Restauro legno

Cos'è il restauro legno

Il legno è un materiale tra i più belli ed utilizzati, sin dai tempi più remoti. Per durare a lungo e rimanere perfetto ha bisogno di una manutenzione regolare; purtroppo spesso viene trascurato e magari abbandonato a sé stesso, per cui bisogna effettuare un attento restauro legno per farlo rinascere in robustezza e bellezza. Il restauratore è un professionista artigiano sempre più raro e le sue botteghe ormai si trovano solo nei centri storici delle città e nei piccoli paesi. È possibile effettuare un restauro legno fai da te, soprattutto se non si tratta di mobili antichi e preziosi, ma solo di pezzi ritrovati in cantina o acquistati ai mercatini. Il restauro legno si compone di diverse fasi. In generale, le principali sono: la pulitura, la sverniciatura, un trattamento anti tarlo, il consolidamento, la riparazione di eventuali deformazioni, la stuccatura e la lucidatura. Non sono sempre tutte indispensabili e si può procedere in ordine, saltando le fasi di cui non si riscontra la necessità.
Mobile da restaurare

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Le prime fasi del restauro legno

Pulitura del legno La pulitura del legno è prioritaria e va sempre fatta. Oltre che con uno straccio morbido e pulito, ci si può aiutare con un pennellino per arrivare negli angoli più nascosti. Bisogna eliminare ogni traccia di polvere davanti e dietro, anche togliendo i cassetti, se ci sono, e rovesciando il mobile sottosopra Quando la superficie di legno non ha bisogno di essere sverniciata, si passa ad eseguire una pulitura più approfondita. È importante precisare che nel caso che il mobile sia così rovinato da dover essere sverniciato, questa operazione deve essere fatta da un professionista, soprattutto se si tratta di un oggetto di pregio, in quanto una sverniciatura eseguita male potrebbe compromettere in modo irrimediabile il valore del mobile. La pulitura a fondo del legno si esegue salvaguardando la patina; su un mobile rifinito a cera è sufficiente passare uno straccio imbevuto di essenza di trementina, facendo attenzione a non premere troppo sulle macchie per non lasciare segni. Su superfici lucidate a ceralacca, l'essenza di trementina va diluita con olio paglierino e alcool a 94°, in proporzione di 100, 50 e 50.

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Il restauro del mobile

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Trattamenti di restauro legno

Mobile bisognoso di restauro Una volta pulito il mobile, bisogna osservarne attentamente la superficie in dettaglio e controllare che non ci siano i caratteristici buchi dei tarli. Se dovessero esserci, si procede al trattamento specifico contro questi nemici del legno. In commercio ci sono appositi prodotti, non tossici per l'uomo, che vanno passati sulle superfici con un pennello, oppure a spruzzo. Il mobile va trattato in ogni sua parte, compresa quella posteriore e l'interno di eventuali cassetti. A questo punto, se necessario, si procede con il consolidamento che consiste nel ripristinare la compattezza del legno e quindi la tenuta e la solidità del mobile. Un tempo per questo scopo si impiegavano soprattutto prodotti naturali come la colla animale, le resine o la cera d'api; oggi a questi si aggiungono consolidanti sintetici che garantiscono ottimi risultati. I consolidanti sono utilizzati per impregnazione, per iniezione, per immersione o goccia a goccia. La loro efficacia è data dal fatto che ristabiliscono la coesione della materia, venuta a mancare col trascorrere del tempo e la cattiva conservazione. In questo modo si può, ad esempio, ridare stabilità ad una sedia o rinforzare la base di un comò.


Restauro legno: La lucidatura

Risultato finale La parte finale del restauro legno prevede la lucidatura. Questa fase, che in modo più visibile riporta il legno al suo originario splendore, è anche la più soddisfacente. La lucidatura con gommalacca di un mobile richiede molta pazienza e una discreta dose di abilità. La gommalacca è la secrezione di una cocciniglia asiatica e viene venduta in scaglie o in soluzione pronta all'uso. Nella versione a scaglie, bisogna preparare la vernice sciogliendo da 100 a 200 grammi di gommalacca in un litro di alcool a 94°. Le prime applicazioni saranno più concentrate, poi sempre più diluite.Questa miscela si applica sulla superficie del legno con un tampone formato da una pezzuola di lana bianca avvolta da una pezza di lino. L'anima di lana va imbevuta nella gommalacca, strizzata e avvolta nel lino. Si passa poi sul legno con movimenti regolari, senza mai staccare dalla superficie e senza ripassare due volte sullo stesso punto. Solo quando la prima mano sarà ben asciutta, e possono passare anche un paio di giorni, si passa la seconda mano, disegnando degli 8. Si alternano i movimenti per almeno quattro ripetizioni. Alla fine il legno dovrà risultare lucido e morbido al tatto.


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