (o del 25% se si tratta di terreni). Infine, moltiplica il risultato ottenuto per un coefficiente matematico specifico, che varia in base alla categoria catastale dell'immobile. Ad esempio, per le categorie civili abitazioni dalla A1 alla A11 (escluse alcune eccezioni come l'A10), il coefficiente è 160. Questo metodo fornisce una stima rapida e autonoma, utile per avere un primo orientamento economico senza ricorrere immediatamente a perizie costose.
  • Quali dati sono necessari per richiedere una visura catastale online?
    Puoi richiedere una visura catastale telematicamente in due modi principali. Il primo richiede gli identificativi tecnici dell'immobile: il numero del foglio, il numero della particella e il codice del Comune in cui l'unità immobiliare è ubicata. Il secondo metodo, definito 'visura per soggetto', permette di cercare gli immobili intestati a una persona specifica, fornendo nome e cognome del proprietario. Entrambe le procedure sono accessibili attraverso i servizi digitali dell'Agenzia delle Entrate, consentendoti di ottenere rapidamente le informazioni necessarie per procedere alla valutazione dell'asset immobiliare.
  • Cosa rappresenta la rendita catastale e come viene determinata?
    La rendita catastale è il valore economico attribuito a un immobile dal Catasto, basato sulle sue caratteristiche intrinseche come ubicazione, metratura, numero di vani e destinazione d'uso. Questi dati vengono inseriti nell'anagrafe catastale tramite il modello DOCFA al momento dell'accatastamento. La rendita non corrisponde al valore di mercato attuale, ma funge da base imponibile per il calcolo delle imposte. Per avvicinarsi a una stima di mercato più realistica, è necessario rivalutare questa cifra (solitamente del 5% per gli edifici) e moltiplicarla per coefficienti stabiliti dalla normativa vigente.
  • Quali sono le categorie catastali principali e i relativi coefficienti di valutazione?
    Le categorie catastali classificano gli immobili in base alla loro destinazione d'uso. Per le abitazioni (Categoria A), il coefficiente standard è 160, mentre per l'A10 scende a 80. Gli edifici sociali (Categoria B) hanno un coefficiente di 140. I locali commerciali e garage (Categoria C) variano: C1 e C5 usano 55, C2, C6 e C7 usano 160, mentre C3, C4 e C5 usano 140. Gli edifici speciali (Categoria D) hanno coefficienti diversi, generalmente 65, tranne il D5 che è 80. Per i terreni agricoli o edificabili, il coefficiente fisso è 110. Conoscere questi valori è essenziale per applicare correttamente la formula di stima.