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Alberi da frutto

Aggiornato il 29 maggio 20176 capitoli5 domande frequenti
Esempio di alberi da frutto

Che cosa sono gli alberi da frutto

Molto spesso, quando si ha un giardino di dimensioni abbastanza ampie, si decide di coltivarvi uno o più alberi da frutto. In questo modo non solo si hanno a disposizione frutti gustosi e freschi, ma è possibile abbellire lo spazio grazie ai fiori colorati e di grande bellezza delle piante. Le tecniche colturali e le necessità degli esemplari variano notevolmente da una specie all'altra: infatti gli alberi da frutto sono molto diversi l'uno dall'altro. Inoltre alcune malattie sono tipiche di una singola specie. Al tempo stesso la posizione e l'esposizione delle piante sono di fondamentale importanza per garantire un buon raccolto. Bisogna valutare anche la composizione del terreno (correggendolo magari con l'aggiunta di sostanze adeguate in base alle esigenze della varietà) e il clima. Infatti è bene coltivare gli alberi da frutto che meglio si adattano alle locali condizioni climatiche.

Quali sono le caratteristiche degli alberi di pero

Tra gli alberi da frutto molto diffusi e presenti in numerose varietà si ricorda il pero, chiamato anche Pirus communis. Appartiene alla famiglia delle Rosacee ed è originario della regione del Caucaso. Il pero viene abbondantemente coltivato fin dai tempi antichi in Europa, Asia, America e Africa settentrionale, regioni dove i suoi frutti sono molto apprezzati. Si distingue da tutti gli alberi da frutto perché le pere derivano anche dall’ingrossamento del ricettacolo che racchiude l'ovario infero. Di conseguenza si può parlare di falsi frutti. Tutte le numerose varietà di pere contengono molte sostanze nutritive e sono ricche di sali minerali, vitamine e zuccheri. La pianta ha portamento eretto, è alta anche 10-15 metri e la sua chioma ha una forma piramidale che può essere potata a piacere. Le foglie, ovali e coriacee, sono picciolate, mentre i fiori sono riuniti in corimbi. Sono bianchi e rosei all'esterno e spuntano in primavera da gemme miste assieme alle foglie.

Quali sono le caratteristiche degli alberi di melo

Tra gli alberi da frutto più diffusi in Italia c'è senz'altro il melo, conosciuto anche con il nome di Malus communis. Originario dell'Europa e dell'Asia, è estremamente diffuso anche nelle regioni settentrionali dell'Africa, dell'America e in Australia. La sua coltivazione è antichissima. Esistono migliaia di varietà di mele, classificate per lo più in base all'epoca di maturazione. La mela deve essere ritenuta un vero e proprio alimento perché contiene vitamine, sali, zuccheri e acqua. Il melo possiede foglie ovali, doppiamente seghettate, bianche nella pagina inferiore e picciolate. I fiori, di colore bianco-rosato, sono riuniti a formare dei veri e propri ombrelli e hanno calice e peduncolo pubescenti. La mela può essere considerata un falso frutto e presenta un aspetto globuloso. Sono varietà estive l'Astrakan rossa, molto precoce, e la Rambour. Maturano invece in autunno i frutti della Cellini inglese e della famosa Renetta grigia. Tutte le varietà si distinguono tra loro per forma, colore e sapore.

Quali sono le caratteristiche dell'albero di susino

Altri alberi da frutto molto apprezzati appartenenti alla famiglia delle Rosacee sono i susini, originari dell'Asia occidentale. Ne esistono tante varietà, coltivate fin dall'antichità. I susini possono essere di origine cino-giapponese e quelle di origine americana. In genere sono alberi con un gran numero di rami coperti da foglie ovate, seghettate e munite di stipole. I fiori sono bianchi e composti da cinque petali; sono riuniti in coppie e appaiono prima o contemporaneamente alle foglie. Il frutto assume forme e caratteristiche diverse a seconda delle varietà. In ogni caso la buccia è liscia, sottile e ricoperta di pruina. La coltura del susino è particolarmente diffusa nelle zone a clima temperato perché la pianta si adatta perfettamente a queste condizioni ambientali. I frutti vengono consumati sia freschi che secchi e quelli delle varietà tardive sono destinati all'essiccazione. Hanno funzioni terapeutiche perché hanno un'azione lassativa e antiurica e un elevato contenuto di zuccheri.

Quali sono le caratteristiche dell'albero di albicocco

L'albicocco è una delle specie di Prunus appartenente alla famiglia delle Rosacee: il suo nome scientifico è Prunus armenica, tuttavia questo albero è originario della Cina settentrionale e dell'India. Ne esistono tante varietà e nel corso del tempo sono stati creati numerosi ibridi per migliorare la produzione dei frutti. Questi alberi da frutto vengono coltivati nelle regioni a clima temperato dell'America e dell'Europa, dell'Asia e dell'Africa. In Italia sono spesso abbinati all'arancio e all'olivo perché necessitano di essere piantati negli stessi terreni. Le varietà più resistenti possono essere coltivate anche a discrete altitudini e sopportano moderatamente il freddo. L'albicocco è un albero rustico, alto 6-8 metri e presenta una corteccia brunastra e una chioma allargata, elegante e tondeggiante. I fiori, generalmente singoli o riuniti due a due, sono precoci e compaiono assai prima delle foglie. Sono composti da un calice, rossastro e caduco, che racchiude cinque petali bianchi o rossi abbastanza grandi.

