Stufa a mais

Stufe a pellet

Stufe a mais

Le stufe a mais sono impianti ecosostenibili. Aiutano a risparmiare sui consumi e spese riscaldamento grazie alla modernità ed automatizzazione di questi impianti.

di Redazione

03 ottobre 2016

Stufe a mais, nuovo impianto ecosostenibile

La stufa a mais è un'opzione ecosostenibile e dai consumi energetici molto ridotti. In un primo momento si tratta di affrontare una spesa maggiore per acquistare il prodotto, per poi in pochi anni ammortizzarla visti i bassi consumi. Si stima che per ammortizzare la spesa iniziale ci vogliano circa 4/5 anni. Il mais presenta parametri di umidità molto bassi, questa caratteristica lo rende un combustibile ideale e con una prestanza termica elevata. Si presenta quindi sul mercato come una valida alternativa al pellet o alla legna. Chi per principio e ideali, si rifiuta di utilizzare combustibili di origine alimentare per riscaldare la propria casa, deve tener presente che si può utilizzare il mais di scarto, ovvero quello rovinato da muffe oppure altri agenti, che non finirà mai sulle tavole dei consumatori.

Stufe a mais e pellet, come funzionano?

Le stufe a mais funzionano grazie alla combustione dei semi di mais essicati, mentre le stufe a pellets bruciano pezzi di segatura pressata.Mais e pellet sono due combustibili che non contribuiscono all'aumento dell'effetto serra, visto che l'anidride carbonica prodotta tramite la combustione non supera quella che viene assorbita dalla pianta nel periodo di crescita. Entrambe le tipologie presentano un sistema di spegnimento, accensione automatico e controllo della temperatura, così da poter riscaldare la propria casa in vostra assenza. Grazie a questi moderni sistemi di automatizzazione si potrà gestire al meglio l'impianto, risparmiando sui consumi. Una delle differenze tra pellet e mais è che quest'ultimo, non ha bisogno di essere pressato, inoltre una volta bruciato, produce più cenere, bisogna quindi periodicamente rimuoverla.

Caratteristiche stufe a mais

Le stufe a mais sono composte da diversi elementi. Presentano un recipiente chiamato tramoggia che ha il compito di contenere appunto il combustibile, ovvero i semi di mais. Sul fondale del recipiente si trova un elemento meccanico chiamato coclea che ha il compito di convogliare il mais all'interno della camera di combustione. L'innovazione di queste stufe prevede che grazie ad un sensore, la coclea aumenti o diminuisca la velocità di immissione del mais in base alla temperatura. Come si può immaginare, la camera di combustione è il recipiente in cui brucia il combustibile. Tutto ciò è regolato e gestito da una centralina elettronica e diversi sensori. Ricordate che le stufe a mais hanno costi di gestione bassi, non hanno bisogno di camino verticale, producono energia pulita ed il mais è un combustibile rinnovabile.

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Domande frequenti

  • È eticamente corretto usare il mais come combustibile per la casa?
    Non c'è alcun problema etico legato all'utilizzo del mais nelle stufe, poiché non si impiegano semi destinati all'alimentazione umana o animale. Viene utilizzato esclusivamente il mais di scarto, ovvero quelle granaglie rovinate da muffe, insetti o agenti atmosferici che non possono essere commercializzate per il consumo umano. Questo approccio trasforma un rifiuto agricolo in una risorsa energetica utile, riducendo gli sprechi e offrendo un'alternativa sostenibile rispetto ai combustibili fossili senza entrare in conflitto con la catena alimentare.
  • Quanto dura l'investimento iniziale per una stufa a mais?
    L'acquisto di una stufa a mais richiede un investimento iniziale superiore rispetto alle tradizionali stufe a legna o gas, ma questo costo si ammortizza rapidamente grazie ai bassi consumi energetici. I calcoli indicano che il ritorno sull'investimento avviene generalmente entro 4-5 anni. Dopo questo periodo, l'impianto diventa economicamente vantaggioso, permettendo di risparmiare significativamente sulle bollette di riscaldamento grazie all'efficienza del combustibile e all'automazione del sistema, che ottimizza l'erogazione di calore.
  • Quali sono le principali differenze tecniche tra stufa a mais e stufa a pellet?
    La differenza principale risiede nella preparazione del combustibile: il pellet è composto da segatura pressata, mentre il mais è utilizzato sotto forma di semi secchi interi. Entrambi sono biocombustibili neutri per l'effetto serra, ma il mais tende a produrre una quantità di cenere leggermente superiore al pellet dopo la combustione, richiedendo quindi una pulizia periodica del braciere. Inoltre, entrambe le stufe condividono tecnologie avanzate come accensione automatica, spegnimento programmato e sensori di temperatura per garantire efficienza e sicurezza senza necessità di presenza costante.
  • Come funziona il meccanismo di alimentazione della stufa a mais?
    Il cuore del funzionamento è una tramoggia che contiene i semi di mais, collegata a un dispositivo meccanico chiamato coclea. La coclea preleva il combustibile dal serbatoio e lo convoglia nella camera di combustione. Un sistema elettronico intelligente, basato su sensori di temperatura, regola automaticamente la velocità di rotazione della coclea: se la stanza è fredda, aumenta l'immissione di mais, altrimenti la riduce. Questa automazione garantisce una combustione costante e ottimale, mantenendo la temperatura desiderata senza sprechi di energia.
  • È necessario installare un camino tradizionale per una stufa a mais?
    No, le stufe a mais non richiedono l'installazione di un camino verticale tradizionale come quelli usati per la legna. Essendo apparecchi chiusi e altamente efficienti, smaltiscono i fumi di combustione attraverso tubazioni specifiche progettate per questo scopo, spesso più sottili e facili da posare rispetto a un canna fumaria classica. Questo facilita l'installazione anche in appartamenti o case già costruite senza grandi opere murarie, rendendola una soluzione pratica per chi vuole riscaldarsi in modo moderno ed ecologico.