Cosa tenere a mente

Quando si acquistano gli alberi da frutto per il proprio giardino bisogna sempre rivolgersi a un vivaio serio e scegliere piante dall'aspetto sano e robusto. La scelta delle varietà dipende dalle caratteristiche del terreno in cui vengono piantati gli esemplari, dal clima locale e dalla facilità di coltivazione. Infatti ci sono alcune cultivar e alcune specie che necessitano di meno cure. Gli alberi da frutto più adattabili sono il nespolo e il melograno. Quest'ultimo è molto apprezzato anche per la sua fioritura decorativa grazie ai vivacissimi fiori arancioni che spiccano notevolmente. Anche il susino è una pianta rustica, tuttavia bisogna lasciare intorno all'esemplare uno spazio sufficiente per la crescita delle radici e della chioma. I meli si adattano perfettamente a tutto il territorio italiano e molte cultivar sono particolarmente resistenti alle malattie. Nel Sud Italia sono molto diffusi gli agrumi, come i cedri, gli aranci, i mandarini e i limoni.

Domande frequenti

  • Quali sono gli alberi da frutto più facili da coltivare per un principiante?
    Per chi inizia, i migliori candidati sono il nespolo e il melograno, riconosciuti per la loro elevata adattabilità e scarsa esigenza di cure specifiche. Il melograno offre inoltre un valore estetico notevole grazie ai suoi fiori arancioni vivaci. Anche il susino rappresenta una scelta solida poiché è una pianta rustica, purché si garantisca allo spazio circostante la larghezza necessaria per lo sviluppo completo dell'apparato radicale e della chioma. Infine, molti meli si sono dimostrati molto resilienti alle comuni patologie e si adattano bene a quasi tutte le zone d'Italia, riducendo il rischio di fallimento colturale.
  • Come differiscono botanicamente i frutti di pero e melo rispetto ad altri frutti?
    Dal punto di vista botanico, sia le pere che le mele sono considerate 'falsi frutti'. Questo termine tecnico indica che la parte carnosa e commestibile deriva principalmente dall'ingrossamento del ricettacolo floreale e non direttamente dall'ovario fecondato, come avviene nei frutti veri e propri. Nel pero, questa struttura racchiude l'ovario infero, mentre nel melo la forma globulare del frutto nasconde questa complessa origine anatomica. Nonostante questa peculiarità, entrambi i frutti sono nutrizionalmente preziosi, ricchi di zuccheri naturali, vitamine e sali minerali essenziali per una dieta equilibrata.
  • È possibile coltivare alberi da frutto in zone fredde o ad alta quota?
    La coltivazione è possibile, ma dipende fortemente dalla specie scelta. L'albicocco, pur essendo originario di climi temperati, mostra una buona resistenza: le varietà più robuste riescono a svilupparsi a discreta altitudine e tollerano moderatamente il freddo, anche se i fiori primaverili precoci potrebbero subire danni dalle gelate tardive. Al contrario, gli agrumi (limoni, aranci, mandarini) richiedono climi miti e sono tipici del Sud Italia, risultando inadatti alle zone fredde senza protezioni specifiche. Per le aree più rigide, è preferibile optare per meli e peri, ampiamente diffusi anche nelle regioni settentrionali europee.
  • Quanto spazio devo lasciare attorno agli alberi da frutto nel mio giardino?
    Lo spazio vitale è cruciale per la salute della pianta e la qualità del raccolto. Ogni specie ha esigenze diverse: il pero può raggiungere i 10-15 metri di altezza con una chioma piramidale, mentre l'albicocco si mantiene sui 6-8 metri con una chioma tondeggiante ed espansa. È fondamentale non sottovalutare l'ampiezza necessaria per lo sviluppo delle radici, specialmente per il susino, che richiede ampio margine laterale. Una corretta distanza di impianto evita la competizione per nutrienti e luce, garantendo una circolazione dell'aria ottimale che previene l'insorgenza di malattie fungine favorite dall'umidità stagnante.
  • Come posso riconoscere le principali famiglie botaniche degli alberi da frutto comuni?
    La maggior parte degli alberi da frutto tradizionali appartiene alla famiglia delle Rosacee, un gruppo che include pero, melo, susino e albicocco. Riconoscerli aiuta a prevedere le loro esigenze colturali simili. Ad esempio, il pero (*Pirus communis*) e il melo (*Malus communis*) condividono origini asiatiche/europee e strutture floreali complesse. Il susino (*Prunus* spp.) e l'albicocco (*Prunus armenica*) presentano fiori bianchi o rosati con cinque petali, tipici di questo genere. Conoscere la famiglia permette di applicare tecniche di potatura e concimazione coerenti, sfruttando le conoscenze consolidate sulla fisiologia di queste piante affini.

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